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Interviste

pubblicato il 31 dicembre 2013

Schumacher, i perchè di un’apprensione mondiale

L'incidente è già un fenomeno mediatico e ha "superato" Papa Francesco su Google. La spiegazione del Direttore di OmniCorse.it

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Una fine dell’anno con un tale livello di attesa e preoccupazione gli appassionati di Formula 1, di automobilismo e più in generale di sport, se la ricordaranno a lungo. Anche perché il drammatico incidente di Schumacher e le sue gravissime condizioni cliniche sono riuscite a scuotere l’intera opinione pubblica come raramente accade per le tragedie che riguardano un solo uomo. La notizia è sulle prime pagine dei siti, dei quotidiani e delle televisioni di tutto il mondo. “Schumacher” su Google ha già superato “Papa Francesco” come parola più cercata; #Schumi e #ForzaSchumi sono da 24 ore il cosiddetto trend topic di Twitter. E sui giornali italiani gli approfondimenti dedicati all vita del campione tedesco hanno fatto finire anche la politica in terza pagina. E’ un’attenzione mediatica straordinaria per uno sportivo già entrato nella storia con i suoi 7 titoli mondiali di Formula 1. Su questo vero e proprio fenomeno sociale abbiamo chiesto un commento a Franco Nugnes, Direttore di OmniCorse.it e grande esperto di Formula 1 che sta seguendo in presa diretta la cronaca sulle condizioni cliniche di Michael.

OmniAuto.it - Come può un solo uomo, per quanto campione diventare così speciale?
Nugnes - Michael Schumacher è l’espressione vivente della velocità: è un uomo che ce l’ha nel suo DNA e la cerca in qualsiasi cosa stia facendo. Dopo sette titoli mondiali in F.1 si era dedicato alle moto arrivando a guidare le due ruote più impegnative come la SBK o la MotoGP. Si è lanciato con il paracadute, insomma non sa cosa sia la paura. E la riprova l’abbiamo avuta sugli sci.

OmniAuto.it - Questa attenzione non è sproporzionata rispetto all’attenzione che ha normalmente la F1 come Sport, per quanto globale?
Nugnes - No, assolutamente. Schumi è il campione che più ha vinto in F.1: nel suo palmares ci sono 91 Gp! Il mondo è rimasto colpito dal fatto che anche il simbolo della velocità possa cadere e farsi molto male. È umano come tutti noi. Non gli è successo quando correva sulla Ferrari, gli è accaduto sugli sci. Gli hanno dimostrato attenzione e solidarietà anche quegli appassionati che non lo stimavano come pilota. Rivivo la trepidazione che c’era stata nella gente qualunque, quella che non seguiva le corse, per Niki Lauda dopo il drammatico rogo sulla Ferrari al Nurburgring nel 1976.

OmniAuto.it - L’attesa è che si possa riprendere…
Nugnes - Michael è un combattente: ce la farà. È un trascinatore che ha saputo riportare alla vittoria mondiale la Ferrari dopo anni di delusioni. Si era plasmata una squadra invincibile intorno a lui: è stato molto più di un pilota per il Cavallino. Intransigente prima con sé stesso che con gli altri. Un perfezionista che ha sempre curato la preparazione fisica e mentale in modo quasi maniacale, sapendo che i successi sarebbero stati il frutto di duri sacrifici. Ci sorprenderà ancora.

OmniAuto.it - Qual è al momento la condizione di Schumi?
Nugnes - I bravissimi medici di Grenoble oggi hanno visto un miglioramento. La situazione è ancora grave perché ci sono ematomi diffusi che si trovano in zone non accessibili del cervello, ma la sua tempra è forte, fortissima. È tenuto in coma farmacologico, in ipotermia e con la respirazione assistita. Ha solo bisogno di tempo.

OmniAuto.it - Cosa ci insegnerà questo incidente?
Nugnes - Credo che si sia capito che bisognerà lavorare ancora sulla sicurezza dei caschi da sci: la protezione ha salvato la vita di Michael, senza sarebbe certamente morto nell’impatto con la roccia, ma evidentemente si deve fare di più. La tecnologia delle corse, quella della Formula 1, potrebbero essere utili all’evoluzione di un accessorio che non deve mai essere considerato come una costrizione, tanto sugli sci che in moto. Questo episodio dimostra che bisogna renderlo obbligatorio a tutti e non solo ai minorenni. Michael non andava a 60 km/h come si è letto: aveva aiutato un amico che era appena caduto e con uno sci ha colpito una pietra che non aveva visto, iniziando il drammatico volo…

Autore: Gianluca Falleti

Tag: Interviste , VIP , schumacher , piloti


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