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pubblicato il 8 febbraio 2007

Blocco al traffico del 25 febbraio: fermi anche i diesel Euro 4, ed è polemica

Blocco al traffico del 25 febbraio: fermi anche i diesel Euro 4, ed è polemica

In questi giorni è stata ufficializzata la notizia del primo blocco del traffico contemporaneo per diverse regioni del Nord Italia. Il provvedimento, fissato per Domenica 25 febbraio, riguarda le regioni Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna e delle Province Autonome di Trento e Bolzano.

Si tratta di un'intesa importante perché preludio di un più ampio accordo contenente misure per migliorare la qualità dell'aria nei rispettivi contesti regionali, soprattutto per mezzo di interventi tendenti a limitare ulteriormente la circolazione degli autoveicoli.

Com'è ormai consuetudine, dal blocco sono escluse le automobili Euro 4, benzina e diesel, ma questa volta per le auto a gasolio lo standard di omologazione è una condizione necessaria e non sufficiente: i diesel Euro 4 per poter circolare devono essere dotati anche di filtro anti particolato.

La polemica è scoppiata in poche ore. L'ANFIA, che associa le Case costruttrici nazionali di autoveicoli, e l'UNRAE, che rappresenta le Case automobilistiche estere, sono insorte ritenendo assurdo questo ulteriore vincolo.
In un comunicato congiunto, le due associazioni hanno ricordato un recente studio patrocinato dall'ACI secondo cui la responsabilità delle emissioni delle autovetture - soprattutto le "Euro 4" - comprese quelle con motore diesel non munite di filtro antiparticolato, sulla formazione delle polveri sottili è del tutto marginale e tale da non giustificare, almeno per quanto riguarda l'aspetto ecologico, alcuna forma di limitazione alla circolazione.

L'ANFIA e l'UNRAE sottolineano dunque come "ancora una volta viene colpita la libertà di movimento dei cittadini, creando gravi disagi alla mobilità e incertezza e confusione sulle principali cause dell'inquinamento atmosferico, anche in tali zone.
Il problema va risolto in modo strutturale, individuando provvedimenti estesi a tutte le fonti di inquinamento reali e riconosciute, evitando di colpire sempre e solo gli automobilisti, destinatari di vincoli e di penalizzazioni che non rispondono a criteri e principi omogenei."

Le due associazioni sostengono inoltre che "la mancanza di coordinamento a livello nazionale delle misure adottate dagli Enti locali determina un clima di insicurezza ed insoddisfazione tra i cittadini che hanno serie difficoltà a districarsi tra le diverse e complesse disposizioni di limitazione alla circolazione."

Posizioni e dichiarazioni evidentemente di parte, ma siamo d'accordo sull'urgenza di costituire un tavolo di concertazione tra le varie componenti istituzionali, nazionali e locali, sociali, industriali e del mondo della ricerca, in modo da approfondire una volta per tutte le tematiche legate all'inquinamento atmosferico e valutare le migliori soluzioni sia da un punto di vista ambientale che socio-economico. Ce la faremo?

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