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pubblicato il 7 gennaio 2014

Legge di stabilità: lo Stato vende le auto sequestrate

Dopo due anni di fermo amministrativo i veicoli saranno venduti nell’ottica della spending review

Legge di stabilità: lo Stato vende le auto sequestrate

Come spendere meno soldi e, anzi, incassarli al più presto? È la domanda che si pongono i burocrati dello Stato. Visto che il numero di politici non cala, e che i loro stipendi erano e restano a carico del contribuente, nei ministeri ci s’ingegna a trovare altre soluzioni. Al di là delle solite tasse, ecco una via: dopo due anni di fermo amministrativo (auto sequestrate per diversi motivi, come una grave infrazione o il mancato pagamento di tributi), i veicoli dovranno essere venduti dallo Stato, all’insegna della spending review; lo prevede la Legge di stabilità. In questo modo, lo Stato non dovrà farsi carico delle spese per la custodia delle macchine nelle aree apposite; e in più potrà usufruire del ricavato della vendita dei veicoli.

IN GAZZETTA UFFICIALE
Come riporta la Gazzetta Ufficiale numero 302, dov'è stata pubblicata la legge 147/2013 (Legge di stabilità), dal 1° gennaio 2014, per quanto concerne i veicoli giacenti presso le depositerie autorizzate, c’è una semplice novità: al fine di contribuire alla riduzione degli oneri a carico dello Stato, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, il Prefetto dispone la ricognizione dei veicoli giacenti presso le depositerie autorizzate, a seguito dell'applicazione di misure di sequestro e delle sanzioni accessorie, comunque custoditi da oltre due anni. Una norma che vale anche per i mezzi non confiscati, cioè quelli non passati definitivamente nelle mani dello Stato, ma pur solo sequestrati: un provvedimento temporaneo che così assume un altro valore rispetto al passato. Idem per i veicoli non alienati per mancanza di acquirenti. Dei veicoli giacenti, individuati secondo il tipo, il modello ed il numero di targa o telaio, viene formato elenco provinciale, pubblicato sul sito istituzionale della Prefettura. Dopodiché, nei 60 giorni dalla pubblicazione dell'elenco, il proprietario può assumere la custodia del veicolo, provvedendo contestualmente alla liquidazione delle somme dovute alla depositeria: così, c’è l’estinzione del debito maturato nei confronti dello Stato allo stesso titolo. In caso di mancata assunzione della custodia, si procederà all'alienazione del veicolo alla depositeria, anche ai soli fini della rottamazione.

UN ALTRO DECRETO
Attenzione: con decreto dirigenziale, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di stabilità, sono definite le modalità dell'alienazione. Il corrispettivo dell'alienazione è determinato dalle amministrazioni procedenti in modo cumulativo per il totale dei veicoli che ne sono oggetto. La somma ricavata dall'alienazione è depositata, sino alla definizione del procedimento in relazione al quale è stato disposto il sequestro o il fermo, in un autonomo conto fruttifero presso la tesoreria dello Stato. Si dovrà soltanto valutare la rapidità con cui i ministeri preposti emaneranno i decreti previsti dalla Legge di stabilità: va evidenziato che, in passato, il Governo (attraverso i vari ministeri) avrebbe dovuto emanare decreti previsti dalle leggi che modificavano il Codice della strada; decreti che non sono mai arrivati. Un caso clamoroso? La spartizione dei proventi da autovelox: i Comuni, se il governo avesse emanato il decreto previsto dalla riforma del Codice della strada del 2010, avrebbero dovuto rinunciare a una colossale quantità di denaro. Ma così non è stato, e nel 2014 i Comuni possono liberamente utilizzare le multe da autovelox. Certo, stavolta, lo Stato ha tutto l’interesse a che siano emanati i decreti, visto che è lo Stato stesso a poter risparmiare (meno spese di “parcheggio” auto) e guadagnare (con la vendita delle macchine); ma con la nostra burocrazia non si sa mai come va a finire.

Autore: Redazione

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