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pubblicato il 2 gennaio 2014

Omicidio stradale: come funziona il nuovo reato

Entro gennaio 2014 il ministro Cancellieri ne ha promesso l'introduzione. Vi pieghiamo di cosa si tratta e chi punisce

Omicidio stradale: come funziona il nuovo reato

Omicidio stradale: OmniAuto.it ne parla da quando ne è nata l'ipotesi nel 2011 e adesso sembra vicino alla realtà. Il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, ha promesso che entro la fine del mese porterà in Consiglio dei Ministri un pacchetto di norme sulla giustizia che conterrà anche l’introduzione del reato di omicidio stradale. L'obiettivo è rendere le nostre strade più sicure punendo chi provoca incidenti e fare in modo, come ha spiegato la Cancellieri, che le vittime abbiano la giustizia che meritano: "Spesso infatti le famiglie delle vittime si sentono offese nel loro dolore perché non hanno i riscontri che meriterebbero". Il reato di omicidio stradale però è stato ipotizzato molte volte nel corso di questi anni e le proposte in materia sono state tantissime, vediamo quindi di seguito a che punto siamo arrivati e in che cosa consisterà realmente il nuovo reato.

CHE COS'E' IL REATO DI OMICIDIO STRADALE
L'omicidio stradale è stato spesso anche definito "ergastolo della patente" perché si è proposto di vietare per sempre a chi ha causato gli incidenti più gravi di mettersi di nuovo al volante. E' attorno a questo principio che stanno lavorando il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ed il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, di pari passo con la riforma del Codice della strada. L'altro elemento fondamentale del reato di omicidio stradale riguarda il penale e quindi l'accostamento al reato di omicidio colposo. Chi ha causato un incidente grave perché ubriaco o sotto l'effetto di droga potrebbe dover scontare in carcere una pena massima di dieci anni. Si accorciano anche i tempi del processo: quando la dinamica dei fatti è stata accertata con precisione l'ipotesi allo studio prevede il rito direttissimo per risarcire prima le vittime dell'incidente o i loro familiari. Con il nuovo reato di omicidio stradale si vuole infine combattere la pirateria stradale e quindi inasprire le pene per quegli automobilisti chi non si fermano per prestare soccorso dopo un incidente.

LE REAZIONI ALLE PAROLE DELLA CANCELLIERI
L'annuncio di introdurre il reato di omicidio stradale entro la fine del mese ha reso soddisfatte le associazioni impegnate nella promozione della sicurezza stradale e sollevato un'aria di polemica a livello politico. "È positivo che il ministro Cancellieri pensi al reato di omicidio stradale. Non sia però solo un annuncio", ha detto il deputato Pd Edoardo Patriarca facendo eco alle parole del segretario del Pd e sindaco di Firenze Matteo Renzi: "Basta annunci! Se c'è volontà si faccia subito, senza perdere tempo. Sull'omicidio stradale noi siamo con vaLoreVita al lavoro da tre anni". Il Segretario Generale della Fondazione ANIA, Umberto Guidoni, ha invece accolto "con favore" le parole del Ministro Cancellieri, ribadendo la convinzione che "la sicurezza stradale deve rappresentare una priorità nell’agenda del Governo". "L'impegno delle associazioni promotrici trova finalmente la dovuta attenzione, dopo che per troppo tempo sia nel Governo che nel parlamento si evidenziavano posizioni contraddittorie che avevano sempre di fatto accantonato la proposta", ha commentato il presidente dell’Asaps Giordano Biserni.

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Tag: Attualità , codice della strada , sicurezza stradale


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