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pubblicato il 23 dicembre 2013

Rc auto: Federcarrozzieri scatenata contro il Governo

Critiche fortissime contro il decreto Destinazione Italia che "mette le vittime nelle mani delle assicurazioni"

Rc auto: Federcarrozzieri scatenata contro il Governo

Riforma Rc auto: dopo la furia di Stefano Mannacio, presidente del Cupsit (Patrocinatoria stragiudiziali) contro il Governo Letta, tocca a Davide Galli, numero uno di Federcarrozzieri. “Terribilmente negativa per automobilisti e riparatori”: così Federcarrozzieri definisce la rivoluzione Rca voluta dall’Esecutivo, in arrivo nel 2014. “Sta tutto scritto - è la denuncia - nel decreto Destinazione Italia creato dal Consiglio dei ministri. Dietro la pressione dell’Ania (la Confindustria delle Assicurazioni), il ministero dello Sviluppo economico vuole a tutti i costi che questo decreto diventi realtà, e venga poi approvato dal Parlamento. Il decreto - spiega Federcarrozzieri - mette l’automobilista, vittima di un incidente stradale, nelle mani dell’Assicurazione. Che stabilisce come quando quanto dove e perché risarcire il proprio cliente. Il primo trucchetto è semplice: si chiama risarcimento in forma specifica. Con la conseguenza che la vittima viene dirottata verso il carrozziere convenzionato con la Compagnia. Un riparatore costretto a lavorare con manodopera e ricambi imposti dall’Assicurazione, a discapito di qualità e sicurezza”.

DI CHE SI TRATTA
Con il risarcimento in forma specifica, ci sarà, secondo Galli, la canalizzazione delle riparazioni verso le loro carrozzerie, “nel tentativo di risparmiare su ricambi e manodopera e minando le basi dell'indipendenza del carrozziere. Questo altera la libera concorrenza nel mercato dell'autoriparazione, limitando al contempo la libertà di scelta dell'assicurato”. Infatti, al fine di consentire la riduzione del premio per gli assicurati, in caso di sinistri con danni a cose, in alternativa al risarcimento per equivalente, è facoltà delle Compagnie offrire, in assenza di responsabilità concorsuali, il risarcimento in forma specifica per la riparazione dei danni materiali subiti dal veicolo. La facoltà è subordinata alla fornitura di idonea garanzia sulle riparazioni effettuate, con una validità non inferiore a due anni per tutte le parti non soggette a usura ordinaria.

CESSIONE DEL CREDITO
Poi, ecco quello che Federcarrozzieri chiama “il secondo trucchetto: l’abolizione della cessione del credito: l’automobilista non potrà più delegare il carrozziere a fare una battaglia legale con l’Assicurazione. Questa se la vedrà direttamente con la vittima. Che in materia di Rca e risarcimenti sa poco o nulla”. Oggi, chi subisce un danno al veicolo può cedere il diritto al risarcimento al carrozziere. È un contratto in forza del quale l’assicurato non si limita a delegare al carrozziere il solo incasso del risarcimento del danno da parte dell’impresa (delega di pagamento), ma conferisce al medesimo ogni diritto di risarcimento ipotizzabile a seguito del sinistro. Pertanto, sottoscrivendo tale atto, l'assicurato trasferisce al carrozziere ogni proprio diritto legato al risarcimento del danno, compresa la facoltà di agire in giudizio nei confronti dell’impresa. Abolendo la cessione del credito, secondo Galli, le Assicurazioni ne uscirebbero molto rafforzate, perché in sede legale la controparte sarebbe il cittadino, non di certo esperto di Rca come il carrozziere.

MOBILITAZIONE
Galli è senza freni: Contro un decreto che taglia fuori i carrozzieri indipendenti, e che offende le vittime della strada, Federcarrozzieri lancia una mobilitazione generale, sabato 11 gennaio alle ore 10, allo Zan Hotel di Bologna. Due obiettivi: primo, presentare proposte di modifica al decreto di riforma Rca; secondo, organizzare immediate e lecite iniziative di lotta e di contrasto”.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , incidenti , assicurazioni


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