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pubblicato il 7 novembre 2013

Pirati della strada: 4 su 10 sono imprendibili

È sempre più allarmante in Italia la situazione che vede scappare chi ha causato un incidente

Pirati della strada: 4 su 10 sono imprendibili

Ancora sangue sulle strade per colpa dei pirati: causano un incidente e scappano senza soccorrere la vittima, che può essere un altro guidatore di un veicolo a motore, oppure un ciclista o un pedone. Nel Ravennate e a Como i due più recenti episodi, che ripropongono la portata drammatica del fenomeno. Secondo l’Asaps (Amici Polstrada), nei primi nove mesi del 2013, sono stati registrati 737 episodi di fuga dopo un incidente con feriti o morti lasciati sull’asfalto. Nel dettaglio sono 907 le persone che hanno riportato lesioni anche serie e 82 i morti. Fra le Regioni, al primo posto la Lombardia con 117 episodi e 10 morti, segue l’Emilia Romagna con 82 incidenti con omissione di soccorso nei quali hanno perso la vita 6 persone. Le province romagnole del mare sono le più “piratate” nella Regione, probabilmente per motivi legati anche all’affluenza turistica: a Rimini, in 9 mesi, ben 22 episodi di pirateria stradale con un morto. A Ravenna, 14, ma con conseguenze più drammatiche in quanto le vittime sono state 3.

ALCOL, C’È DA AVERE PAURA
Il 20% dei pirati individuati subito dopo l’incidente è risultato in stato di ebbrezza da alcol o droga. Ma a questi va aggiunta la percentuale di quelli identificati nei giorni successivi per i quali non è più possibile eseguire l’accertamento con l’etilometro: fossero stati pizzicati subito, molto di loro sarebbero stati (molto probabilmente) trovati positivi ad alcol o droga, oppure a entrambi. Quindi, si può proiettare la percentuale degli ebbri intorno al 40%. In aumento le fughe per mancanza dell’assicurazione del veicolo, ormai intorno al 10%. Per porre un freno alla pirateria, giace chissà in quale cassetto il disegno di legge che voleva ontrodurre il reato di omicidio stradale.

CHE COSA POTEVA CAMBIARE
Oggi, nel caso di sinistro mortale o con gravi lesioni fisiche provocato da un guidatore in pesante stato d'ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti, scatta il reato di omicidio colposo (dovuto cioè a imperizia, negligenza o imprudenza). E la reclusione va da tre anni (la scelta più frequente dai giudici) a teorici 10 anni: occhio, questa pena massima non viene quasi mai applicata, e resta sulla carta. Mentre la patente viene ritirata temporaneamente. Il reato di omicidio stradale avrebbe rivoluzionato la materia: si sarebbe configurato per il conducente con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi o sotto effetto di droghe; la reclusione sarebbe andata da 8 a 18 anni: infiine, la patente sarebbe stata revocata per tutta la vita. L'obiettivo era assimilare quanto più possibile il reato di omicidio stradale a quello doloso (ossia volontario), in quanto il guidatore sa di avere elevate probabilità di causare incidenti mortali, ponendosi al volante in stato alterato. Ma l’omicidio stradale non è mai arrivato ed è caduto nel dimenticatoio dopo tante parole di numerosi politici. Altrettanto dicasi per l’allungamento del ritiro della patente, una soluzione di ripiego che era stata paventata al posto dell’omicidio stradale: solo un gran parlare di politici e sottosegretari e vari esponenti di partito. Poi, più nulla.

DIFFICILE ACCIUFFARLI
Al di là del dato sulla nazionalità del pirata (addirittura uno su quattro è straniero, e questo impone una riflessione sull’opportunità di sensibilizzare ed educare chi ha conseguito la patente fuori dai nostri confini), il 60% dei conducenti che si danno alla fuga viene poi identificato dalle Forze dell’ordine. In questo caso un aiuto sostanziale arriva dalle numerose telecamere puntate su molte strade. Sicché, restano impuniti quattro su dieci, davvero tanti. Davvero non c’è una soluzione per arginare il fenomeno? Davvero il Paese deve assistere impotente a guidatori in stato alterato che causano incidenti, ben sapendo che possono mettersi al volante senza rischi molto elevati sotto il profilo penale?

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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