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pubblicato il 24 dicembre 2013

L'automobilista italiano scrive a Babbo Natale

Nella lettera una serie di richieste realizzabili per un migliore 2014

L'automobilista italiano scrive a Babbo Natale

La straordinaria fantasia dei bambini li porta a chiedere a Babbo Natale regali che non sono alla portata neppure delle famiglie più ricche; noi di OmniAuto.it, che in Babbo Natale mai smetteremo di crederci, ci permettiamo di domandare al grande uomo di rosso sgargiante vestito solo qualche piccolo presente. Si tratta di desideri legali all’auto. Idee che un Governo potrebbe mettere in pratica non in un quarto d’ora, ma attraverso un piano di riforme adeguatamente congeniato. Il sogno numero uno si chiama “nessun aumento delle accise”. Il motivo? Semplice: dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2018, i cittadini italiani, al netto delle addizionali regionali, subiranno una pressione fiscale (attraverso l'aumento delle accise sui carburanti per autotrazione di 1.183 milioni di euro. Ai quali aggiungere 260,26 milioni di euro di Iva (calcolata sulle accise) per complessivi 1.443,26 milioni di euro. Ci pare sufficiente per sfamare il voracissimo Fisco nazionale.

L’IMU NON DEVE “PAGARLA” CHI HA UNA MACCHINA
Il ragioniere generale dello Stato, Daniele Franco, sta andando a caccia di almeno 200 milioni di euro per evitare la figuraccia dell'Imu al 40% sulla prima casa nei Comuni (quelli che hanno aumentato l'aliquota dell'imposta rispetto alla base del 4 per mille); quei soldi a che servono? A colmare la differenza tra quanto offerto dallo Stato e quanto necessario ai Comuni per coprire l'aumento dell'aliquota base. Il rischio serio è che si mettano per l’ennesima volta le mani nelle tasche degli automobilisti: un aumento delle accise. Così, chi ha una macchina, e magari non una casa, coprirebbe quella che era la tassa sulla casa. Un caos che ha dell’incredibile. A Babbo Natale, l’automobilista italiano chiede che questo supplizio ennesimo gli venga evitato: è una richiesta eccessiva?

RC AUTO, LE LEGGI BEFFA
Sono anni che i vari Governi ci promettono “significative riduzioni di premio”: una formuletta magica, che compare nelle leggi di riordino del settore Rca. Alla fine, il consumatore resta in mano con un pugno di mosche, a meno che si debba festeggiare per ribassi dell’ordine del 5% sulla media nazionale, spalmata in un anno, e prendendo in considerazione anche i profili a bassissimo rischio d’incidente. Adesso, il ministero dello Sviluppo economico spinge in una direzione che convince poco l’automobilista italiano: caro Babbo Natale, ti pare giusto che, col risarcimento in forma specifica, il danneggiato debba essere incanalato verso i carrozzieri convenzionati? Perché io, guidatore che ha subìto il sinistro, non sono libero di andare dal mio carrozziere di fiducia, dal solito mio riparatore indipendente? Gentile Babbo Natale, che ne pensi dei 17.000 carrozzieri a rischio chiusura nel caso passasse la riforma voluta dal ministero, in primis dalla senatrice Simona Vicari? Ti ricordo, Babbo Natale, che i significativi ribassi della Rca voluti dal Governo Monti con l’introduzione della prova (gli esami strumentali) in caso di lesioni fisiche non ha portato gli effetti sperati. Così come la riduzione dei risarcimenti delle microlesioni, l’indennizzo diretto, e altre regole ad hoc per le Compagnie.

AUTO ELETTRICA: UN PASSO AVANTI
Caro Babbo Natale, l’Italia è la Cenerentola d’Europa in materia di auto elettrica. I più recenti incentivi, quelli introdotti dal Governo Monti, si sono rivelati un flop colossale: gentile uomo con la barba bianca, sinceramente parevano concepiti da chi di economia e di auto non ha mai sentito parlare. Pochissimi bonus ai privati; quasi tutti per le aziende, che però devono avere un usato di 10 anni. Allora, panciuto signore che arriva dalla Lapponia, ti chiederemmo un passo avanti per le macchine a batteria: incentivi mirati, diffusione delle infrastrutture. Per rilanciare il settore automotive in Italia, per farci stare al passo con il resto del Vecchio Continente, e per ridurre l’inquinamento atmosferico e acustico.

CAR SHARING, INTERESSANTE
Il fenomeno della “macchina in condivisione”, car sharing, è affascinante: a Milano, il Car2go smart (circa 600 vetture a benzina in circolazione nei confini urbani) si sta rivelando un boom. Può essere incrementato nello stesso capoluogo lombardo, e può prendere piede un po’ in tutta Italia: 0,29 euro al minuto per la smart è una tariffa che si può limare verso il basso, e magari offrendo un veicolo a quattro o cinque posti, anziché a due. Che ne pensi, Babbo Natale? Inoltre, le stesse condizioni del contratto, con una franghigia di 500 euro in caso di danni o di furto, possono migliorare, con franchigie inferiori. In generale, per chi non ha voglia di comprare un’auto, il car sharing può essere un’alternativa da prendere in considerazione. E magari potrebbe anche stimolare la concorrenza delle Società di noleggio a breve termine, che verrebbero spinte a ribassare le tariffe per le macchine prese in affitto per pochi giorni.

BUCHE E GUARDRAIL: PENSACI TU
Caro Babbo Natale, un ultimo capitolo è dedicato alla sicurezza stradale. Come sai, con tutti questi apparecchi elettronici di controllo delle infrazioni, l’Italia ha miseramente bucato l’obiettivo fissato dall’Unione Europea. Dal 2001, entro il 2010, avrebbe dovuto dimezzare le vittime della strada. Il nostro Paese non ce l’ha fatta né nel 2010 né l’anno dopo e neppure nel 2012: siamo a -48%. Segno evidente che il Grande Fratello funziona poco e male. Il problema è la carenza di controlli su strada da parte delle Forze dell’ordine. Gentile Babbo Natale, ci pensi tu a far capire al Governo che, tagliando le risorse a Polizia e Carabinieri, i controlli scenderanno ancora, e che rischiamo di fallire ancora il target Ue nel 2013? Col dolore nel cuore, ti chiedo poi di verificare che tutti i guardrail della nostra rete nazionale siano in regola, che contengano per davvero le uscite di strada dei veicoli, anche quelli pesanti (è il loro lavoro), e che non diventino più una ghigliottina per chi va in moto.

L’IMPOSSIBILE: I COSTI DELLA POLITICA
La cosiddetta spending review arranca: i veri tagli ai costi della politica non si vedono. Solo per parlare di vetture di servizio (le macchine sono il tema principale di questo sito), le auto blu (quelle di rappresentanza in uso ai vertici delle amministrazioni, o comunque di servizio guidate da un autista) sono passate da 7.162 unità del gennaio 2013 a 6.504 nel novembre 2013; mentre le auto "grigie" (quelle che non fanno parte del primo gruppo) sono passate da 53.277 a 50.077 unità. Il parco auto complessivo, in 10 mesi, è sceso da 60.439 a 56.581 vetture (delle quali 6.504 auto blu), con un calo del 6,4% rispetto a gennaio 2013. Diciamocelo, Babbo Natale, si va a passo di lumaca. E permane un gap tra regioni del Centro-Nord virtuose e alcune amministrazioni del Mezzogiorno, caratterizzate da un forte ritardo nella riduzione: questo è un altro aspetto tristissimo. Specie a Natale. Ma gli automobilisti lo sanno: chiederti di tagliare i costi della politica italiana è un’impresa titanica perfino per uno come te, che farebbe di tutto per renderci felici.

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , auto elettrica , unione europea , trasporto pubblico , carburanti alternativi , inquinamento , car sharing , infrastrutture , car pooling , carburanti


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