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pubblicato il 5 novembre 2013

Rc auto: il Cupsit (patrocinatori stagiudiziali) contro l’Ania

Forti polemiche per i risarcimenti che l’Ania vuol ridurre

Rc auto: il Cupsit (patrocinatori stagiudiziali) contro l’Ania

Il fuoco covava sotto la cenere, perché è da tempo che Stefano Mannacio, presidente Cupsit (patrocinatori stagiudiziali) è in polemica con l’Ania (la Confindustria delle Assicurazioni); ma a scatenare le ire del numero uno dei patrocinatori è stata la recente audizione informale di Aldo Minucci, presidente Ania, presso la sesta commissione Finanze alla Camera. “L’esponente dell’Associazione delle Assicurazioni - spiega il numero uno del Cupsit - ha detto che i prezzi Rc auto effettivi pagati dagli assicurati su base annua registrano una riduzione del 4,4%. E che tale riduzione è dovuta (anche) agli effetti della norma che ha reso più stringenti i controlli sui danni lievissimi alla persona prevedendo l’accertamento clinico e strumentale per la loro risarcibilità. Per l’Ania, ‘occorre monitorare l’andamento del fenomeno al fine di evitare che tattiche elusive, poste in essere da studi legali e di infortunistica, possano compromettere l’efficacia del provvedimento’”. Ecco la reazione di Mannacio: “Frodi e speculazioni esistono nel mercato assicurativo: ovunque nel mondo. Ma quella dell’Ania è un’accusa e un insulto al contempo: ma come si permette di sostenere che gli studi legali e di infortunistica, con tattiche elusive, possano danneggiare il ramo Rca?”.

LA QUESTIONE RISARCIMENTI
Secondo Mannacio, le Compagnie vorrebbero il campo libero da qualsiasi interferenza: “Un incidente, una vittima del sinistro nelle mani dell’Assicurazione, zero studi legali e di infortunistica, nessun patrocinio stragiudiziale. Un indennizzo fissato dalla Compagnia senza che nessuno possa mettere becco”. Il presidente Cupsit definisce l’Ania “insaziabile”: “I vari Governi che si sono succeduti hanno regalato alle Assicurazioni l’indennizzo diretto (mettendo la volpe a guardia del pollaio, visto che è la Compagnia a fissare il rimborso post incidente), la riduzione dei risarcimenti per microinvalidità (quelle fra 1 e 9 punti percentuali), il rimborso delle lesioni lievi solo dietro accertamento strumentale (come se tutte le ferite, incluse quelle che attengono alla sfera psicologica, potessero essere misurate da una macchina)”. Mannacio ne ha anche per il ministero dello Sviluppo economico: “Ora la Confindustria delle Compagnie vuole dimezzare i risarcimenti delle lesioni gravi, l’indennizzo in forma specifica, la riduzione dei tempi per denunciare il sinistro. L’Ania, grazie a un ministero dello Sviluppo economico molto accondiscendente, vuole fare piazza pulita dei diritti delle vittime. Eliminando dal mercato anche i carrozzieri indipendenti”.

BORDATE AD ANTITRUST E IVASS
In attesa che l’Ania replichi a Mannacio, il numero uno Cupsit riserva vere e proprie bordate anche a Antitrust e Ivass (l’organo di vigilanza sulle Assicurazioni): “È un autunno nero per l’automobilista italiano. Paga polizze Rc auto salatissime, ma subisce un attacco concentrico: l’Ania che vuole dimezzare i risarcimenti; il ministero dello Sviluppo economico che subisce il fascino dell’Ania stessa scrivendo leggi sotto dettatura delle Compagnie; mentre si confermano inutili carrozzoni politici che fanno il gioco delle imprese assicuratrici”. Mannacio entra nel dettaglio: “È finita con ‘quei due’: bisognerebbe chiudere Ivass e Antitrust domattina. Il ruolo delle autorità di controllo ha ormai raggiunto il capolinea. Primo: le nomine di carattere politico o ‘familistico’ si sono moltiplicate. Una vergogna, vista anche la disoccupazione giovanile che devasta il Paese. Secondo: il mercato della Rc auto è sempre meno concorrenziale e competitivo, con tre colossi assicurativi che si sbranano la torta. Ne consegue che non ho l’ardire di definirle autorità indipendenti, visto che la loro autonomia è morta e sepolta da un pezzo: sono sostanzialmente alla mercé delle Assicurazioni”. Stando a Mannacio, l’Ivass, “nato cadavere dopo la fine dell’Isvap (che già era un ente moribondo) non è in grado di vigilare sulle Compagnie: ormai, si limita a sfornare circolari che rendono più difficile la vita dei danneggiati. Mentre l’Antitrust non garantisce la concorrenza nel mercato Rc auto: la concentrazione delle polizze nelle mani di pochi giganti assicurativi, e le tariffe che schizzano a livelli stellari, sono lì a dimostrarlo”.

SEI PUNTI PER RIDURRE LE RCA
Secondo Mannacio, per ridurre le Rca, ha la sua ricetta con sei ingredienti: “Uno, rottamare Antitrust e Ivass. Due, una vera concorrenza fra Compagnie, tramite una legge antitrust che riduca il livello di concentrazione del mercato Rc auto italiano e consenta l’entrata di operatori più competitivi. Tre, un’Agenzia antifrode in campo assicurativo basata sulle migliori esperienze internazionali, in grado di verificare l’efficacia dei sistemi antitruffa delle Compagnie. Quattro, via l’indennizzo diretto, utile solo a mischiare le carte nei bilanci delle Assicurazioni in modo che i conti tornino sempre. Cinque: una gestione tecnica dei risarcimenti, ormai delegata a enormi call center anonimi che risarciscono sinistri su basi più finanziarie che basate sulla reale volontà di accertare in modo rigoroso danno e responsabilità. Sei, togliere la competenza della materia del risarcimento del danno alle commissione Finanze della Camera e alla commissione Attività produttive del Senato: va affidata alle rispettive commissioni Giustizia, che ha certamente più sensibilità a valutare una materia dove circolano diritti costituzionalmente protetti come quello alla salute”.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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