dalla Home

Home » Argomenti » Assicurazioni

pubblicato il 22 gennaio 2014

Rca: il Parlamento lavora ad un'altra rivoluzione

Camera e Senato potrebbero modificare il decreto sull'assicurazione auto del Governo

Rca: il Parlamento lavora ad un'altra rivoluzione

Il decreto Destinazione Italia di fine dicembre 2013 introduce il risarcimento in forma specifica quasi obbligatorio: se un automobilista lo accetta al momento della stipula Rca, ottiene uno sconto sulla tariffa; ma se in caso di incidente si rivolge al carrozziere di fiducia anziché a quello convenzionato, sborsa di tasca propria parte del rimborso; paga la differenza fra il costo della riparazione fatta dal carrozziere fiduciario (con manodopera fissata dalla Compagnia) e quella del carrozziere indipendente. Di fatto, quindi, l’automobilista è spinto fra le braccia del carrozziere convenzionato, se non addirittura nei "centri di raccolta" dove confluiscono tutte le vetture incidentate. Lo stesso decreto prevede l'abolizione della cessione del credito, da parte dell’automobilista, al carrozziere: il consumatore dovrà difendersi da sé, sempre che scelga quella opzione in sede di firma del contratto Rca. Secondo Federcarrozzieri e altre associazioni aderenti alla Carta di Bologna, si tratta di un decreto che lede i diritti degli automobilisti, e che mette a rischio la sopravvivenza di 17.000 carrozzieri indipendenti. C’è di più: i sindacati hanno presentato in Parlamento alcuni emendamenti al decreto, che secondo Federcarrozzieri sono addirittura peggiorativi per automobilisti e carrozzieri indipendenti.

DI CHE COSA SI TRATTA
Una proposta di modifica da parte dei sindacati al decreto recita così: "La cessione del credito derivante dal diritto al risarcimento del danno causato dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti non può comportare un aggravamento della prestazione cui è tenuta la parte obbligata. In presenza di cessione del credito, la somma da corrispondersi a titolo di rimborso delle spese di riparazione dei veicoli danneggiati è versata direttamente all’imprenditore che ha eseguito le riparazioni, previa presentazione di fattura corrispondente alla valutazione preventiva congiunta e condivisa tra l’impresa di assicurazione e l’impresa di autoriparazione". Questa modifica, dice Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri, "è sconcertante: oggi il divieto di cessione è limitato ai contratti stipulati tra assicurato e Compagnia, permettendo al danneggiato di continuare a cedere il credito fuori dalla procedura del risarcimento diretto. Nell'emendamento presentato, invece, il divieto non è più limitato a chi lo sottoscrive contrattualmente permettendo alle Compagnie di sostenere la generale applicabilità di un tale limite".

SECONDO PROBLEMA
Inoltre, la previsione secondo la quale la cessione di credito non può comportare un aggravamento della posizione cui è tenuta la parte obbligata è assurda, denuncia Galli. Il motivo? La cessione di un credito non può in alcun modo aggravare la posizione del debitore ceduto, ma è anche grave che venga proposta una simile lettura che politicamente avalla le maldicenze sul settore dell’autoriparazione: “La norma, dunque, pare limitare la cessione di credito al riparatore, escludendola quando a favore di un terzo diverso dal carrozziere, a esempio fornitori del riparatore, consorzi, cooperative, società di noleggio o di servizi, prevedendo nuovamente per la validità della cessione che la stessa sia relativa a un credito oggetto di valutazione preventiva congiunta e condivisa”.

INDIGNAZIONE DI FEDERCARROZZIERI
In una nota di Federcarrozzieri si legge: "È uno scandalo. Con gli emendamenti proposti, i sindacati invece di difendere i loro associati riparatori li costringono a concordare il valore di un danno con la Compagnia. Siamo ancora più indignati in quanto tali organizzazioni da una parte vorrebbero difendere gli interessi degli artigiani, ma dall’altra li consegnano a un mercato dove un piccolo carrozziere non può certo avere potere contrattuale di fronte allo strapotere di un oligopolio assicurativo".

ANCHE L’ANIA NON CI STA
E pure l’Ania (l’Associazione delle Assicurazioni) critica una parte del decreto Destinazione Italia. In particolare, il fatto che, se cliente e Compagnia accettando di mettere nero su bianco una certa clausola del contratto Rca, l’Assicurazione sia poi costretta a concedere uno sconto. Questa, secondo l’Ania, va contro i princìpi della libertà tariffaria imposti dall’Unione europea. Ci saranno pressioni in questo senso in Parlamento, affinché queste norme del decreto siano cambiate?

Scopri tutto sulle assicurazioni.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


Top