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pubblicato il 15 gennaio 2014

L'auto mette a rischio la privacy, scatta l'allarme negli USA

Il governo ha nel mirino i costruttori e i produttori di navigatori. Si studia una legge su Internet in auto

L'auto mette a rischio la privacy, scatta l'allarme negli USA
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Forse non ci avete mai pensato, o forse sì. Tutti parlano di Internet in auto e dei grandi progressi fatti per offrire all'automobilista una quantità enorme di informazioni. Ma che cosa succede dall'altra parte? Quali informazioni riguardanti chi siede al posto di guida vengono immagazzinate durante la marcia? A questa domanda ha risposto al CES di Las Vegas James D. Farley Jr., Global Vice President per il marketing e le vendite di Ford Motor Company, sollevando un polverone enorme: "Conosciamo chiunque infrange la legge e sappiamo dove lo sta facendo. Abbiamo montato un GPS sulla vostra vettura e così possiamo sapere cosa state facendo. Ma a parte questo, non preoccupatevi perché non forniamo questi dati a nessuno". La rassicurazione però non è bastata al governo americano che, molto sensibile sul tema, ha subito sguinzagliato un team di esperti che sta indagando sull'argomento. Ed ecco che cosa è emerso.

SERVE UNA LEGGE AD HOC
La privacy degli automobilisti ha bisogno di essere tutelata dalla legge. A dirlo è stato Alan Mulally, CEO di Ford Motor Co., durante il Salone di Detroit (13-26 gennaio 2014). Non è un caso che proprio la compagnia che ha sollevato la questione ora stia rispondendo per prima, ma non è l'unica sotto osservazione. La sezione investigativa del congresso degli Stati Uniti - Government Accountability Office - accusa tutti: Ford, Chrysler, General Motors, Honda, Nissan, Toyota. E non solo, anche i produttori di navigatori (Garmin e TomTom in primis) vengono ritenuti coinvolti. Non si salva nessuno e, secondo il Government Accountability Office, ci sono "forti incongruenze nel modo in cui le case automobilistiche raccolgono i dati. Il rispetto della privacy non è garantito". "Le nostre case, macchine... tutto sta convergendo verso Internet. Tutto sta per essere connesso. E quindi come vogliamo regolare questo flusso di informazioni? Cosa vogliamo?", ha detto Mulally, assicurando che Ford sta collaborando con gli agenti governativi per trovare una soluzione. Il discorso infatti riguarda anche altri dispositivi connessi all'auto, come gli smartphone.

NON SI PUO' TORNARE INDIETRO
Sempre più persone quando comprano un'auto la scelgono in base a quanta tecnologia offre. Lo dicono le analisi di mercato e non è certo una novità visto che l'intera industria delle quattro ruote sta investendo in questa direzione da anni (ricordiamo che Ford e Microsoft presentarono il SYNC nel 2007). L'auto è e sarà sempre connessa ad Internet. Gli Stati Uniti - ne siamo sicuri - arriveranno presto ad una soluzione redigendo leggi che tuteleranno la privacy degli automobilisti dando indirizzi precisi a chi produce veicoli o dispositivi tecnologici ad essi legati. Ma in Italia? Nel nostro Paese è probabile che se ne parlerà con molto ritardo. Sergio Marchionne è intervenuto sull'argomento in quanto ad del Gruppo che controlla l'americana Chrysler. Ha ammesso che in azienda si è parlato della privacy degli automobilisti e che i dati sono protetti con cura. Ci auguriamo che lo stesso manager possa anticipare la questione ai politici connazionali.

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Tag: Attualità , detroit , navigatori satellitari , google , dall'estero , android , app


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