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pubblicato il 6 febbraio 2007

Neopatentati... LIMITATI: atto secondo

Neopatentati... LIMITATI: atto secondo

L'articolo "Neopatentati... LIMITATI" dello scorso 31 gennaio, stando ai numerosi commenti, ha evidentemente sollevato un problema sentito.
Moltissimi lettori hanno posto l'accento su due aspetti, del resto evidenziati anche da noi: la TESTA di chi è al volante e l'EDUCAZIONE dello stesso conducente, in questo caso intesa, ovviamente, non come esercizio del galateo (che pure sulle strade esiste o perlomeno dovrebbe), ma come rispetto degli altri, esercizio all'autocontrollo e capacità di una corretta valutazione delle conseguenze delle proprie azioni.

Questa educazione, come lettori e giornale hanno sottolineato, è quella che si dovrebbe acquisire prima in famiglia e poi a scuola e con gli amici (quelli giusti, ovviamente...) ed è quella che alla fine influenzerà, nel bene e nel male, lo stile di vita e di guida di ognuno di noi.

Abbiamo detto che introdurre dei limiti per i neo patentati sarebbe in linea teorica una cosa dovuta e giusta: perché "sarebbe"? Perché in realtà per questa categoria di conducenti i limiti (perlomeno di velocità indipendentemente dalla vettura guidata) già esistono, basterebbe rispettarli. Dunque tornano in ballo, prepotentemente, prima di tutto l'educazione, poi la mancanza di un'efficace pratica pre-esame ed infine l'opera di prevenzione e controllo da parte delle forze dell'ordine le quali, va detto, fanno quello che possono con i mezzi che hanno e in base alle disposizioni che ricevono: fare prevenzione? fare cassa?

Abbiamo evidenziato una serie di SE, non per porre ostacoli ad una ipotetica reintroduzione di questi limiti, bensì per evidenziare alcune cose da fare a favore dei neopatentati.
In caso contrario la sola reintroduzione dei limiti rischia di essere, a nostro sommesso avviso, l'ennesima norma in più che verrà assai spesso disattesa.

Perché abbiamo inoltre scritto "in linea teorica"?
a) Perché, nella realtà ci si ammazza e si ammazzano gli altri anche a 50 km/h con una qualsiasi utilitaria (basta finire contro un ostacolo fisso o provocare un bel frontale, o ancora non rispettare una precedenza trasformandoci così in trampolini per pedoni o motociclisti...)
b) Perché i limiti di velocità per neo patentati sono ampiamente superabili anche dalla più spartana delle attuali utilitarie e da questa constatazione è nato l'esempio dell'inammissibilità, citata per paradosso, di qualsiasi vettura a listino in grado di superare i 130 km/h
c) Perché un alto rapporto peso/potenza, non mette comunque al sicuro il neo-patentato da eventuali eccessi suoi o altrui: un grosso monovolume o una grossa SW o un SUV - con massa alta e potenza bassa, e quind un basso rapporto peso/potenza - sono meno governabili, in situazioni critiche, di un'auto più agile perché di massa inferiore. Anche quest'ultimo è un esempio al limite per evidenziare "l'altra faccia della medaglia".

E ora, per concludere, serviamo proposta e collegata provocazione: perché non far prendere il foglio rosa ai nostri 16enni, fermo restando l'esame a 18 anni?.
In questo modo ai futuri automobilisti verrebbe offerta l'opportunità di una graduale ed approfondita formazione purchè;
1) Sia rispettato - ed eventualmente certificato - un numero minimo di ore sia di teoria e sia di pratica - ad esempio a trimestre o altro periodo ritenuto utile - suddiviso fra città, percorsi extraurbani ed autostrada;
2) Siano istituiti due esami intermedi, ad esempio a dodici mesi dal rilascio del foglio rosa esame di guida in città, a diciotto mesi, previo superamento dell'esame precedente, guida su strade extraurbane e, al termine dei due anni, esame finale di guida in autostrada. In questo modo si conseguirebbe la patente con un congruo numero di ore di guida alle spalle ed una maggior consapevolezza globale.
Ovviamente il mancato superamento di uno degli esami, comporterebbe la sua ripetizione e l'impossibilità di accedere al livello successivo.

Una proposta di questo genere non è destinata a suscitare consensi unanimi (anche per gli eventuali costi), ma qui si "gioca" con la vita dei nostri giovani (e non solo) e ci sembra che la stragrande maggioranza dei lettori sia concorde sul fatto che nella situazione attuale conseguire la patente significa essere abilitati alla guida, ma non necessariamente saper guidare...

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Attualità


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