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pubblicato il 8 febbraio 2007

la nuova smart

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Chissà cosa starà pensando il buon Nicolas Hayek, inventore del fenomeno Swatch e della smart. Lui, nove anni or sono, del progetto si liberò in fretta cedendo alla consociata Mercedes la propria quota della joint venture sorta per produrre l'auto più piccola del mondo. Da bravo svizzero col fiuto per gli affari capì evidentemente in anticipo le difficoltà a cui sarebbe andato incontro il futuro commerciale della sua creatura, che difatti ha viaggiato, in negativo, al ritmo di un miliardo di euro all'anno.

Certo lui la smart l'aveva immaginata diversa, tanto per cominciare a propulsione elettrica, guarda caso come i suoi orologi e, come questi, a buon mercato. Resosi evidentemente conto che ciò non sarebbe stato fattibile, ha "piegato le carte" ritirandosi con quanto aveva già messo in cascina e consolandosi con il bel gruzzolo gentilmente offertogli dalla Casa di Stoccarda...

I tedeschi, com'è noto, sono culturalmente ostinati, gente che non si arrende facilmente e che soprattutto non riconosce volentieri i propri errori. Ebbene, la smart, nonostante sia stato un flop commerciale, non è ancora classificata come un "errore" e allora dopo nove anni ecco la seconda generazione, vera e propria evoluzione del progetto originario.

I cambiamenti non sono pochi, a cominciare dalla lievitazione delle dimensioni per finire alla diversa dotazione motoristica, passando per una rivisitazione degli interni.
La linea della vettura è sicuramente migliorata, acquista quel pò di "muso" che prima mancava, ispirando più fiducia dal punto di vista della solidità senza appesantimenti che ne avrebbero snaturato la vocazione sbarazzina. Quest'ultima rimane inalterata anche per via dell'assoluta mancanza di percezione dei maggiori ingombri esterni. Un buon lavoro che è stato replicato nella diversa definizione degli interni, con plancia e cruscotto che hanno compiuto un balzo veramente importante sia sotto l'aspetto della qualità percepita e della funzionalità che per il design, gradevole e personale.

Dal punto di vista tecnico, prima di andare ad analizzare i nuovi propulsori, pensiamo sia bene sottolineare che l'aumento delle dimensioni generali non può che influire positivamente sul comportamento stradale di una vettura che è e sarà sempre tecnicamente "schiava" dei limiti derivanti dalle sue misure ridotte. Pur essendo più lunga di 19,5 cm., la nuova smart fortwo continua ad essere estremamente compatta. La maggiore lunghezza è stata così ripartita: 72 millimetri in più di sbalzo anteriore, 55 millimetri in più di passo e 68 millimetri in più di sbalzo posteriore. La carreggiata è più larga anteriormente di 7 mm e posteriormente di 31 mm. Quindi ci aspettiamo meno rigidità, più stabilità, più comfort e più silenziosità, vere note dolenti della precedente versione che gli interventi susseguitisi nel corso degli anni avevano provveduto solo a mitigare senza eliminarli in maniera soddisfacente.

Tutto nuovo il propulsore a benzina, che del vecchio mantiene solo il frazionamento a tre cilindri, crescendo nella cilindrata fino alla soglia del litro e presentandosi anche in versione aspirata con due livelli di potenza (61 Cv e 71 Cv) oltre che turbocompressa (84 Cv). Completamente nuovo il cambio automatico Getrag a 5 rapporti, da cui ci aspettiamo finalmente una maggior velocità di innesti specialmente in scalata, oltre che una logica di funzionamento più adeguata.
Il motore diesel deriva invece dal precedente, rispetto al quale vede la potenza aumentata del 10% (45 Cv) a fronte di minori emissioni e di consumi inferiori, come nel caso delle unità a benzina. A riprova della fiducia che la Mercedes ripone nella nuova configurazione telaistica, la velocità massima raggiungibile è stata innalzata di 10 km/h., raggiungendo così i 145 km/h. Il che è un vantaggio nell'utilizzazione autostradale e in caso di percorrenze più lunghe si potrà beneficiare anche dell'aumento del volume del bagagliaio di 70 litri, per un totale di 220 litri.

Ovvia presenza quella di ABS ed ESP, meno quella del Brake Assist, vera rarità per vetture di questa categoria. A richiesta si potrà ottenere il servosterzo elettrico, consigliabile anche in virtù dell'aumentata larghezza dei pneumatici anteriori da 135 a 155, oltre che per i benefici effetti su precisione di guida e confort di marcia specie nell'uso cittadino, dove si potrà ovviamente contare sull'eccezionale raggio di sterzata pari a soli 8,75 metri.

La nuova smart fortwo è prodotta ad Hambach, in Francia. I partner locali forniscono moduli preassemblati del veicolo direttamente alla catena di montaggio. L'ottimizzazione del processo di produzione ha consentito di ridurre i tempi dell'assemblaggio completo a 3,5 ore (precedente modello: 4,5 ore).

I prezzi sono in linea con quelli della versione precedente e rappresentano, secondo noi, il vero scoglio da superare. Pur riconoscendo la qualità del progetto e la bontà della realizzazione specie dal punto di vista della sicurezza attiva e passiva, riteniamo che il poter disporre di soli due posti rappresenti alla fine più un handicap che un vantaggio e l'allineamento del prezzo con concorrenti più versatili sia una discriminante importante. Non a caso la prima versione migliorò repentinamente le vendite non appena fu sottoposta ad una revisione al ribasso dei prezzi accompagnata da politiche promozionali particolari.

Ci auguriamo quindi che la Mercedes replichi in qualche modo quanto avvenuto anni orsono, per non tarpare le ali alla voglia di smart che sotto sotto alberga in molti automobilisti.

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Autore: Giovanni Ceccarelli

Tag: Novità , Smart


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