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pubblicato il 2 gennaio 2014

Fiat-Chrysler, le auto che nasceranno con i soldi della fusione

Avere il 100% di Chrysler permette a Fiat di mettere mano su 13 miliardi di dollari, da investire in nuovi modelli: ecco quali

Fiat-Chrysler, le auto che nasceranno con i soldi della fusione
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Fiat è “padrona” di Chrysler, al 100%. Ne parlano tutti i giornali, è la notizia con cui si apre il 2014 e che non interessa solo il mondo della finanza o gli azionisti Fiat, tra cui la famiglia Agnelli. L’apertura di oggi in Borsa, infatti, è da record, con il titolo Fiat al + 14% ed Exor al + 6%, ma l’accordo di Sergio Marchionne con Veba sblocca soprattutto 13 miliardi di dollari ovvero le risorse economiche e finanziarie che servono al gruppo per rilanciare la produzione di auto con quei nuovi modelli che il mercato si aspetta da molto tempo. Vediamo quali.

9 MILIARDI DI EURO PER FARE NUOVE AUTO
I soldi in questione (in parte liquidi e in parte sotto forma di crediti) si trovano nelle casse della Chrysler e finora erano stati resi “intoccabili” dalla magistratura, in virtù del seguente accordo sulla bancarotta: solo acquistando il 100% della Chrysler si sarebbe potuto entrare in possesso del “tesoro”, impedendo così che qualcuno prendesse possesso parziale della casa automobilistica con il solo intento di spolparla. Ecco perché sono mesi che si parla delle trattative tra Marchionne e il sindacato Uaw, che deteneva la cassa pensioni del Veba (maggiori dettagli in questi articoli). Ed ecco perché con quei 13 miliardi di dollari - oltre 9,4 miliardi di euro - la Fiat può tornare ad investire sul suo piano industriale e lanciare sul mercato nuovi modelli, con la forza di “un costruttore di auto globale” a tutti gli effetti, come ha ricordato lo stesso ad Sergio Marchionne, e realizzando una strategia che il presidente John Elkann ha dichiarato di aspettare dal 2009. L’investimento fatto di recente su Maserati sta già dando i suoi frutti nell’operazione di rilancio del marchio del Tridente. Ora capiamo invece quali sono i modelli Fiat, Alfa Romeo e Lancia che vedremo o vorremmo vedere presto su strada.

I MODELLI IN ARRIVO
Partiamo proprio dalla Maserati Ghibli: l’operazione con cui Fiat prende il completo controllo di Chrylser potrebbe finanziare il progetto Alfa Romeo Giulia, berlina di categoria superiore a trazione posteriore basata sulla piattaforma Maserati. Dell’ammiraglia del Biscione si parla da tempo e finalmente potrebbe diventare realtà, anche negli USA. In fase più avanzata di sviluppo è invece il piccolo crossover urbano conosciuto come B-SUV e costruito nello stabilimento di Melfi, che darà vita due modelli: una Fiat che dovrebbe chiamarsi 500X e una Jeep che potrebbe essere battezzata Jeepster. La baby Jeep debutterà al prossimo Salone di Ginevra con la meccanica della Fiat 500 L, sui cui è stata sviluppata la trazione integrale: la piccola Jeep sarà solo 4x4, la Fiat 500X anche a trazione anteriore. A Ginevrà arriverà anche la versione europea della nuova Jeep Cherokee, seguita dalla nuova Chrysler 200 lanciata all’imminente Salone di Detroit e costruita sulla piattaforma evoluta dell’Alfa Romeo Giulietta e che già viene adottata dalla Dodge Dart, e dalle Fiat destinate al mercato cinese: la Viaggio e la Ottimo. Infine la nascita del costruttore globale Fiat-Chrysler potrebbe dare un’accelerata all’alleanza industriale con Mazda, da cui nascerà la spider erede dell’Alfa Romeo Duetto. Oltre che dare vita anche a nuovi modelli italo-giapponesi.

COSA PIACEREBBE AL MERCATO
Con il controllo totale dei marchi americani Fiat diventa quindi più globale e questo potrebbe facilitare la nascita di nuove alleanze industriali. Magari per ridare sostanza a progetti lasciati finora nel cassetto, come l’idea di costruire una piccola cittadina da 3 metri e 3 posti. Oppure quella di creare una gamma di auto low cost, sulla falsariga di quanto fatto da Renault con Dacia. In generale, poi, ci dovrebbe essere più spazio per sviluppare sinergie congiunte e dare vita a nuovi motori e nuove piattaforme, senza più ricorrere a operazioni di re-badging, poco apprezzate dal mercato, come nel caso della Lancia Thema, versione “nostrana” della Chrysler 300.

COSA PIACEREBBE AGLI APPASSIONATI
Con questa iniezione di denaro (e di fiducia) gli appassionati possono però anche sognare il ritorno di modelli storici, come la Lancia Delta Integrale (derivabile dalla nuova Chrysler 200) che nella rivisitazione di un giovane designer ha riscosso un grande interesse. Oppure l’arrivo di altre Alfa Romeo a trazione posteriore dopo la 4C, o a trazione integrale come l’Alfa Romeo Kamal.

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Tag: Attualità , Fiat


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