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Tecnica

pubblicato il 12 dicembre 2013

Dossier Auto a Metano

Metano, sarà il carburante del futuro?

Ecologico, economico e con riserve abbondanti grazie alla possibilità di produrlo, è considerato da molti una valida alternativa a petrolio ed elettricità

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Nei primi undici mesi di quest'anno le vendite di auto a metano hanno registrato una crescita superiore al 25%, a fronte di un mercato in tracollo. Questo risultato positivo non è dovuto, secondo alcuni esperti, soltanto alla ricerca di risparmio in un periodo di crisi economica, ma è il segnale di un'evoluzione più strutturale interessante da analizzare. Se in molti concordano che il futuro della mobilità è elettrico e ibrido, altrettanti ritengono che un ruolo di rilievo nell'alimentare le auto di domani l'avrà pure il metano, noto anche come gas naturale e CNG (Compressed Natural Gas). A confermarlo sono diversi studi, come quello di Lux Research che stima in 7,5 milioni, contro i 6,6 attuali, il parco veicoli a metano dei sette maggiori mercati mondiali nel 2020, cifra che arriverebbe a quota 10 milioni includendo i paesi emergenti, in particolare del Sud America. Un numero ancora limitato rispetto al miliardo di veicoli presenti nel mondo, ma destinato a crescere progressivamente grazie anche all'incremento dei distributori che, secondo Navigant Research, dovrebbero passare dagli attuali 21.000 agli oltre 30.000 attesi per il 2020.

PIU’ RISERVE, MINOR COSTO
I temi a supporto dell'aumento della mobilità a metano sono molti. Il primo si riferisce alle maggiori riserve di gas naturale rispetto al petrolio, in particolare se si considera il metodo di estrazione, più caro e contestato dagli ambientalisti, definito “shale gas”. Una disponibilità superiore che, secondo gli esperti, inciderebbe sull'andamento dei costi, con i prezzi dei derivati del petrolio, come benzina, gasolio e GPL, che salirebbero più rapidamente rispetto a quelli del metano. A confermare un andamento più stabile delle quotazioni di CNG sarebbe pure il maggiore numero di produttori mondiali (sono circa 100) che, di fatto, garantirebbe una concorrenza superiore e minori possibilità di speculazione. Un'ipotesi, per la verità, che non trova consenso unanime poiché circa il 50% delle riserve sarebbe concentrata in tre paesi, ossia Russia, Iran e Qatar.

COMBUSTIBILE “RINNOVABILE”
A favore del gas naturale è la possibilità di produrlo in modo naturale o artificiale, di fatto, rendendolo inesauribile o, in altre parole, “rinnovabile”. Il metano, infatti, può essere ricavato anche dal biogas generato dalla decomposizione organica di scarti alimentari e agricoli o dai reflui zootecnici dando vita al biometano. Un carburante praticamente identico al gas naturale per autotrazione che si può produrre anche con tecnologie sperimentali come, ad esempio, la fermentazione di alghe allevate. A rendere ancora più “rinnovabile” la soluzione CNG è il cosiddetto Power to Gas, la tecnologia che consente di creare gas naturale sintetico (SNG, sintetic natural gas) partendo dall'energia generata dalle fonti rinnovabili, in particolare l'eolico. Un sistema che, in sintesi, crea idrogeno (H) dall'elettrolisi dell'acqua al quale si aggiunge la CO2 per ottenere il metano (CH4).

MENO EMISSIONI E TRAFFICO
L'incremento dell'impiego del metano è auspicato anche per questioni ambientali poiché contribuirebbe a ridurre l'impatto dei trasporti sui cambiamenti climatici generati dalla concentrazione della CO2 in atmosfera e sulla crescita delle malattie legate all'inquinamento dell'aria. Secondo il Libro Bianco sul Metano, un’auto alimentata a gas naturale ha, rispetto al corrispettivo modello a benzina, “emissioni inferiori del 18% per la CO2, del 72% per gli ossidi di azoto, del 75%, per il monossido di carbonio, dell’82% per gli idrocarburi incombusti e dell’88% per l’ozono”. Un computo al ribasso che mantiene, con percentuali diverse, anche nei confronti delle vetture diesel e al quale va aggiunta l'eliminazione allo scarico delle polveri sottili, principale causa dello smog cittadino. A contribuire alla riduzione dell'impatto ambientale del metano sarebbe pure la distribuzione del carburante tramite gasdotti che gravano su clima e salute soltanto per la loro realizzazione e per la produzione dell'elettricità per farli funzionare. Un'impronta decisamente inferiore a quella necessaria per raffinare il greggio e trasportarlo dai distributori tramite autocisterne che, oltretutto, contribuiscono ad incrementare il traffico.

LE NUOVE TECNOLOGIE
Meno rilevante, ma comunque significativa per la crescita dei veicoli a metano è l'evoluzione delle tecnologie. Oltre al tradizionale impiego, infatti, stanno emergendo nuove soluzioni che nei prossimi anni potrebbero conquistare altre quote di mercato, come gli impianti per alimentare a metano i veicoli a gasolio o quelli che funzionano con metano allo stato liquido (GNL, Gas Naturale Liquefatto), anziché gassoso, consentendo di aumentare notevolmente l'autonomia delle auto. Più futuribile, ma possibile, è il sistema a idrometano, una miscela di idrogeno e gas naturale, che permetterebbe di ridurre ulteriormente l'impatto sull'ambiente e favorirebbe il passaggio all'era dell'idrogeno.

Autore: Stefano Panzeri

Tag: Tecnica , metano


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