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Prototipi e Concept

pubblicato il 28 novembre 2013

Kia K900, chi ha paura delle auto tedesche?

420 CV e trazione posteriore per sfidare le migliori berline di lusso, specialmente quelle "made in Germany"

Kia K900, chi ha paura delle auto tedesche?
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Aprite l’agenda a segnate questo nome: Kia K900. Il suo compito infatti è arduo e porta con sé la voglia e l’impegno della casa automobilistica coreana di entrare a gamba tesa in un segmento molto complicato. Parliamo delle berline di prestigio, dove “mamma Germania” ha un ruolo (e un'esperienza) che scoraggiano molti. Ecco perché sul mercato ci sono poche alternative alle ammiraglie tedesche, principalmente con passaporto britannico, svedese e italiano (per ora i francesi sembrano essersi presi una pausa). Ora, però, con la Kia K900 presentata in occasione del Los Angeles Auto Show 2013 anche i coreani vogliono essere della partita. Si tratta di una berlina di lusso dalle linee filanti, una massa “di rappresentanza”, un design pulito e la convinzione di poter far parte un giorno del gruppo delle "grandi". Sulla carta la K900 non ha nulla da temere, grazie all’offerta di motorizzazioni che prevede un V6 da 311 CV e un V8 da 420 CV, entrambi contenti di potersi avvalere della trazione posteriore, tutte condizioni necessarie ad elevare l'immagine l’immagine di questa portabandiera. Ma non sufficienti, perché in questa categoria di vetture, si sa, il successo dipende anche da altri fattori, come le finiture, la tecnologia e il prestigio del marchio. Vediamo dunque se la K900 può avere le carte in regola per giocarsela con le tedesche.

ESTETICA DA AMMIRAGLIA D.O.C., CON QUALCHE RICHIAMO VELATO
L’imponenza della K900 è subito espressa nella parte anteriore, con una calandra raffinata che domina la zona centrale del muso, lasciando il compito ai grandi proiettori di alleggerire le dimensioni mediante forme sinuose e per niente banali: i proiettori sono Xenon adattativi, capaci di fornire grande potenza luminosa e di seguire l'andamento della strada, con la tecnologia LED che è stata utilizzata per le luci di posizione poste nella parte bassa del paraurti. Uno degli aspetti più interessanti di questa berlina di lusso, che vedremo nel 2015, è il design laterale: pulito e sportivo, senza forzature, lascia intendere grandi capacità di carico osservando lo spazio che separa il montante dal faro posteriore, con il compito di esprimere sportività che è invece lasciato ai listelli sottoporta e alla piccola feritoia davanti allo sportello del guidatore. Per quanto riguarda il posteriore è impossibile non notare una somiglianza con la BMW Serie 7, che si avverte non solo guardando le forme ma anche concentrando l’attenzione sui fanali, che richiamano subito la somiglianza (come anche il pomello del cambio automatico). Bello lo scarico a forma trapezoidale rovesciata, come i listelli posti nella parte laterale del paraurti che compongono un elemento di continuità con quelli presenti sotto le porte laterali. Elementi in linea con l’imponenza delle dimensioni, arricchite da un passo lungo ( 3045 mm ) e le larghe carreggiate (ant. 1620 mm, post. 1628 mm).

INTERNI CHE PUNTANO AL LUSSO ESTREMO
Com’era facile immaginare la cura degli interni è uno dei punti forti della K900, vuole conquistare la sua clientela con comfort e lusso. Al guidatore il controllo della situazione, con volante a tre razze rivestito in pelle contenente i comandi dell'impianto audio, del computer di bordo e del cruise control attivo, e la possibilità di avere la corona riscaldata e le cuciture a contrasto (optional). Lo schermo che domina la consolle centrale è un 12,3 pollici TFT che proietta le informazioni sul parabrezza mediante il sistema Head Up Display, con la musica che viene dettata dal’impianto hi-fi Lexicon da 900 watt con amplificatore a 12 canali e 17 altoparlanti. Numerosi i comfort, dalla smart key che memorizza le impostazioni del guidatore alla telecamere laterali per l’uscita dai parcheggi a spina, dai sedili regolabili in 12 o 16 direzioni (riscaldati e ventilati anche al posteriore) fino al tetto panoramico ed i cristalli schermati.

LA GODURIA VIENE DAL MOTORE
Disponibili due varianti di motore, V6 o V8: la prima è in grado di erogare 311 CV mentre per il 5 litri si sale fino a quota 420 CV. Entrambe sfruttano una trasmissione automatica a 8 marce, con gestione dei passaggi-marcia regolabile in Eco, Normal e Sport, che permettono variazioni della sensibilità dello sterzo. Buche e asperità vengono messe a tacere dallo schema a cinque bracci delle sospensioni, con una insonorizzazione che prevede l’utilizzo di materiali specifici e anche cristalli laminati. A dimostrazione che Kia non sta affatto scherzando, anzi: sembra che stia aspettando il momento giusto per avvicinarsi, osservare, e sferrare l’attacco. Le tedesche sono avvisate, il tempo dell’oligopolio è finito.

Autore: Davide Lonardi

Tag: Prototipi e Concept , Kia , auto coreane , car design


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