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pubblicato il 13 gennaio 2014

Marchionne se ne va tra 3 anni

Il prossimo ad del Gruppo sarà interno all'azienda. Su Fiat-Chrysler dice: "Nessuno ci metta i bastoni tra le ruote"

Marchionne se ne va tra 3 anni

Sergio Marchionne "resterà almeno tre anni", assicura il presidente del Gruppo Fiat John Elkann, ma l'identikit del suo successore è già definita: sarà una persona interna all'azienda, come aveva anticipato lo stesso Marchionne due anni fa. "L'importante è che parli inglese, non mi interessa se sarà italiano", dice l'ad, che porterà avanti il piano triennale della nuova società che nascerà dalla fusione tra Fiat e Chrysler e che verrà presentato il primo maggio. "La continuità dell’azienda è una cosa che ci sta a cuore - ha detto Marchionne al Salone di Detroit -. Vogliamo evitare la situazione del 2004: quando sono arrivato ero il quinto amministratore delegato in 24 mesi". E su Fiat-Chrysler l'ad è molto determinato: "Non dipende più da scelte fatte nel nostro Paese: che nessuno ci metta i bastoni tra le ruote". Entro la fine di gennaio sapremo quale sarà la sede del nuovo Gruppo ed entro l'anno ci sarà la quotazione in Borsa.

LA NUOVA SOCIETA'
Il nuovo gruppo auto che nascerà dalla fusione "avrà un nome nuovo che conterrà sia Fiat sia Chrysler", promette Marchionne. Secondo molti la sede principale sarà Wall Street con un secondo listino a Milano, ma la conferma arriverà solo dopo giugno 2014 e l'ad parla di questa decisione come di "un problema emotivo, perchè noi ad esempio paghiamo le tasse nel Paese in cui produciamo. Sicuramente non si tratta di un problema fiscale". Insomma la questione è delicata e Marchionne ne è consapevole, mentre dice che "dal punto di vista dell’occupazione" vuole "far rientrare tutti i cassaintegrati".

I PROBLEMI DELL'ITALIA
Sergio Marchionne parla dell'Italia e degli Stati Uniti. "Continuo ad essere ottimista sulle condizioni americane e sull’industria dell’auto negli USA", dice, invece in Italia - secondo lui - manca la "certezza nel futuro: c’è paura". Per questo il nostro mercato, sprofondato nel 2013 a si riprenderà lentamente. Per il 2014 Marchionne si aspetta un miglioramento, ma la politica italiana è troppo incerta e altalentante e questa insicurezza purtroppo - prosegue l'ad - c'è anche nel resto d'Europa, che "da questo punto di vista è un puzzle". Al governo italiano l'ad del Gruppo Fiat chiede "che faccia il massimo per il benessere dei cittadini: non sono per la questione incentivi". Anche sul superbollo Marchionne ha ricordato gli errorri commessi dall'esecutivo.

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