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pubblicato il 29 gennaio 2014

FCA, già bocciata dalla Fiom

Il sindacato chiede l'intervento del Governo contro il "disimpegno del Gruppo nei confronti dell'Italia”

FCA, già bocciata dalla Fiom

La nascita di Fiat Chrysler Automobiles (FCA) ha già suscitato le prime reazioni, con il titolo azionario Fiat in calo alla borsa di Milano e la Fiom che critica la scelta di Marchionne di stabilire la sede in Olanda e Gran Bretagna. In realtà il tonfo delle quotazioni Fiat a Piazza Affari (fino al -7,1%) che ha portato anche ad una temporanea sospensione del titolo è legato ai dati del risultato finanziario del quarto trimestre 2013, inferiori alle attese. Sia l’utile della gestione ordinaria Q4 2013 che le previsioni per il 2014 (3,6/4,0 miliardi di euro) sono infatti più bassi rispetto alle stime fatte dagli analisti finanziari. Altrettanto destabilizzante per gli investitori è stato l’annuncio che non sarà distribuito alcun dividendo agli azionisti Fiat.

La reazione dei mercati finanziari è stata accompagnata dalla non meno dura risposta della /b>Fiom, sindacato che assieme alla Cgil non rientra nei colloqui con Marchionne. Michele De Palma, coordinatore nazionale per la Fiom-Cgil del Gruppo Fiat, ha infatti definito la nascita di Fiat Chrysler Automobiles “un altro importante passo verso il disimpegno nei confronti dell'Italia”. De Palma ha anche chiesto l’intervento del Governo nei confronti di un gruppo industriale che “non pagherà neanche più le tasse nel nostro Paese, oltre a non lavorare e investire”. Ricordiamo che la scelta di Fiat Chrysler Automobiles di evere sede legale in Olanda e fiscale nel Regno Unito viene definita ufficialmente “senza effetti sull’imposizione fiscale nei vari Paesi”, ma di certo il livello di tassazione per la Casa del Lingotto sarà più favorevole.

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Tag: Attualità , Fiat , auto italiane


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