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pubblicato il 6 febbraio 2014

Bentornata Citroen!

Con la Cactus il marchio francese ha ritrovato il coraggio di osare. I designer l'hanno pensata come auto "antistress", ecco perché

Bentornata Citroen!
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5 febbraio 2014. E’ il giorno dell’anniversario di André Citroen, è il giorno della nascita della C4 Cactus, ma è soprattutto il giorno della rinascita dello spirito Citroen. Una rinascita che si fonda sulla ritrovata volontà di osare, di costruire automobili nuove per davvero. E in tal senso la C4 Cactusè solo il primo tassello. Durante la presentazione in pompa magna a Parigi, le dichiarazioni del top management francese sono state molto chiare sul cambio di rotta del marchio: “sarà un ritorno alla origini” e quindi un ritorno all’idea di fare auto che rompono gli schemi. A cominciare, appunto, dalla C4 Cactus.

POCHI COMPROMESSI
La scelta è di quelle coraggiose perché produrre una gamma di auto “uniche” nel loro genere implica l’assunzione del rischio di non piacere a un buon numero di potenziali clienti. Un’auto come la Cactus, infatti, o si ama o si odia, non esistono vie di mezzo. Ma forse in un mercato così appiattito, plafonato e standardizzato in cui di auto ce ne sono troppe - e tante sono molto simili - è proprio la chiave per ricominciare a vendere.

L’AUTO ANTI STRESS
Così nei prossimi anni vedremo sulle strade due tipologie di Citroen: quelle “diverse” da tutte le altre auto, come la Cactus, e quelle “emozionali” che arricchiranno la cosiddetta linea DS. In cosa consiste la diversità? Durante la conferenza stampa Frédéric Banzet, Direttore Generale Citroen, ha spiegato che l’idea è quella di costruire auto ispirate dalle esigenze della vita della nostra epoca. “Perché - precisa Banzet - ogni epoca ha i suoi problemi e deve avere delle auto adatte”. Detto così il concetto è po’ fumoso e per capire le intenzioni di chi sta progettando le Citroen - dalla Cactus in poi - sono più chiare le spiegazioni di Mark Lloyd responsabile del design, secondo il quale oggi viviamo in un ambiente stressante. E’ un ambiente che percepiamo come pericoloso e negativo. “E allora le auto devono contribuire ad esorcizzare queste negatività. Devono essere amicali, trasmettere simpatia, protezione e comodità. Tutto il resto, la potenza, le prestazione e pure l’estetica fine a se stessa deve passare in secondo piano”.

VISTA DAL VERO
La C4 Cactus interpreta questa filosofia con un design sbarazzino, a tratti fumettistico. Dal vivo è tozza, rotonda, ma più compatta di quello immaginavo dopo averla vista in fotografia. Per quanto strana non si può non riconoscere la simpatia di questa linea. Un bel contributo lo danno anche gli airbump di cui tanto si sta parlando. Cosa sono? Delle protezioni in plastica morbida (è una mescola che contiene anche dell’aria) che ricoprono le fiancate. Sono grandi e proprio per questo sono parte integrante del look della Cactus, tant’è che si possono richiedere in quattro colori diversi. Per progettarli i designer si sono ispirati ai bumper che si usano per gli smartphone. Ma la C4 Cactus mi ha colpito soprattutto dentro. O meglio mi ha colpito come i designer Citroen si sono impegnati per escogitare delle soluzioni progettuali in grado di infondere quella sensazione di relax tanto cara a Lloyd. La parte del leone la fanno i sedili anteriori, larghi, squadrati e morbidi: ti senti seduto in poltrona e infatti Citroen li ha battezzati sedili sofà. Tra l’altro sulle versioni con cambio robotizzato sono uniti tra loro da una terza porzione di sedile che copre il tunnel centrale e regala la sensazione visiva di avere a disposizione un divano unico. Poi c’è la strumentazione molto scenografica: il numero di bottoni è ridotto all’osso e sono concentrati intorno allo schermo da 7 pollici sospeso al centro della plancia. Una soluzione tecnica avanguardista è l’integrazione dell’airbag passeggero sopra il parabrezza. La C4 Cactus è la prima auto al mondo ad adottarla. Il vantaggio? Il vano porta oggetti è più capiente e pratico perché si apre dall’alto. Di contro non condivido la scelta di rendere indisponibili i vetri posteriori (né elettrici, né a compasso), sostituiti da due deflettori. La motivazione tecnica è che così si risparmiano 11 kg di peso, ma per i passeggeri il “relax” di viaggio passa anche per la libertà di prendere aria quando si vuole. In compenso l’abitacolo è molto luminoso è lo spazio è abbondante sia per quattro passeggeri che per i bagaglio con un vano di carico che misura 358 litri. Per completare il giudizio sull’auto manca una variabile fondamentale: il prezzo. In Citroen promettono che sarà contenuto e lo annunceranno al Salone di Ginevra. E poi la parola passerà al mercato con la commercializzazione che inizierà fra giugno e luglio. Si dice che la fortuna aiuta gli audaci. E Citroen si è meritata un bel in bocca al lupo!

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Tag: Mercato , Citroen , auto europee


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