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pubblicato il 14 gennaio 2014

Chrysler 200, cosa pensano gli americani di quest'auto “made in Fiat”

La nuova berlina porta con sé le aspettative di rilancio del neonato costruttore Fiat-Chrysler, che sono alte anche Oltreoceano

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Se ne parla tanto e ne abbiamo parlato tanto anche noi, suscitando reazioni a volte molto accese. Nonostante la Chrysler 200 non arrivi in Italia. Ma allora che cos'ha d'importante questa berlina a 3 volumi italo-americana? Si tratta del primo modello a debuttare sul il mercato USA, dopo la recente fusione al 100% di Chrysler in Fiat; un mercato maturo ma che è stato capace di riprendersi. In questi giorni, poi, Sergio Marchionne ha parlato proprio dal Salone di Detroit del futuro dei marchi Alfa Romeo, Fiat e Lancia, ora che si sono sbloccati circa 9 miliardi di euro da investire in nuovi modelli: l’ad ha confermato che gli sforzi si concentreranno sul rilancio del marchio del Biscione, con buona pace dei lancisti, che dovranno quindi aspettare per una nuova Lancia Delta, sperando che non venga abbandonata del tutto l’idea di un remake della HF Integrale… come questo.

PER GLI AMERICANI È COME UN’AUDI A7
Ma cosa pensano gli americani di questa nuova Chrysler, controllata al 100% dagli “italiani di Fiat”? Per il New York Times la nuova 200 è “l’ultima di una serie di berline medie Chrysler di scarso successo”, ora ispirata all’Audi A7: “if you've seen the fastback Audi A7, you've seen the 200”. Per Bloomberg “le berline medie sono come gli smartphone: due aziende dominano, e il margine di errore è incredibilmente basso (pensate a come sono andate le cose per BlackBerry). Chrysler ha lavorato bene ma non abbastanza per impensierire le migliori concorrenti: Ford Fusion, Chevrolet Malibu, ma soprattutto Honda Accord e Toyota Camry, contando anche la crescita della Kia Optima”. Secondo Forbes “la console centrale è innovativa, ha un vano portaoggetti passante, una sorta di stazione di ricarica che stupisce per la qualità dei materiali: sembra di toccare un mobile di pregio”. Un concessionario Chrysler, infine, dopo 45 anni di attività commenta: “quest’auto s’inserisce in un segmento di mercato molto difficile, ma non possiamo sbagliare proprio adesso: la competizione è semplicemente troppo serrata”.

9 MARCE E 7 POLLICI
Tornando al presente, nella scheda tecnica della Chrysler 200 spicca il cambio automatico a 9 rapporti della tedesca ZF (al debutto in questo segmento), mentre sotto le linee morbide ed eleganti - dunque abbastanza tradizionali - c’è un abitacolo che vuole stupire con effetti speciali. La strumentazione, in particolare, è completamente digitale: lo schermo da 7 pollici full-LED a colori riprende l’interfaccia degli smartphone, come l’iPhone. Al centro c’è poi il display dell’infotainment Uconnect da 8,4 pollici.

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Tag: Curiosità , auto americane , auto italiane


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