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pubblicato il 30 dicembre 2013

Previsioni 2013: cosa abbiamo azzeccato e cosa no

Ricordiamo i nostri pronostici con l'amarezza di vedere che tante promesse fatte dai politici non sono state mantenute

Previsioni 2013: cosa abbiamo azzeccato e cosa no

A costo di parere immodesti, siamo stati abbastanza profetici. A fine 2102, il titolino in stampatello nell’articolo sulle previsioni per il 2013 recitava così: “Rc auto: ma quali forti ribassi…”. Dicevamo che il Governo dei tecnici aveva appena rivoluzionato il settore Rca: niente rimborso a chi subisce il colpo di frusta, se i postumi dei danni non emergono da un esame strumentale. L’obiettivo è consentire alle Assicurazioni di tirare fuori meno soldi a favore degli automobilisti, specie i furbetti che fingono di avere dolore per ottenere i quattrini. Il fine ultimo dell’Esecutivo Monti è far calare drasticamente le tariffe Rca, con risultati già tangibili nel 2013. La nostra previsione a fine 2012 per l’anno dopo? “Di cali massicci - dicevamo - non se ne parlerà neppure”. Ebbene, nel 2013, i prezzi Rca hanno segnato una diminuzione di circa il 5%: il dato Istat si riferisce alle Rca effettivamente pagate dagli assicurati (insomma, c’è anche lo sconto). Suvvia, un -5% a fronte di lesioni lievi (sotto il 10% d’invalidità permanente) calate di un terzo non è certo un ribasso significativo. E non è stata una previsione, la nostra, fatta a caso. Le affermazioni di Aldo Minucci, presidente Ania (la potente Confindustria delle Assicurazioni), erano state sibilline: “Non posso non rilevare ancora una volta che per arrivare a un duraturo e sostenibile trend discendente dei prezzi Rc auto c’è un’unica strada: intervenire sui fattori strutturali che mantengono elevato il costo dei sinistri”. Capito? Serve ridurre ancora i rimborsi. Staremo a vedere quanto inciderà su questo la manovra approvata a fine anno dal Governo Letta.

CATENE: CONFUSIONE. PROVINCE: VIVE E VEGETE
Modestia a parte, a fine 2012 scrivevamo: “Nel 2013, aumenterà il caos catene da neve. Un paio d’anni fa, il Parlamento ha deciso che che i gestori delle strade possano imporre l’obbligo di gomme montate o catene da neve a bordo. L’anno prossimo, la confusione regnerà sovrana più che mai: molti automobilisti non sapranno qual è la norma esatta, ogni Ente locale si regolerà come crede in quanto a obblighi e periodi dell’anno in cui vigono, con una mappa a macchia di leopardo inconcepibile (basterebbe sedersi a un tavolo e uniformare le regole). A rendere il tutto più caotico, la presenza delle Province, che avrebbero dovuto essere eliminate dal Governo Monti (a proposito, dovremo pagarle per intero pure nel 2013), e che sceglieranno come dove quando e perché imporre l’uso di gomme invernali o catene a bordo”. Quindi, doppia previsione azzeccata: leggete qui della "Babele" di ordinanze, con la Provincia di Milano che addirittura non ha emanato nessun’ordinanza (proprio l’ente che nel 2010 era stato il primo a emanarla, elemento che aggiunge disordine). E secondo, le Province, viste dai cittadini come carrozzoni politici (a cui gli automobilisti pagano l’Ipt, Imposta sul passaggio di proprietà, e la pesantissima imposta della Rc auto), sono più vive e più forti che mai (leggi Pratiche auto: da aprile costano di più).

AHI, NIENTE RIFORMA DEL CODICE DELLA STRADA
A fine 2012, fra le righe, nutrivamo molti dubbi sul fatto che l’Italia facesse grossi passi avanti nella diminuzione dell'incidentalità stradale. Parlavamo degli autovelox che non hanno consentito all’Italia di centrare il target - indicato dall’Unione europea - di dimezzare i morti in 10 anni (dal 2001 al 2010); e infatti l’obiettivo è stato clamorosamente mancato perfino nel 2012 (un flop). Ma ecco dove la nostra palla di cristallo ha fallito. Facevamo riferimento “alla solita la promessa dei politici: riformeremo il Codice della strada, così da non fare brutte figure in Europa”. In che modo? “Con l’omicidio stradale per chi uccide in stato alterato da alcol o droga; e con il prolungamento del ritiro della patente per gli stessi gentiluomini di cui sopra”. Credevamo davvero che i politici, al dà di tantissime dichiarazioni davanti alle telecamere, operassero in modo costruttivo per migliorare la sicurezza stradale. E invece, nulla. Siamo noi sognatori irrecuperabili? Oppure sono loro, i politici, così tremendamente cinici da adoperarsi solo per leggi che favoriscano le lobby del Paese?

Autore: Redazione

Tag: Attualità , pneumatici , assicurazioni , pneumatici invernali , catene da neve


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