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pubblicato il 23 gennaio 2014

Decreto Rc auto: per le lesioni lievi addio al medico

Le nuove norme rendono ancora più difficile ottenere il risarcimento dei danni fisici

Decreto Rc auto: per le lesioni lievi addio al medico

Un giro di vite tira l’altro. Ora è il Governo Letta a ridurre i risarcimenti agli automobilisti vittime di un incidente: parliamo di lesioni fisiche lievi (ossia quelle con un’invalidità permanente inferiore al 9%). Ma tutto ha avuto inizio con l’Esecutivo Monti, che di sicuro non fece un torto alle Assicurazioni introducendo una modifica al risarcimento delle ferite. Dal 24 marzo 2012, quando appunto c’erano i tecnici di Monti al potere, la lesione lieve viene risarcita unicamente a una condizione: dev’esserci un esame strumentale che prova il danno in modo inequivocabile. Così, i furbetti che lamentano solo il dolore in seguito al colpo di frusta non hanno diritto a un euro di rimborso: serve una radiografia o un altro esame che testimoni il guaio fisico. Per legge, le lesioni di lieve entità che non siano suscettibili di accertamento clinico-strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente. Il danno alla persona per lesioni di lieve entità è risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l'esistenza della lesione. Adesso, addirittura, il decreto Destinazione Italia del Governo Letta elimina il termine "visivamente" al comma 3/quater dell'articolo 32 del decreto 24.1.2012.

LA DENUNCIA DELLA CARTA DI BOLOGNA
A lanciare l’allarme sono le sigle della Carta di Bologna: Associazione familiari vittime della strada, Sindacato italiano specialisti in medicina legale e delle assicurazioni, Assoutenti, Comitato unitario patrocinatori stragiudiziali italiani, Organismo unitario dell'avvocatura, Unione avvocati responsabilità civile e assicurativa, Sportello dei diritti, Federcarrozzieri. Queste si sono unite per contestare fortemente il decreto Destinazione Italia, o meglio l’articolo 8 della norma in questione, che rivoluziona la Rca. La visita medica, dicono le associazioni della Carta di Bologna, prevede l'ispezione, l'esame e controllo dello stato di un soggetto: la palpazione, la percussione, l'auscultazione della semeiotica medica (in due parole, i segni che consentono di fare la diagnosi). “L'interpretazione letterale del termine ‘visivamente’ rapportato esclusivamente al mero apprezzamento visivo - secondo le sigle che contestano l’articolo 8 - porterebbe a escludere tutte le lesioni che di fatto sono comunque idoneamente accertabili utilizzando gli strumenti della semeiotica medica. Pertanto, il termine ‘visivamente’ non può che corrispondere al termine ‘clinicamente’, accertabile dal punto di vista medico legale”.

I MEDICI NON CI STANNO
La Carta di Bologna cita la Fnomceo (Federazione chirurghi e odontoiatri), il più alto organo di rappresentanza istituzionale dei medici italiani: questa denuncia “l’infondatezza di indicazioni che possano interferire con l'autonomia professionale del medico determinando una selezione di criteri, mezzi e oggetto del relativo accertamento medico legale”. Ci sarebbe “un'invasione di quello spazio incomprimibile di autonomia e responsabilità del medico in generale e del medico legale in particolare: non può essere messa in discussione la competenza medico legale di valutare il nesso di causalità materiale tra l'evento lesivo denunciato e le conseguenze biologico-funzionali temporanee o permanenti da stimare ai fini del risarcimento".

UN CASO CONCRETO
Per capirsi, una lesione del legamento crociato viene visualizzata dalla risonanza magnetica, ma il 5-10% di tali esami hanno un esito falsamente negativo: assenza di lesioni, che invece ci sono. Inoltre una medesima lesione può ripercuotersi funzionalmente, ossia sulla stabilità e/o lassità articolare, in modo del tutto differente. Allo stesso modo, dice la Fnomceo, “patologie preesistenti potrebbero rendere una frattura biossea di gamba non esposta un danno macro-permanente in determinati soggetti ossia superiore al 9%, o confinarla nell’ambito delle menomazioni micro permanenti, ossia al di sotto del 9%. In modo del tutto analogo potrebbe accadere nel corso dell’evoluzione stessa della lesione fratturativa”. Conclusione? “Per la medicina e il diritto non è il dato strumentale che fa il danno alla persona, ma quanto la lesione originaria si ripercuota sulla funzionalità della persona. Solo la visita clinica medica, attraverso la semeiologia specialistica medico”. Perché è vero che le truffe ci sono eccome, ma è compito delle Assicurazioni scovarle e non risarcire i furbetti di turno, mentre i veri danneggiati devono essere rimborsati in modo equo e rapido

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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