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pubblicato il 3 febbraio 2014

Incidenti gravi in auto: i rimborsi saranno dimezzati

In Parlamento ci sono diversi emendamenti per far pagare meno. Le Associazioni a difesa degli automobilisti insorgono

Incidenti gravi in auto: i rimborsi saranno dimezzati

In Parlamento continua il dibattito sulla riforma delle Ra auto e sull’introduzione di nuovi parametri di riferimento per il calcolo del risarcimento in caso di sinistro stradale. Proprio come OmniAuto.it aveva annunciato, diversi esponenti politici hanno deciso di sposare l’emendamento al decreto "Destinazione Italia" presentato in Parlamento dai sindacati Cna e dalle Confederazioni, tramite rete Imprese Italia, che obbligherà i riparatori a concordare preventivamente il costo della riparazione con il perito assicurativo; ma soprattutto hanno manifestatato la volontà di intervenire sulle lesioni gravi e gravissime e sul danno da morte. Non parliamo quindi del piccolo tamponamento con il classico colpo di frusta, ma di danni fisici importantissimi: ossia del danno biologico nel settore Rca, questione scottante. Definibile come la lesione dell'interesse all'integrità fisica e psichica della persona. Immediata la reazione di Stefano Mannacio, membro Cupsit (patrocinatori stragiudiziali): “Questi emendamenti uccideranno un’intera categoria di artigiani, i carrozzieri, e il diritto delle vittime a essere risarcite”.

IL VOLERE DELLE COMPAGNIE
D’altronde, Aldo Minucci, presidente dell'Ania, a commento delle novità contenute nel decreto Destinazione Italia varato dal Governo lo scorso 23 dicembre, lo aveva detto chiaro e tondo: "Innanzitutto, va approvata dopo sette anni la tabella unica per il risarcimento dei danni fisici di grave entità, una misura fondamentale per avvicinare il costo della Rc Auto in Italia al livello degli altri Paesi europei". Strenua l’opposizione (fuori dal Parlamento, ovviamente) da parte dell’Associazione vittime della strada e del Cupsit, secondo cui occorre fare riferimento alle tabelle del Tribunale di Milano, alte il doppio rispetto alla possibile tabella (basata su valori del 2005) voluta dall’Ania. Dove sta il cuore della questione? Con il punto unico nazionale chiesto dall’Ania, spiegano Vittime e Cupsit, non ci sarebbero più diverse tabelle di altrettanti tribunali italiani: un rimborso per una lesione grave in seguito a un sinistro ammonterebbe alla metà rispetto a quanto prevedono le tabelle milanesi. Che comprendono danno biologico e quello morale (definibile come la sofferenza psichica in seguito a un incidente), rispettando le indicazioni della nota sentenza a Sezioni Unite (25 febbraio 2008, numero 4712). Invece, la tabella unica include il solo danno biologico. E ancora: le tabelle milanesi sono in linea con i parametri risarcitori dei maggiori Paesi europei, essendo il frutto di un lavoro certosino che un gruppo di magistrati ha effettuato nell’arco di un biennio esaminando e comparando migliaia di sentenze rese dai vari Tribunali del Paese.

DUE DATI A CONFRONTO
Nell'agosto 2011, il vecchio Governo aveva emanato uno schema di Decreto sul danno biologico, che si riferiva alle lesioni macropermanenti (da 10 punti d'invalidità insù, fino al 100%). Stando alla nuova tabella di risarcimento danni, il valore punto è di 674 euro, la metà del valore punto attribuito dal Tribunale di Milano, che è di 1.374 euro, e ribadito due volte dalla Cassazione quale parametro risarcitorio nazionale. Per esempio, un ragazzo di 35 anni cui vengano amputate entrambe le gambe in un incidente stradale, secondo le tabelle di Milano, sarebbe risarcito con 737.000 euro; con le nuove tabelle, solo di 420.000 euro.

UNA PREVISIONE NERISSIMA
Secondo Mannacio, se davvero fosse introdotto il punto unico, succederà ciò che è già successo per i colpi di frusta: i periti saranno istruiti dalle direzioni generali a risarcire sulla base di parametri rigorosamente stabiliti dalle Compagnie. Le trattative stragiudiziali si bloccheranno. Per ottenere un risarcimento integrale bisognerà fare cause defatiganti. E ben presto le Compagnie avranno in pugno anche gli artigiani carrozzieri, costretti a piegarsi alle loro richieste per mantenere in vita la propria officina. Indignato il commento alla vicenda da parte dell’Associazione italiana familiari delle vittime della strada onlus, che ha deciso di inviare una lettera aperta ai rappresentanti delle Istituzioni e dei Partiti presenti in parlamento. “Siete ancora in tempo per riaffermare agli occhi dei cittadini la vostra dignità e il vostro ruolo di rappresentanza sociale, impedendo che si compia un vergognoso colpo di mano nella definizione del decreto Destinazione Italia, a danno delle vittime”, scrive il presidente Giuseppa Cassaniti Mastrojeni.

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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