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pubblicato il 5 dicembre 2013

Renault, campionessa di ecologia

La Losanga preserva le risorse e taglia le emissioni non solo con l'elettrico, ma con il "Sixth Sense"

Renault, campionessa di ecologia
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Renault continua nella sua lotta alle emissioni inquinanti e di gas serra con un approccio definito "Sixth Sense". Così si definisce la sensibilità della Losanga verso l'ambiente a 360 gradi, cominciando dai processi di fabbricazione, passando per il prodotto e andando a finire al recupero dei materiali alla fine del ciclo di vita in visto di un loro riutilizzo. Un sesto senso che - secondo Renault - va oltre i comuni cinque sensi naturali e, che preservando l’ambiente, li potenzia rafforzando il legame tra l’uomo e ciò che lo circonda.

CAMPIONESSA D'EUROPA IN BASSE EMISSIONI
Dunque non solo elettrico per Renault che, con i suoi quattro modelli in gamma (Fluence, Kangoo, Twizy e Zoe), ha venduto 35mila esemplari a emissioni zero dando un contributo decisivo all’abbattimento del monte di anidride carbonica portandolo nel primo semestre cumulato del 2013, secondo la AAA Data, a migliori livelli in Europa con un valore medio di 115,9 g/km di CO2 ovvero già al di sotto del limite di 120 g/km stabilito dalla Commissione Europea per il 2015 in vista dei 95 g/km previsti per il 2020 e con un progresso netto rispetto ai 137 g/km del 2010. A questo risultato hanno concorso anche il GPL ed il progresso nelle motorizzazioni tradizionali, in particolare attraverso lo stop&start, il recupero dell’energia, la riduzione degli attriti interni, cambi efficienti come l’EDC a doppia frizione e il downsizing con la riduzione delle cilindrate e l’adozione del turbocompressore, campo nel quale Renault è stata antesignana già nel 1977 in Formula 1 dove anche quest’anno ha dominato con il suo V8. Esempi sono il 3 cilindri 900 da 90 cv e il 4 cilindri 1.2 a iniezione diretta da 130 cv, ma il campione di efficienza della gamma rimane il diesel 1,5 litri, costruito in oltre 10 milioni di esemplari e che, nella versione da 90 cv sulla Clio Ecobusiness dichiara 83 g/km di CO2 e in quella da 110 cv sulla Megane si ferma a 90 g/km. Livelli da ibrido, tecnologia che la Renault non ritiene utile, per ora. In tutto sono ben cinque i modelli Renault e Dacia (Twingo, Captur, Mégane, Clio e Sandero) che hanno in gamma versioni con emissioni inferiori ai 100 g/km. Sono possibili tuttavia ulteriori affinamenti e il prossimo sarà la sovralimentazione biturbo sequenziale applicata sul diesel 1.6 da 130 cv, come mostrato sul concept Iniatiale Paris che anticipa la Espace di prossima generazione. La convinzione di Renault rimane tuttavia focalizzata sull’elettrico cercando di creare per esso un contesto favorevole, anche attraverso i nuovi utilizzi dell’automobile come il car sharing. Il servizio "Bee-Green Mobility" di Napoli, ad esempio, ha un parco costituito da 40 Twizy provviste tra l’altro di un dispositivo specifico per la gestione della flotta da parte dell’operatore applicabile anche alla Zoe.

LOTTA SENZA QUARTIERE A INQUINANTI E CO2
La lotta alla CO2 e agli inquinanti tuttavia inizia prima della vettura finita. Quasi tutti gli stabilimenti Renault hanno la certificazione ambientale ISO 14001 e in 15 anni il consumo di energia necessaria alla fabbricazione della singola auto è sceso del 35% contribuendo così alla riduzione della cosiddetta impronta ambientale (carbon footprint) del 10% solo negli ultimi tre anni, con la prospettiva di mettere a segno un miglioramento almeno pari entro il 2016. In tre lustri lo sversamento delle sostanze tossiche è stato abbattuto del 60%, del 70% i rifiuti, del 41% i composti organici volatili e del 65% il consumo di acqua. Fiori all’occhiello di questo sforzo tecnico sono il più grande sistema fotovoltaico del mondo - 40 ettari di pannelli complessivi in 6 siti industriali (Douai, Mauberge, Flins, Batily, Sandouville e Cléon), una produzione annua di 52.600 magawatt equivalente al consumo di una città di 15.000 e un taglio delle emissioni annue di CO2 di 2.200 tonnellate - e lo stabilimento di Tangeri dove il 98% delle emissioni di CO2 viene compensato da fonti rinnovabili e la produzione di rifiuti liquidi industriali è stata eliminata del tutto. Impianti fotovoltaici si trovano anche a Palencia e Valladolid e ne sono in programma altri in Slovenia, Marocco, Brasile, Colombia, Cile, Romania e Corea del Sud. E che cosa succede ai prodotti alla fine del loro ciclo di vita? Il 95% dei materiali è già riciclabile, anzi sulla Clio il 15% delle plastiche sono riciclate e l’obiettivo è di superare il 20% mentre anche per le batterie agli ioni di litio sono stati messi a punto processi che consentono il recupero pressoché completo dei componenti chimici che ne fanno parte.

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , Renault , auto elettrica


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