dalla Home

Home » Argomenti » Bollo e Tasse

pubblicato il 29 novembre 2013

Superbollo confermato, si pagherà ancora

Il Governo boccia la proposta di abolizione firmata da un gruppo di senatori

Superbollo confermato, si pagherà ancora

Il superbollo c'è e ci sarà ancora. Nonostante le promesse e le varie indiscrezioni delle scorse settimane sulle ipotesi di abolizione, il superbollo introdotto dal Governo Monti si continuerà a pagare. Un gruppo di senatori (FI-Pdl), durante la discussione sulla Legge di stabilità, ha fatto pressioni per cancellare la sovrattassa per le auto più potenti (20 euro per ogni chilowatt di potenza dei veicoli superiori a 185 kW), ma Stefano Fassina, viceministro dell'Economia, ha bloccato tutto sul nascere. Il membro dell'esecutivo ritiene ancora utili quei soldi che arrivano dal superbollo e poco importa che questa tassa abbia fatto solo del male al mercato. La filiera auto ha gridato più volte aiuto al governo chiedendo di eliminare questa sovrattassa nata nel 2011, perché ha contribuito ad affossare il settore del lusso, ma non è stata ascoltata. Eppure, nel 2012 lo Stato ha perso, tra minori entrate fiscali e mancato introito, circa 140 milioni di euro, così suddivisi: per lo Stato 93 milioni di euro di gettito IVA e 13 milioni di euro di superbollo; per le Regioni 19,8 milioni di euro di mancato pagamento del bollo; per le Province 5,2 milioni di euro di mancata IPT e circa 9 milioni di euro di addizionale su Rc auto.

Perchè il superbollo non ha funzionato? I motivi sono tanti. Stando alle associazioni auto innanzitutto c'è stata una riduzione delle immatricolazioni di auto con potenza eccedente i 185 kW (-35% nel 2012 contro il -19,8% del mercato auto nel suo complesso). Nel nord Italia si sono moltiplicati i casi di "falsi leasing" di auto con targa tedesca (o ceca) date in noleggio da soggetti commerciali e utilizzate da clienti italiani (con mancato versamento dell’IVA, del bollo, del superbollo, dell’IPT, delle multe, dell’addizionale provinciale sull'RCA, oltre all’impossibilità di porre sotto sequestro le automobili immatricolate all'estero, la possibilità di sfuggire al redditometro, le difficoltà di effettuare i controlli su strada e di individuare le responsabilità in caso di incidenti). Contemporaneamente si è diffusa la "esterovestizione" di veicoli, radiati per esportazione in paesi Ue, ma che continuano a circolare sul territorio nazionale con targa tedesca, austriaca, bulgara o romena. E poi ci sono il boom di radiazioni per esportazione ed il crollo dei passaggi di proprietà di auto sopra i 185 kW, ridotti del 37% nel 2012 rispetto ai volumi del 2011.

Autore:

Tag: Attualità , bollo auto


Top