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pubblicato il 20 gennaio 2014

Rc auto: ecco i diritti che abbiamo perso

Il decreto Destinazione Italia ha rivoluzionato il settore assicurativo

Rc auto: ecco i diritti che abbiamo perso

Può una nuova norma peggiorare la già pessima situazione dell’automobilista italiano? Sì. A mettere il decreto Destinazione Italia (e il Governo che l’ha emanato a fine dicembre 2013) sotto accusa sono l’Associazione familiari vittime della strada, il Sindacato italiano specialisti in medicina legale e delle assicurazioni, Assoutenti, il Comitato unitario patrocinatori stragiudiziali italiani, l’Organismo unitario dell'avvocatura, l’Unione avvocati responsabilità civile e assicurativa, lo Sportello dei diritti, e Federcarrozzieri. L’articolo 8 del decreto 145/13 - dicono quelle sigle - ha introdotto una serie di limitazioni ai diritti dei danneggiati-consumatori. In particolare, il danneggiato - spiegano - ha perso il diritto di riparare l’auto dove ritiene opportuno. Infatti, qualora intenda farlo (cioè se va dal proprio carrozziere di fiducia, indipendente), resterà a suo carico la differenza tra il costo di un lavoro eseguito a regola d’arte e l’importo che verrebbe corrisposto a un riparatore convenzionato (vedi risarcimento in forma specifica).

QUESTIONE DI INDENNIZZI
Secondo quelle sigle, l’assicurato ha perso il diritto al risarcimento del danno al mezzo nel caso di mancata riparazione. E ha anche perso il diritto al rimborso delle spese mediche e di cura, che dovrà effettuare presso centri medici convenzionati con le Assicurazioni (parliamo delle lesioni lievi, ma è possibile che ci siano altre brutte notizie in futuro in merito alle lesioni gravi). Ora, la Compagnia potrà attendere fino a sei mesi per formulare l’offerta, il danneggiato non potrà più prendere visione della documentazione alla base del rifiuto del pagamento e addirittura non potrà agire in giudizio prima di sei mesi. Occhio: i danneggiati da circolazione stradale perderanno il diritto al risarcimento se non formuleranno una richiesta danni entro 90 giorni dal fatto.

L’ATTO D’ACCUSA
Le sigle contro il decreto Destinazione Italia sono dure: “È evidente che l’impianto generale delle norme introdotte è affetto da gravi vizi: questi dimostrano un’imbarazzante mancanza di conoscenza del quadro giuridico di riferimento. Ancora una volta non si è inteso affrontare il problema reale della Rc auto che notoriamente è la mancanza di concorrenza tra imprese in un quadro oligopolistico dove tre gruppi controllano quasi il 70% del mercato Rc auto. Nell’ultimo decennio, la frequenza sinistri è scesa in modo esponenziale, attestandosi sotto il 5% e, anche a seguito di ripetuti provvedimenti volti a contenere i risarcimenti, le imprese hanno recuperato redditività tanto che nel 2012 il ramo Rc auto ha prodotto utili per un miliardo e ottocento milioni di euro e il 2013 si appresta a divenire un anno di utili record per il settore”. Adesso, la palla passa al Parlamento, che deve convertire in legge il decreto Rca: Camera e Senato terranno conto delle Salone di Parigidenunce di quelle sigle contro le nuove norme?

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , incidenti , assicurazioni


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