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pubblicato il 11 novembre 2013

Rc auto: Federcarrozzieri ricevuta in Parlamento

L'obiettivo è fare muro contro la lobby delle Assicurazioni

Rc auto: Federcarrozzieri ricevuta in Parlamento

"Conosciamo tutti l’espressione aver ragione da vendere cui si contrappone spesso la frustrazione che ci prende quando non ci viene riconosciuta. Questa è esperienza comune. E cosa ci vuole in questi casi? Che qualcuno ci ascolti senza pregiudizi, che soltanto ci vengano concessi i famosi cinque minuti di attenzione": così esordisce, intervistato da OmniAuto.it, Davide Galli, numero uno di Federcarrozzieri, che è stata appena ricevuta in audizione dalla VI commissione Finanze della Camera. Un’occasione per fare chiarezza in merito a diverse questioni, in particolare la possibile riforma del settore Rc auto, portata avanti dal ministero dello Sviluppo economico.

RISARCIMENTO IN FORMA SPECIFICA
Il dicastero intende introdurre una procedura precisa in caso d’incidente. Grosso modo, secondo indiscrezioni, la nuova norma potrebbe recitare così: al fine di consentire la riduzione del premio per gli assicurati, in caso di sinistri con danni a cose, in alternativa al risarcimento per equivalente, è facoltà delle Compagnie offrire, in assenza di responsabilità concorsuali, il risarcimento in forma specifica per la riparazione dei danni materiali subiti dal veicolo. La facoltà è subordinata alla fornitura di idonea garanzia sulle riparazioni effettuate, con una validità non inferiore a due anni per tutte le parti non soggette a usura ordinaria. Ma Federcarrozzieri si sta opponendo, come già fece all’epoca del Governo Monti, quando la legittima opera di lobbying delle Assicurazioni andò in pressing sui parlamentari. Il presidente dell'Ania stesso, Aldo Minucci, ha di recente evidenziato che "occorre riprendere il tema della riparazione diretta dei veicoli in luogo del risarcimento in denaro. Sono di tutta evidenza i risparmi conseguibili sui costi dei pezzi di ricambio e delle riparazioni, nonché gli effetti positivi derivanti dall’azione, indiretta, di contrasto delle illecite collusioni". In realtà, secondo Federcarrozzieri, è chiaro l’intento delle Assicurazioni di insistere nella canalizzazione delle riparazioni verso le loro carrozzerie, nel tentativo di risparmiare su ricambi e manodopera e minando le basi dell'indipendenza del carrozziere. Il fatto, sostengono i carrozzieri indipendenti, è che il risarcimento in forma specifica sembra alterare la libera concorrenza nel mercato dell'autoriparazione, limitando al contempo la libertà di scelta dell'assicurato.

SECONDO PUNTO CRUCIALE
L’altro aspetto di cui Federcarrozzieri, Davide Galli in testa, ha dibattuto in commissione Finanze è la cessione del credito Rc auto: oggi, il contraente/assicurato che subisce un danno al veicolo può cedere il diritto al risarcimento a lui spettante al carrozziere. È un contratto in forza del quale l’assicurato non si limita a delegare al carrozziere il solo incasso del risarcimento del danno da parte dell’impresa (delega di pagamento), ma conferisce al medesimo ogni diritto di risarcimento ipotizzabile a seguito del sinistro. Pertanto, sottoscrivendo tale atto, l'assicurato trasferisce al carrozziere ogni proprio diritto legato al risarcimento del danno, ivi compresa la facoltà di agire in giudizio nei confronti dell’impresa e di richiedere voci di danno diverse dal semplice costo delle riparazioni del veicolo. Invece, il ministero dello Sviluppo econiomico vorrebbe abolire la cessione del credito. Proposte del genere, sostiene Galli, "sono accompagnate da una maldicenza nei confronti dei riparatori indipendenti e dei professionisti che tutelano il danneggiato o le imprese artigiane, e finiscono per compiacere le Compagnie che vogliono, sempre di più, pagare quando, quanto, come e dove ritengono".

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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