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pubblicato il 31 ottobre 2013

La crisi dell'auto fa crollare del 23% il prestito medio italiano

Gli italiani preferiscono avere liquidità per spese generali piuttosto che investire soldi nell'auto

La crisi dell'auto fa crollare del 23% il prestito medio italiano

In un periodo di crisi si chiedono più prestiti? Per l'Italia, in questo momento, non è così: secondo una ricerca di Facile.it e di Prestiti.it, il credito al consumo si è decisamente ridotto, fino al 23% in un anno. Nello specifico, analizzando circa 40.000 richieste a campione, la media del prestito si aggira a poco più di 10.000 euro, contro i 12.500 di ottobre 2012. La riduzione degli importi richiesti era già stata evidenziata anche lo scorso marzo (11.000 euro), mentre varia l'identikit di chi richiede finanziamento: si tratta per 74% di uomini, con età prevalente di 42 anni e stipendio dichiarato di 1.700 euro al mese. La durata del finanziamento è piuttosto alta, circa 63 mensilità.

La riduzione del prestito viene spiegata con varie motivazioni: dalla tendenza delle banche a concedere prestiti con importi inferiori, fino ad una maggiore consapevolezza delle effettive possibilità economiche dei risparmiatori. Cosa c'entra tutto questo con l'automobile? Il fatto è che gli italiano comprano sempre meno auto. A volte si rimanda, o si ritiene non indispensabile, affrontare una grossa spesa per un'auto nuova, e lo stesso vale per l'auto usata, dal valore inferiore, ma anche in questo caso meno desiderata rispetto a prima (il 19% del campione, mentre lo scorso anno era il 27%). Oggi il prestito personale, più che per una grossa spesa saltuaria come un'auto, si chiede nel 40% dei casi per ottenere liquidità, con cui far fronte alle spese più disparate. E' l'effetto della crisi, che varia poco su tutto il territorio nazionale, con importi più alti richiesti in Sardegna e più bassi in Liguria ed Emilia Romagna (9.500 euro di media).

Autore: Sergio Chierici

Tag: Mercato , immatricolazioni


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