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pubblicato il 7 febbraio 2014

Rc auto: facciamo chiarezza sulla riforma in arrivo

Il ministero dello Sviluppo economico è tornato all'attacco dopo la bocciatura della commissione Giustizia

Rc auto: facciamo chiarezza sulla riforma in arrivo

Rc auto, dove eravamo rimasti? Allo stralcio (ossia all'eliminazione) dell'articolo 8 del decreto Destinazione Italia, che rivoluzionava la Rca. Quindi, appena il 5 febbraio scorso, la riforma era stata messa in cantina dalla commissione Finanze, dopo essere stata sonoramente bocciata dalla commissione Giustizia, e dopo essere stata stroncata con argomentazioni ficcanti dalle sigle della Carta di Bologna (le quali hanno messo in luce tutti i diritti che gli automobilisti perdevano con l'articolo 8): Federcarrozzieri, Associazione familiari vittime della strada, Sindacato italiano specialisti in medicina legale e delle assicurazioni, Assoutenti, Comitato unitario patrocinatori stragiudiziali Italiani, Organismo unitario dell’avvocatura, Unione avvocati responsabilità civile e assicurativa, Associazione culturale Mo Bast!, Associazione Valore uomo, Sportello dei diritti. Ma il ministero dello Sviluppo economico, che da mesi spinge a favore della riforma Rca, giovedì 6 febbraio è tornato all’attacco: vediamo gli sviluppi della questione.

LE PAROLE DELLA SENATRICE VICARI
Infatti, fra le più accanite sostenitrici dell’articolo 8 c’era la senatrice Simona Vicari, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico. Che subito dopo lo stralcio dell’articolo 8 aveva detto: “Saranno i cittadini a pagare le conseguenze della decisione delle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera di sopprimere l’articolo 8 del decreto Destinazione Italia, nel quale erano contenute le norme proposte dal governo riguardanti il settore della Rc auto. Infatti, non ho condiviso e ho espresso chiaramente la mia contrarietà nel corso della riunione della commissione. Questa riforma era il frutto del lavoro partito al ministero dello Sviluppo economico dove, grazie ad un tavolo di confronto a cui avevano preso parte tutti i protagonisti del settore, dalle assicurazioni ai consumatori, erano state varate norme che si ponevano come obiettivo quello di una riduzione dei costi delle tariffe. Con la decisione di sopprimere l’articolo 8 non solo si vanifica il lavoro di mesi, continuato anche a Palazzo Chigi, ma soprattutto si scaricano, chissà per quanto tempo, sui cittadini gli effetti di una decisione che, invece, avrebbe prodotto vantaggi in termini di riduzione di prezzi e di tariffe”. Ed ecco il colpo di teatro: “Il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge che riprende il testo dell’articolo 8 del Destinazione Italia. Non posso che essere soddisfatta dalla decisione del Consiglio dei ministri che, da un lato, conferma il positivo lavoro svolto in questo mesi, e dall’altro ripropone in maniera forte e decisa la necessitá di un intervento che riduca i costi delle tariffe assicurative. L’auspicio è che adesso si lavori celermente in questo senso, dando un segnale chiaro ai cittadini”.

IN CHE COSA CONSISTE
Il disegno di legge scopiazza l’articolo 8 del decreto e prevede una serie di sconti per i consumatori e sanzioni, in caso di violazioni, per le assicurazioni. Si ha un sconto del 7%, sulla media dei prezzi regionali, per l’applicazione della scatola nera. Riduzione del 5% e del 10% per risarcimento in forma specifica presso carrozzerie convenzionate. Taglio del 4% per il divieto di cessione del diritto al risarcimento. Sconto del 7% per prestazioni di servizi medico-sanitari resi da professionisti convenzionati con le imprese assicurative. Il totale delle riduzioni previste dal governo è del 23%. Esempio: chi pagava un premio Rca di 1.000 euro all’anno, avrà una decurtazione a 770 euro.

CONTROREPLICA
Immancabile la reazione della Carta di Bologna, che annuncia una durissima opposizione al disegno di legge, con una forte propaganda sul web: se ne riparlerà, tanto per cominciare, il 15 febbraio a Genova, con una manifestazione propositiva, in cui verranno illustrate le idee per raffreddare il caro-Rca, per tutelare i diritti degli automobilisti, e per proteggere i livelli occupazionali delle carrozzerie indipendenti. Ma davvero, c’è da chiedersi, il Consiglio dei ministri adesso, e il Parlamento quando discuterà il disegno di legge, non terranno minimamente conto della stroncatura data dalla commissione Giustizia a quelle nuove norme della Rca? Davvero è necessario introdurre regole per le quali le Assicurazioni spingono da anni?

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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