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pubblicato il 15 gennaio 2014

Rca, carrozzieri: toni sempre più aspri

Rc auto: carrozzieri indipendenti in guerra contro il Governo Letta e i sindacati

Rca, carrozzieri: toni sempre più aspri

Rc auto: salgono i toni del confronto. Da una parte, il Governo Letta, che ha da poco sfornato il decreto Destinazione Italia; dall’altra, Federcarrozzieri e altre sigle. Che si sono ritrovate a Bologna per protestare contro la rivoluzione Rca dovuta al decreto. L’11 gennaio 2014, è stata indetta la Giornata di mobilitazione da diverse associazioni con un intento comune: la tutela dei diritti dei danneggiati, e la forte contrarietà alle misure del decreto Destinazione Italia in materia di Rc auto. Hanno aderito l’Associazione familiari vittime della strada, il Sindacato italiano specialisti in medicina legale e delle assicurazioni (Sismla), Assoutenti, il Comitato unitario patrocinatori stragiudiziali Italiani (Cupsit), la commissione Rc dell’Organismo unitario dell’avvocatura (Oua), l’Unione avvocati responsabilità civile e assicurativa (Unarca) e Federcarrozzieri. E lo Sportello dei diritti di Gianni D’Agata: “Quelle annunciate dal Governo - hanno detto - sono solo le ultime tra le iniziative volte a colpire vittime della strada, a danneggiare le imprese artigiane di riparazione e consumatori, a tutto vantaggio di un oligopolio di Compagnie che, negli ultimi dieci anni, si è consolidato in modo patologico con lo sconcertante consenso di Ivass (dovrebbe vigilare sulle Assicurazioni) e Antitrust (dovrebbe vigilare sul libero mercato), le cui posizioni si sono appiattite sul programma dell’Ania, la Confindustria delle Compagnie”.

NUOVO PROGRAMMA, NUOVE POLEMICHE
Proprio nella città felsinea, è nata la “Carta di Bologna” che comprende: la libera portabilità delle polizze e la libera scelta dei riparatori; il diritto a giusti ed equi risarcimenti; l’istituzione di un’agenzia antifrode in ambito assicurativo indipendente; la rottamazione del risarcimento diretto. È una battaglia portata avanti in particolare contro il risarcimento in forma specifica (voluto invece dall’Ania), che mette il danneggiato nelle mani del riparatore convenzionato con la Compagnia. La quale stabilisce i tempi della manodopera. Tagliando così fuori le carrozzieri indipendenti: “A rischio 17.000 imprese artigiane”, è il grido d’allarme di Davide Galli, numero uno di Federcarrozzieri. Ma proprio nelle ore successive alla giornata di mobilitazione, è scoppiata un’altra polemica. Nel mirino del Cupsit (patrocinatori stragiudiziali) di Stefano Mannacio e di Federcarrozzieri, ci sono le sigle confederali, i sindacati tradizionali. Di che si tratta? Di un emendamento proposto dai sindacati al decreto Destinazione Italia, che - secondo Galli - sarebbe peggiorativo per i carrozzieri indipendenti. “Si dice che il danneggiato ha facoltà di riparare dove ritiene opportuno, ma da altro verso, in evidente contraddizione, si prevede che la Compagnia possa costringerlo alla reintegrazione in forma specifica”. Galli è senza freni: “Viene introdotto l’obbligo per il riparatore, se vuole ottenere il pagamento, di concordare il danno, senza nulla prevedere per il caso in cui l’impresa intenda pagare meno di quanto richiesto dal riparatore. O meglio: è evidente che in tal caso non si applicherebbe la norma e quindi verrebbe pagato direttamente il danneggiato impedendo di fatto alle imprese indipendenti di incassare l’importo di fatture relative a lavori svolti con costi orari non condivisi dalle compagnie o banalmente con eventuali costi di noleggio, e ciò per la sola ragione che gli stessi non risultano concordati”.

CESSIONE DEL CREDITO
Galli contesta anche un altro emendamento, che riguarda la cessione del credito (abolita dal decreto). L’automobilista non può cedere al carrozziere il diritto al risarcimento: “A oggi, il divieto di cessione è limitato ai contratti stipulati tra assicurato e Compagnia, permettendo al danneggiato di continuare a cedere il credito fuori dalla procedura del risarcimento diretto. Nell’emendamento confederale il divieto non è più limitato a chi lo accetta sottoscrivendo un contratto, permettendo in tal modo alle compagnie di sostenere la generale applicabilità di un tale limite”. E “la norma - conclude galli - pare limitare la cessione di credito al riparatore, escludendola quando a favore di un terzo diverso dal carrozziere, ad esempio fornitori del riparatore, consorzi, cooperative, società di noleggio o di servizi. Prevedendo nuovamente per la validità della cessione che la stessa sia relativa a un credito oggetto di ‘valutazione preventiva congiunta e condivisa. Le modifiche predisposte mettono di fatto le imprese artigiane nelle mani delle assicurazioni debitrici”.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , incidenti , assicurazioni


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