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pubblicato il 2 dicembre 2013

Rc auto: sarà un 2014 di fuoco

Vi spieghiamo che cosa potrebbe cambiare per l'anno nuovo

Rc auto: sarà un 2014 di fuoco

Se siano cambiamenti positivi o negativi per l’automobilista sarà il tempo a dirlo: per ora, ci limitiamo a descrivere che cosa sta per mutare nel settore della Rca, a partire dal 1° gennaio 2014. Tutto nasce da un disegno di legge che sta per approdare in Consiglio dei ministri, dopo feroci polemiche che hanno accompagnato la stesura del testo. Da una parte, c’è il ministero dello Sviluppo economico, deciso più che mai a rivoluzionare il settore Rc auto; dall’altra, Federcarrozzieri di Davide Galli, il Cupsit (patrocinatori stragiudiziali capitanati da Setfano Mannacio) e l’Associazione vittime della strada. Uno degli aspetti più caldi della riforma è il risarcimento in forma specifica. Stando alla nuova possibile norma, al fine di consentire la riduzione del premio per gli assicurati, in caso di sinistri con danni a cose, in alternativa al risarcimento per equivalente, è facoltà delle Compagnie offrire, in assenza di responsabilità concorsuali, il risarcimento in forma specifica per la riparazione dei danni materiali subiti dal veicolo. La facoltà è subordinata alla fornitura di idonea garanzia sulle riparazioni effettuate, con una validità non inferiore a due anni per tutte le parti non soggette a usura ordinaria. In cambio, gli assicurati dovrebbero avere uno sconto dal 5 all’8% sulla polizza.

L'ANIA PREME DA ANNI
Il presidente dell'Ania, Aldo Minucci, ha anche di recente evidenziato che “occorre riprendere il tema della riparazione diretta dei veicoli in luogo del risarcimento in denaro. Sono di tutta evidenza i risparmi conseguibili sui costi dei pezzi di ricambio e delle riparazioni, nonché gli effetti positivi derivanti dall’azione, indiretta, di contrasto delle illecite collusioni”. Federcarrozzieri risponde che è chiaro l’intento delle Assicurazioni di insistere nella canalizzazione delle riparazioni verso le loro carrozzerie, nel tentativo di risparmiare su ricambi e manodopera e minando le basi dell'indipendenza del carrozziere. Secondo i carrozzieri indipendenti, il risarcimento in forma specifica sembra alterare la libera concorrenza nel mercato dell'autoriparazione, limitando al contempo la libertà di scelta dell'assicurato.

CESSIONE DEL CREDITO
Ancora più complesso e delicato il problema della cessione del credito. L’assicurato che subisce un danno al veicolo, in base alle norme attuali, può cedere il diritto al risarcimento a lui spettante al carrozziere. È un contratto in forza del quale l’assicurato non si limita a delegare al carrozziere il solo incasso del risarcimento del danno da parte dell’impresa (delega di pagamento), ma conferisce al medesimo ogni diritto di risarcimento ipotizzabile a seguito del sinistro: l'assicurato trasferisce al carrozziere ogni proprio diritto legato al risarcimento del danno, compresa la facoltà di agire in giudizio nei confronti dell’impresa e di richiedere voci di danno diverse dal semplice costo delle riparazioni del veicolo. Il Governo Letta punta all'abolizione della cessione del credito, che è poi una delle priorità anche per l’Ania. La reazione di Galli alle ipotesi di truffe? "Maldicenza nei confronti dei riparatori indipendenti e dei professionisti che tutelano il danneggiato o le imprese artigiane, e finiscono per compiacere le Compagnie che vogliono, sempre di più, pagare quando, quanto, come e dove ritengono".

I TEMPI SI ALLUNGANO
Un terzo punto su cui si dibatte è l’allungamento dei tempi entro i quali le Compagnie possono comunicare al danneggiato offerta o diniego per il risarcimento: si passerebbe da da 60 a 90 giorni; e da 30 a 45 in caso di constatazione amichevole. A fronte di una significativa riduzione del premio (non specificata). Ma va detto che questa definizione (“significativa riduzione del premio”) è un po’ rischiosa: già in passato, per esempio col Governo Monti, le leggi “su misura” per le Assicurazioni avrebbero dovuto avere come conseguenza una “significativa riduzione del premio”. È vero che tutte le statistiche sono opinabili, ma quell’obiettivo non è stato di certo raggiunto con le varie regole a favore delle Compagnie.

E IL DANNO BIOLOGICO?
Sul piatto, resta la questione del risarcimento delle gravi lesioni fisiche. La possibile riforma della Rca mira a dimezzare i rimborsi ai cittadini che hanno subìto gravissimi sinistri. Per ridurre i costi gravanti sul sistema assicurativo e sulla collettività, con l'esigenza di garantire il diritto delle vittime dei sinistri a vedersi pienamente riconosciuto un esaustivo risarcimento per il danno biologico. Negli intenti, le nuove tabelle saranno omogenee rispetto agli orientamenti in materia adottati negli altri Paesi europei più avanzati, anche al fine di ridurre l'anomala sproporzione tra l'ammontare dei costi sopportati in Italia per le lesioni da incidentalità e quelli che si registrano nel resto dell'Europa. Ma l’Associazione vittime della strada protesta, portando un esempio pratico su tutti: un giovane di 35 anni che subisce un danno biologico del 50% (perdita totale dell’avambraccio o totale di una mano) è oggi risarcito, come previsto dalle tabelle milanesi, con un ammontare che va da un minino di 384 euro fino a un massimo di 480.000 euro (compresa la personalizzazione). con le nuove tabelle, solo di 420.000 euro. A tutto vantaggio delle Compagnie. L’Associazione vittime ritiene che, per quanto riguarda l’ipotesi dell’emanazione della tabella che definisce i valori economici per le lesioni gravi, la decisione più giusta sia l’adozione integrale dei valori monetari delle tabelle del Tribunale di Milano.

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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