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Prototipi e Concept

pubblicato il 26 novembre 2013

Ken Okuyama Design Kode9

Dal designer della Ferrari Enzo arriva una supercar dal peso piuma

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Al grande pubblico il nome Ken Okuyama non dirà molto, ma i più esperti sicuramente sanno che costui è “padre” di prodotti automobilistici come la Ferrari Enzo e la Maserati Quattroporte. Classe 1959, Okuyama è stato per molti anni capo del design Pininfarina fino a quando non ha deciso di aprire nel 2007 il suo studio di design che si occupa - tra le tante cose - anche di automobili. E dopo l’esperimento del 2008 denominato KO7 Roadster torna alla ribalta con una nuova vettura, mix tra le gloriose auto degli anni ‘60 e le tecnologiche supercar dei giorni nostri: il suo nome è Kode9 e rappresenta l’evoluzione del progetto esposto in tutto il mondo qualche anno fa.

UN FILO CONDUTTORE TRA PASSATO E FUTURO, CHE GUARDA AL PRESENTE
Le immagini divulgate della Kode9 mostrano un richiamo marcato alle auto del passato, con un’esemplare glorioso che balza subito alla mente: la Jaguar D-Type, auto da corsa prodotta tra il ‘54 ed il ‘57 che con il peso piuma di 800 Kg (insieme a un’aerodinamica studiata al millimetro) permetteva di raggiungere i 270 Km/h. Perché vi parlo di quest’auto? Perché anche la Kode9 ha un bel “pinnone” che regna al posteriore, e mediante l’utilizzo di tecnologie innovative (come la stampa 3D) anche lei ha un peso decisamente basso che non supera gli 890 Kg. Analizzando nello specifico il design esterno troviamo un muso molto schiacciato, con i proiettori a goccia che aumentano la sensazione di trovarsi di fronte ad un vero e proprio animale selvaggio. I passaruota si sviluppano verso l’esterno e sembrano voler proteggere i generosi cerchi con razze forma ovale che calzano pneumatici ultra-ribassati. L'aerodinamica è sicuramente il punto di forza di Ken Okuyama, che sulla Kode9 deve aver lavorato parecchio su alcuni aspetti tecnici, raffreddamento-motore in primis. Non si vedono, infatti, grandi e vistose zone di “respiro” per il motore, a parte la raffinata calandra che domina l’anteriore: aguzzando l’occhio si possono notare delle “branchie” che aleggiano al termine dei finestrini, probabilmente volte a convogliare i flussi d’aria verso il motore posto nella parte posteriore della vettura. Proprio il retro della coupé è il punto dove si percepisce la passione del designer giapponese per le linee pulite, senza compromessi, che permettono alla Kode9 di scendere velocemente lasciando alla grande pinna il compito di catalizzare le attenzioni dei passanti. Il gruppo ottico posteriore è posizionato in basso, e la prima impressione che ho è di avere una evoluzione di quanto già inseguito dalla TVR: ovvero un’auto che dell’artigianalità fa la propria forza, dello spirito “clean” la sua punta di diamante, e dell’esclusività la sua essenza.

UNA SUPERCAR DA 2,4 KG/CV GRAZIE ALLA STAMPANTE 3D
La Kode9 è stata presentata in occasione del Tokyo Motor Show 2013 e secondo il suo creatore “colma il divario tra la filosofia design minimalista del 20esimo secolo e la padronanza tecnologica dei nostri giorni”. Quello di Ken Okuyama Kikoyuki vuol'essere un messaggio all’industria dell’automobilismo, col fine di ricordare che nessun traguardo è già raggiunto e l’auto è ancora un settore su cui scommettere, su cui investire, e su cui sognare. La Kode 9 dispone di un telaio in alluminio e numerosi componenti in carbonio, che sono stati sviluppati mediante la tecnologia della stampa 3D. La progettazione è un mix di arte e tecnologia, come dimostra il video in copertina: dalla bozza al disegno, dal computer alla modellazione, ed infine la stampa vera e propria. Un fattore ulteriore di legame tra passato e futuro. A spingere la supercar vi è un quattro cilindri da 370 CV che - affiancato al peso piuma di 890 Kg - permette alla supercar di esprimere valori strabilianti, come i 2,4 Kg/CV. Per intenderci l'Alfa Romeo 4C dispone di 4Kg/CV, ed una Bugatti Veyron 16.4 Grand Sport 1.6 Kg/CV: ma parliamo di auto molto sportive, e così prendendo un’auto più “normale” come la Toyota GT86 il valore sale fino a quota 6.1 Kg/CV. Inoltre la Kode9 dispone di sospensioni e freni regolabili per un’esperienza di guida nuda e cruda, ma comunque sicura. Una vettura del tutto particolare, pienamente “nelle corde” di Okuyama che da sempre ama i progetti speciali, essendo stato colui che ha seguito progetti esclusivi come la Ferrari P4/5 e la Maserati Birdcage 75th.

Autore: Davide Lonardi

Tag: Prototipi e Concept , auto giapponesi , car design , giappone , tokyo


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