dalla Home

Attualità

pubblicato il 3 gennaio 2014

Fiat compra Chrysler, il bilancio del giorno dopo

Prima Ford, poi General Motors, ora Chrysler: da Agnelli a Marchionne, sono davvero gli USA la salvezza dell’auto italiana?

Fiat compra Chrysler, il bilancio del giorno dopo
Galleria fotografica - Fiat compra il 100% di Chrysler: le nuove auto in arrivoGalleria fotografica - Fiat compra il 100% di Chrysler: le nuove auto in arrivo
  • Fiat compra il 100% di Chrysler: le nuove auto in arrivo - anteprima 1
  • Fiat compra il 100% di Chrysler: le nuove auto in arrivo - anteprima 2
  • Fiat compra il 100% di Chrysler: le nuove auto in arrivo - anteprima 3
  • Fiat compra il 100% di Chrysler: le nuove auto in arrivo - anteprima 4
  • Fiat compra il 100% di Chrysler: le nuove auto in arrivo - anteprima 5
  • Fiat compra il 100% di Chrysler: le nuove auto in arrivo - anteprima 6

Da Ford a Chrysler, passando per General Motors: l’amico negli USA cercato da Agnelli, con Marchionne è diventato un parente. Si possono sintetizzare così 30 anni di strategie industriali Fiat, iniziando dall’opposizione del Lingotto al passaggio dell’Alfa Romeo dall’IRI alla Ford negli anni ‘80, attraversando il matrimonio (e il successivo divorzio) con General Motors nel 2003 e concludendo con l’acquisizione del 100% di Chrysler da parte di Fiat, che ieri la Borsa ha promosso con un rialzo superiore al 16% del titolo. Un’operazione che sblocca miliardi di euro, che potranno essere investiti sui nuovi modelli di auto che il mercato e gli appassionati chiedono al gruppo che Gianni Agnelli ha lasciato in eredità al nipote John Elkann. Il costruttore torinese diventa quindi globale a tutti gli effetti, in un mondo che nel frattempo ha spostato il suo baricentro dall’Atlantico al Pacifico, ovvero dall’occidente formato da Europa e USA a quell’oriente emancipatosi con il Giappone e cresciuto poi con il boom di Cina, India e con la ricchezza dei Paesi Arabi. Ma la domanda dei molti che escono dai cori entusiastici di questi giorni - preoccupati per la fuga dall’Italia di investimenti, gestione, progettazione, produzione e quindi di lavoro - è: la Chrysler è diventata più italiana o la Fiat più americana?

ITALIA SÌ, ITALIA NO
Già a partire dalla scelta della sede legale da cui dirigere il neonato global carmaker (Torino? Detroit?), le problematiche di carattere “politico” legate ai lavoratori degli stabilimenti italiani (il nuovo gruppo globale potrebbe investire maggiormente in Paesi dove il costo del lavoro, dell’energia, delle infrastrutture è più basso) si sovrapporranno agli effetti positivi che lo sviluppo di nuove tecnologie, carrozzerie, motori e strategie commerciali porteranno a Fiat-Chrysler. E poi ci sono questioni legate all’idea di business del gruppo italo-americano. La decisione di puntare sul mercato dell’auto di lusso con il rilancio del marchio Maserati si sta rivelando vincente, ma ora si dovrà decidere quale mix dare allo sviluppo di nuovi modelli, stabilendo ad esempio il peso dell’espansione del brand Alfa Romeo a scapito di quello Fiat, secondo la logica per cui il mercato delle auto premium rende di più di quello delle auto generaliste. O ancora, decidere le sorti della Lancia, così come capire se vale la pena dare vita a una nuova gamma di auto low cost, seguendo l’esempio di Renault con Dacia. Dal 2009 Sergio Marchionne ha lavorato per prendere il controllo del terzo costruttore di auto statunitense; dal 2014 dovrà convincere i lavoratori italiani della Fiat che l’azienda non abbandonerà l’Italia: si comincia dalla lettera scritta assieme a John Elkann a tutti i dipendenti di Fiat-Chrysler nel mondo. Di seguito il testo integrale.

LETTERA DI MARCHIONNE ED ELKANN AI LAVORATORI
"Cari Colleghi, L'emozione con cui vi scriviamo questa lettera è quella di chi negli ultimi quattro anni e mezzo ha lavorato per coltivare un grande sogno di integrazione industriale e culturale e oggi lo vede realizzato.
È la stessa emozione che accomuna trecentomila persone nel mondo, protagoniste di questa giornata storica per la Fiat e per la Chrysler.
Dopo una lunga trattativa, abbiamo raggiunto un accordo con Veba che ci permette, attraverso l'acquisizione della totalità delle azioni Chrysler da parte di Fiat, di realizzare, anche dal punto di vista finanziario e tecnico, l'unione tra le due società.
Si tratta di un'unione che nei fatti è già una realtà straordinaria.
In questi anni, le nostre due aziende hanno imparato a conoscersi e a fidarsi l'una dell'altra; hanno imparato a stimolarsi a vicenda e a scambiarsi esperienze e conoscenze; hanno intrapreso un cammino insieme.
Fiat e Chrysler, ognuna con la propria identità, hanno iniziato a condividere tutto: competenze industriali e risorse, progetti e traguardi, sfide e ambizioni.
La cosa più importante è che hanno condiviso fin dall'inizio lo spirito e i valori di un gruppo che vuole distinguersi non solo per l'eccellenza dei suoi prodotti, ma anche per integrità, serietà e trasparenza.
Il passaggio che abbiamo compiuto oggi rappresenta senza dubbio un momento epocale nella storia di Fiat e di Chrysler, ma non è che il coronamento di tutto il lavoro fatto in questi anni, per integrare le rispettive tradizioni, per trasformare le differenze in punti di forza e per abbattere, insieme alle barriere geografiche, anche quelle culturali.
In questo modo siamo riusciti a dare vita ad un costruttore di auto mondiale, tra i leader del settore.
Quello che abbiamo creato insieme - uno straordinario gruppo di persone che lavorano fianco a fianco con umiltà, che si ascoltano e si confrontano, che uniscono le loro culture da ogni parte del mondo - è il valore più grande di cui disponiamo ed è anche la migliore garanzia del nostro successo.
Di fronte abbiamo un nuovo capitolo di storia comune da scrivere.
A voi chiediamo di restare uniti, in quel patto di lealtà e fiducia che ci ha permesso di arrivare fino a questo punto.
Da parte nostra vi assicuriamo l'impegno a sviluppare Fiat-Chrysler ovunque nel mondo, a renderla un modello di velocità e di efficienza.
Vi garantiamo anche l'impegno a offrirvi un futuro sicuro e stimolante, in un ambiente dove lo scambio di esperienze e culture sarà fonte di crescita professionale e personale.
A tutti voi, e alle vostre famiglie, i più calorosi auguri per un 2014 all'altezza delle vostre aspettative e degli ottimi auspici con cui si apre"
.
Firmato:
John Elkann - ceo di Fiat S.p.A.
Sergio Marchionne - chairman & ceo di Chrysler Group LLC di Fiat S.p.A.

Autore:

Tag: Attualità , Fiat , lavoro


Top