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pubblicato il 13 novembre 2013

Incidenti stradali dovuti all’alcol: cittadini esasperati

Ancora uno spaventoso sinistro per guida in stato d’ebbrezza. Sono in molti a chiedere l’omicidio stradale

Incidenti stradali dovuti all’alcol: cittadini esasperati
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Ennesimo incidente dovuto all’alcol : una comitiva di giovani amici veronesi è stata distrutta in un sinistro avvenuto nella notte fra sabato e domenica ad Arcole (Verona). Tornavano da una serata in allegria quando, all'altezza di una rotonda un'Audi A3 guidata da un 30enne è piombata sulla loro Volkswagen Golf. Un impatto terrificante, che non ha lasciato scampo a tre dei cinque amici: Enrico Boseggia, non ancora 20enne che era alla guida della Golf, Anna Koudiakov, 18 anni, e Nico Bottegal, 18 anni compiuti da un mese. Un quarto ragazzo di 17 anni, Michel Casarotto, è in condizioni gravissime all'ospedale Borgo Trento di Verona. Situazione piuttosto critica, ma c’è ottimismo, per la quinta occupante della Golf, 16enne, Sara Sinigaglia, fidanzata di Nico Bottegal. L'uomo che era al volante dell'Audi non si è fatto quasi nulla. La dinamica dello schianto, avvenuto verso l'una di notte sulla strada provinciale numero 6, è al vaglio dei Carabinieri di San Bonifacio. I test per droga e alcol cui il 30enne dell'Audi è stato sottoposto sono drammatici: il tasso d'alcol nel sangue era quattro volte il limite di legge. Circa due grammi per litro contro una soglia di mezzo grammo. Per adesso all'uomo è stata ritirata la patente, e nei suoi confronti è scattata la denuncia per omicidio colposo plurimo, e guida in stato di ebbrezza.

WEB SCATENATO
Parenti, amici e conoscenti delle vittime dell’incidente chiedono a gran voce l’introduzione del reato di omicidio stradale, il cui iter per l’approvazione è fermo in parlamento da tre anni: nell’Est Veronese, sono state raccolte in poche ore più di mille firme. Sul tema interviene anche il vicepremier, nonché ministro dell’Interno, Angelino Alfano, oggi a Verona: “Se ne discute da tanto tempo: abbiamo attivato con il ministro dei Trasporti un gruppo di lavoro per verificarne la praticabilità e l’efficacia”. Il problema è che la pirateria stradale, e la guida in stato alterato, in Italia fa sempre più paura. Per citare un altro caso, il 7 luglio, alle 2 del mattino, all’incrocio tra la strada statale 106 jonica e la 107 Silana in contrada Cipolla nel Comune di Crotone, un poliziotto era appena arrivato sul luogo di un incidente stradale, e stava posizionando le torce sull’asfalto, quando un’auto gli è piombata addosso a tutta velocità uccidendolo: i due occupanti sono subito scappati. È morto così Massimo Impieri, 34 anni, agente scelto della Polizia di Stato, in servizio alla Sezione Polizia stradale di Crotone. Quando colleghi di Impieri hanno rintracciato il pirata, questo era ancora in stato di ebbrezza, con un tasso alcolemico di 1,39 grammi di alcol per litro di sangue. Quasi il triplo del consentito. Senza contare che, se l’accertamento fosse avvenuto immediatamente dopo il sinistro, il tasso sarebbe risultato più alto. E almeno un atto di pirateria su tre è dovuto all’alcol. Senza dimenticare che, stando all’Organizzazione mondiale della sanità, un sinistro su tre è causato dall’ebbrezza.

OMICIDIO STRADALE: SI RIPARTE?
Oggi, nel caso di sinistro mortale o con gravi lesioni fisiche provocato da un guidatore in pesante stato d'ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti, scatta il reato di omicidio colposo (dovuto cioè a imperizia, negligenza o imprudenza): così dice il Codice penale. La reclusione parte da un minimo di 3 anni (la scelta più frequente dai giudici) a teorici 10 anni. Inoltre la patente viene revocata temporaneamente. L’associazione Guarnieri da tre anni si batte affinché l’omicidio stradale diventi reato: sono state raccolte oltre 60.000 firme in tutta Italia. Col reato di omicidio stradale (si configura se il conducente aveva un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi era sotto effetto di droghe), la reclusione andrebbe da 8 a 18 anni (e la patente verrebbe revocata per tutta la vita). L’omicidio stradale, concepito per punire più severamente chi causa incidenti gravi sotto l'effetto di alcol o droghe, pareva potesse essere introdotto qualche mese fa. Il guaio sono anche le divisioni fra le varie associazioni che hanno proposto al Parlamento reati leggermente diversi. Adesso, dopo i casi recenti, forse il Governo Letta potrebbe rimettersi al lavoro. Per cercare di migliorare la sicurezza stradale. Ricordiamo che l’Italia ha clamorosamente fallito l’obiettivo imposto dall’Unione europea di dimezzare i morti in 10 anni dal 2001 al 2010. Il target è stato bucato anche nel 2011 e addirittura nel 2012, secondo i recenti dati Istat. Un flop gigantesco, che dovrebbe indurre a una seria riflessione i politici e chi gestisce le strade: in Italia abbondando le telecamere, che però di sicuro mai e poi mai puniranno in modo adeguato chi si pone al volante in condizioni pesantemente alterate dall’alcol o dalla droga.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , incidenti , sicurezza stradale


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