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Curiosità

pubblicato il 9 novembre 2013

Arval, una mobile app e attenzione per il car sharing

Il leader nel noleggio a lungo termine sposa il matrimonio locazione-telematica e studia i sistemi di auto condivisa

Arval, una mobile app e attenzione per il car sharing
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L’auto sempre più mezzo e sempre meno status, sempre meno proprietà e sempre più uso, sempre meno oggetto e sempre più servizio, meglio se fornito attraverso i mezzi telematici. In due parole: noleggio, ma non solo, e smartphone. Ad analizzare il tema ad H2R, Mobility for Sustainability, c’è il Corporate Vehicle Observatory di Arval, uno degli attori principali del noleggio a lungo termine in Italia che ha sviluppato l’app Arval Mobile.

TELEMATICA E TELEGESTIONE DELLA FLOTTA
Le nuove forme di utilizzo di mobilità, legate all’utilizzo, si sposano alla perfezione con le nuove forme di comunicazione. Lo ha spiegato a fondo Andrea Solari, direttore marketing e comunicazione di Arval che parla di “nuovo modello di driver engagement”, ossia di rapporto di legame e impegno tra chi fornisce la mobilità – auto e servizi ad essa connessi – e l’utente. L’utilizzo di auto “green” crea cioè le condizioni affinché si sviluppino nuovi stili di vita, nuovi stili di mobilità che diventano dunque più consapevoli e virtuosi, ma anche la possibilità di gestione dell’energia da parte del produttore e del distributore. La gestione della flotta diventa sempre più immateriale.

IL CAR SHARING “INTERNO”
Tutto questo vale in ottica di flotta ottimizzazioni di valore enormi, ancora più importanti in un settore ad alta intensità di capitale come il noleggio. L’interesse non è soltanto per i carburanti alternativi, le varie forme di elettrificazione, ma per tutti i parametri economici che interessano i gestori delle flotte ovvero: prezzo di acquisto, costi di esercizio e valore residuo, ma anche di utilizzo, ovvero di bilancio tra il tempo di utilizzo effettivo e quello di fermo. Per questo Arval ha pronta una sua proposta in tema di car sharing per utilizzi verticali all’interno della stessa azienda. Esistono infatti parchi nei quali ci sono mezzi utilizzati intensamente e altri meno. Si può dunque destinare una parte della flotta all’uso condiviso con risparmi che Solari quantifica nel 10-15%.

MA SI STUDIANO ALTRE OPPORTUNITÀ
Non si tratta dunque del car sharing cittadino, più simile come modalità di utilizzo e di business al noleggio a breve termine – come dimostra l’integrazione tra rent a car e car sharing già ampiamente realizzata all’estero – ma di una forma “interna”. Potrebbe dunque un’azienda di noleggio a lungo termine entrare anche in questo settore? Chissà, magari utilizzando la rete di assistenza convenzionata…

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Curiosità , h2roma


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