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pubblicato il 27 gennaio 2014

Sconti Rc Auto, decreto stroncato

Parere molto negativo da parte della commissione Giustizia

Sconti Rc Auto, decreto stroncato

E' in vigore ed efficace, ma sta suscitando molte polemiche: parliamo del decreto Destinazione Italia, il cui articolo 8 rivoluziona la Rc Auto. Ma che è stato bocciato dalla commissione Giustizia. A partire dalla scatola nera, con cui si intende introdurre una prova legale civile: quello che dice la black box è sacro, in sostanza. Questo è superabile solo attraverso la prova, a carico della parte contro la quale tali risultanze sono prodotte, che dimostri il mancato funzionamento del dispositivo. Ma dov’è il problema? La prova contraria appare di impossibile realizzazione, secondo la commissione Giustizia, dal momento che la parte interessata dovrebbe provare il mancato funzionamento della scatola nera che, se collocata su veicolo della controparte, non è nella sua disponibilità.

CONTRO LE TRUFFE
La commissione Giustizia (il cui parere verrà valutato dal Parlamento, che deve convertire in legge il decreto nelle prossime settimane) è critica anche per la parte del decreto riguardante i testimoni sul luogo di accadimento dell'incidente: deve risultare dalla denuncia di sinistro, nonché dalla richiesta di risarcimento presentata all'impresa di assicurazione. Fatte salve le risultanze contenute in verbali delle autorità di polizia intervenute sul luogo dell'incidente, l'identificazione dei testimoni avvenuta in un momento successivo comporta l'inammissibilità della prova testimoniale addotta. C’è il no della commissione. Che vede una preclusione pre-processuale a carico di una sola parte. Mentre, la controparte, cioè il danneggiante ovvero l'assicurazione del danneggiante, potranno presentare i testimoni: è discriminatorio.

QUESTIONE TESTIMONI
Inoltre, in base al decreto Rca, il giudice verifica la eventuale ricorrenza dei testimoni già chiamati in altre cause nel settore dell'infortunistica stradale e la ricorrenza dei nominativi in più di tre cause negli ultimi cinque anni, trasmettendo l'informativa alla Procura della Repubblica competente per gli ulteriori accertamenti. Questo, per la commissione, impone al giudice di effettuare una verifica sulla ricorrenza dei medesimi testimoni già chiamati a rendere testimonianza in altri contenziosi, senza precisare però le modalità da seguire né le fonti attraverso cui tale accertamento andrebbe compiuto.

LA RIPARAZIONE E IL CREDITO
La commissione Giustizia non apprezza il risarcimento in forma specifica (la riparazione fatta direttamente dal carrozziere convenzionato con la Compagnia): attribuisce all'assicuratore il potere di decidere le condizioni di mercato dell'autoriparazione e la conseguente riduzione dei margini di impresa determinerebbe una riduzione degli standard qualitativi e di sicurezza delle riparazioni. Vi è il rischio che la creazione di un percorso privilegiato verso le imprese fiduciarie dell'assicuratore spinga le imprese indipendenti fuori dal mercato, limitando fortemente la capacità contrattuale in questo settore. Adesso, inoltre, l’Assicurazione può vietare la cessione del diritto al risarcimento del danno causato dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti: per la commissione, c’è una grave limitazione delle facoltà contrattuali degli assicurati (espressamente riconosciute dal codice civile) e l’attribuzione di maggiore forza contrattuale all'assicuratore: “La disposizione non risulta sorretta da adeguata giustificazione sotto il profilo dell'efficacia nel contenimento del fenomeno delle frodi assicurative, la cui origine non risiede nell'istituto della cessione del credito in sé considerato”.

FERITE: TUTTO DIFFICILE
Per legge, le lesioni di lieve entità che non siano suscettibili di accertamento clinico-strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente. Il danno alla persona per lesioni di lieve entità è risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l'esistenza della lesione. Adesso, addirittura, il decreto Destinazione Italia del Governo Letta elimina il termine "visivamente" al comma 3/quater dell'articolo 32 del decreto 24.1.2012. Per la commissione Giustizia, appare necessario sopprimere questa norma, “non ravvisandosi alcun ragionevole motivo per limitare il diritto al risarcimento di danni, escludendo le lesioni riscontrabili con diagnosi di tipo visivo (si pensi, a esempio, al colpo di frusta) che comunque, per quanto normativamente definite di lieve entità, possono essere in varia misura invalidanti".

CALENDARIO ALLA MANO
Ora, abbiamo meno tempo per chiedere il rimborso dei danni. Ma per la commissione appare necessario ripristinare il termine di cinque giorni non festivi a disposizione dell'assicuratore per eseguire l'ispezione diretta, in quanto la nomina del tecnico può avvenire in tempo reale: “L'innalzamento del termine a dieci giorni non appare giustificato e produrrebbe un aumento dei costi sia per il riparatore, che dovrebbe occupare gli spazi della propria officina e custodire il bene, sia per il danneggiato, che non potrebbe usufruire del veicolo per un tempo più lungo, senza che a ciò corrisponda un apprezzabile interesse dell'assicuratore”.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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