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pubblicato il 9 febbraio 2007

C02: limite di 120 g/km secondo l'UE. Ma i Costruttori non sono d'accordo

C02: limite di 120 g/km secondo l'UE. Ma i Costruttori non sono d'accordo

A partire dal 2012 le auto nuove commercializzate all'interno dell'Unione Europea non dovranno emettere più di 130 gr/km di CO2, vale a dire il 25 per cento in meno rispetto agli attuali livelli. E' questa la novità principale della nuova strategia che riguarda la riduzione delle emissioni di CO2 presentata dalla Commissione Europea al Consiglio e al Parlamento di Bruxelles, in attesa della normativa Euro 5 che sarà proposta fra la fine dell'anno e metà 2008.

L'obiettivo posto dalla Commissione dovrebbe incoraggiare l'industria automobilistica a impegnarsi per rendere più efficienti i motori, ma anche altre componenti che influiscono sul consumo come l'aerodinamica, i pneumatici, i condizionatori d'aria. L'invito è anche esteso ad un maggiore uso dei biocarburanti, accorgimenti che dovrebbero consentire un ulteriore taglio nelle emissioni di circa 10 gr./km necessari per rientrare nei limiti del Protocollo di Kyoto.

Gli obbiettivi della proposta della Commissione si renderebbero necessari alla luce dell'aumento del 26% del parco auto circolante, responsabile per il 26,5% del totale del consumo energetico europeo. Pur riconoscendo i progressi raggiunti dall'industria automobilistica la Commissione è convinta che l'impegno attuale dei costruttori nella diminuzione delle emissioni di anidride carbonica non sia sufficiente a raggiungere l'obbiettivo prefissato per il 2012.

Immediata è stata la reazione della ACEA, l'associazione europea dei costruttori d'auto presieduta da Sergio Marchionne che sostiene che "l'idea portata avanti dalla Commissione Europea è troppo focalizzata sulla tecnologia dei veicoli e nega che vi sia un'ampia gamma di mezzi per ridurre le emissioni di CO2 in maniera molto più economica a beneficio sia dell'ambiente che dell'economia. Il settore automotive - aggiunge l'amministratore delegato della Fiat - forma la spina dorsale dell'industria europea, con migliaia di piccole aziende che dipendono su una dozzina di attori principali. Almeno 12 milioni di lavoratori e le loro famiglie contano su una politica equilibrata in tema di emissioni. L'industria automobilistica non vuole essere parte di un esperimento. Se rimarrà invariata la proposta della Commissione potrebbe minare la forza economica dell'Europa".

Soddisfatto invece il presidente José Manuel Barroso che ha dichiarato: "Questa strategia è l'approccio più ambizioso di sempre e il più ambizioso al mondo verso lo sviluppo di una economia a basso impatto ambientale, che è vitale per contrastare i cambiamenti climatici. Ciò richiederà sforzi da parte di tutti i settori, ma aprirà anche enormi opportunità per le industrie automobilistiche europee. Invito i costruttori a preservare la propria competitività impegnandosi per raggiungere la leadership dell'innovazione, negli interessi dei consumatori e dei lavoratori".

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Tag: Attualità , unione europea , inquinamento


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