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pubblicato il 6 febbraio 2014

RCA: niente rivoluzione e niente sconti

L'articolo 8 del decreto Destinazione Italia, che rivoluzionava l'assicurazione, è stato cancellato

RCA: niente rivoluzione e niente sconti

Tanto tuonò, che... "non" piovve. Dopo che il Governo Letta, e più precisamente il ministero dello Sviluppo economico, ha spinto a favore della riforma Rca, attraverso l’articolo 8 del decreto Destinazione Italia, l'Esecutivo ha clamorosamente bocciato quella che si prospettava come una rivoluzione nel settore Rc auto. In particolare, con lo stralcio (insomma, la cancellazione) dell’articolo 8 in commissione Finanze, non arriveranno né il risarcimento in forma specifica sostanzialmente obbligatorio (avrebbe spinto gli automobilisti danneggiati nelle mani dei carrozzieri convenzionati con le Compagnie) né l’abolizione della cessione del credito al carrozziere (lasciando indifeso l’automobilista) né la scatola nera (che esponeva l’assicurato a tagli del risarcimento, perché avrebbe registrato la minima infrazione al momento del sinistro) né la stretta sulle lesioni lievi. D’altronde, lo stesso articolo 8 era già stato stroncato dalla commissione Giustizia. Ovviamente, anche gli sconti che accompagnavano la riforma (nessuna riduzione eclatante, a dire il vero) vengono cancellati.

CARTA DI BOLOGNA: CHE EXPLOIT!
Fermamente contraria all’articolo 8 era la Carta di Bologna, promossa da Federcarrozzieri (di Davide Galli), Associazione familiari vittime della strada, Sindacato italiano specialisti in medicina legale e delle assicurazioni, Assoutenti (di un combattivo Furio Truzzi), Comitato unitario patrocinatori stragiudiziali Italiani (di Stefano Mannacio, che da anni lotta a favore dei diritti dei danneggiati), Organismo unitario dell’avvocatura, Unione avvocati responsabilità civile e assicurativa, Associazione culturale Mo Bast!, Associazione Valore uomo e Sportello dei diritti (di Giovanni D’Agata, protagonista di duri attacchi alle lobby assicurative). “Finalmente anche la commissione Finanze ha compreso l’assurdità del testo che si stava proponendo - ha commentato Davide Galli, presidente Federcarrozzieri. Abbiamo apprezzato molto il lavoro fatto dall’onorevole Di Stefano, che si è prodigato, sensibilizzando anche altri suoi colleghi, per portare in parlamento le nostre richieste, per garantire maggiori diritti agli assicurati e alle vittime della strada, maggiore concorrenza nel mercato delle assicurazioni e tutela della professione e della professionalità degli artigiani carrozzieri”. “Ripartiremo da Genova con una grande evento previsto per il 15 febbraio per la riforma della Rca - gli fa eco Furio Truzzi (Assoutenti) -, perché il sistema assicurativo nel nostro Paese va profondamente riformato, in particolare quello legato alla assicurazione obbligatoria del veicolo”.

POLITICI ALLA RIBALTA
Di sicuro, Marco Di Stefano è stato protagonista assoluto della vicenda, assieme ad Antonio Boccuzzi, entrambi del Partito democratico (una parte del Pd era invece favorevole all’articolo 8). Così come Andrea Colletti (MoVimento 5 Stelle) e Daniele Pesco (M5S). Notevole la spinta di questi quattro politici in difesa dei diritti degli automobilisti e dei 17.000 carrozzieri indipendenti, il cui futuro sarebbe stato a rischio se l’articolo 8 fosse stato convertito in legge.

EVASORI RC AUTO, CAPITOLO A PARTE
Intanto è arrivato il commento del sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Erasmo D’Angelis, con anche delega alla sicurezza stradale e alla Riforma del Codice della Strada, in merito allo stralcio in Parlamento dei provvedimenti sulle assicurazioni auto dal decreto Destinazione Italia: “Lo stralcio dei provvedimenti sulle assicurazioni auto dal decreto Destinazione Italia rischia di riportare alla casella di partenza anche la lotta serrata alle frodi assicurative con strumenti adeguati al livello di evasione. Grazie alla rivoluzione digitale della Motorizzazione civile, da oggi, cliccando sui siti del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, è possibile verificare, inserendo il numero di targa dei veicoli e ciclomotori immatricolati in Italia, se sono in regola con gli obblighi assicurativi. Abbiamo realizzato un imponente archivio informatico che incrocia anche i dati dei veicoli con quelli delle polizze assicurative e sono stati individuati i 3,8 milioni di automobilisti evasori che possono essere sanzionati anche grazie alla prova fotografica di telecamere Ztl e Tutor. Speravamo nella modifica del sistema degli accertamenti per sostenere il prezioso lavoro delle forze dell’ordine, nazionali e locali, e spero che il Parlamento possa velocemente approvare il nuovo disegno di legge che conterrà l’articolo stralciato, grazie al quale sono possibili le sanzioni anche attraverso Ztl e Tutor”.

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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