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pubblicato il 21 ottobre 2013

Rca, Carrozzieri-Governo Letta: è guerra

Il ministero dello Sviluppo economico spinge per norme Rca rivoluzionarie

Rca, Carrozzieri-Governo Letta: è guerra

Esplode la polemica nel settore Rc auto. Da una parte, il Governo Letta, e più precisamente il ministero dello Sviluppo economico (in modo particolare, il sottosegretario Simona Vicari); dall’altra, i carrozzieri indipendenti, capitanati da Davide Galli, numero uno della combattiva Federcarrozzieri www.federcarrozzieri.it. Al centro della contesa, per cominciare, il potenziamento del risarcimento in forma specifica anche fuori dal sistema diretto, voluto dal ministero. Che avrebbe, secondo Galli, un impatto devastante nella realtà quotidiana sia delle imprese di autoriparazione sia dei danneggiati da eventi da circolazione stradale: “Si tratta di norme da tempo richieste dall’Ania [la Confindustria delle Assicurazioni] tendenti a ottenere il risultato di costringere i danneggiati da sinistri stradali a riparare il proprio mezzo solo presso officine indicate dalle Compagnie assicurative. Si intende inoltre, sempre per perseguire lo stesso scopo, vietare in ambito Rc auto un atto di autonomia contrattuale tra privati quale la cessione di credito, limitando così i diritti dei danneggiati”.

DI CHE SI TRATTA
Tecnicamente, in alternativa al risarcimento per equivalente, si dà facoltà delle Compagnie di offrire, nei casi di danni a cose, il risarcimento in forma specifica con contestuale riduzione del premio per l’assicurato. In presenza di clausole che prevedono il risarcimento del danno in forma specifica, nel contratto deve essere espressamente indicata la percentuale di sconto applicata. Se la richiesta di risarcimento non è accompagnata dalla presentazione di fattura e di idonea garanzia in relazione alle riparazioni fatte di validità non inferiore ai due anni per tutte le parti non soggette a usura ordinaria, ovvero in tutti casi in cui la stessa risulti accompagnata dal solo preventivo o analoga documentazione, il risarcimento per equivalente cui la Compagnia è tenuta in base alle norme vigenti può essere limitato al valore del costo complessivo delle riparazioni che l’impresa stessa avrebbe affrontato se il risarcimento fosse stato offerto in forma specifica. “Col pretesto del risparmio sui premi assicurativi - denunica Galli -, questo progetto contrasta con i princìpi comunitari in tema di concorrenza, e rischia di affossare definitivamente il comparto dell’autoriparazione. In Italia, infatti ci sono circa 16.000 imprese artigiane che danno lavoro direttamente a 40.000 persone e a 60.000 nell’indotto (ricambi, vernici, attrezzatura). La situazione nel comparto è tragica: vi è stato un calo del 40% dei sinistri e circola poco denaro nelle mani degli automobilisti per le riparazioni importanti sulle vetture”.

CESSIONE DEL CREDITO
Il secondo fronte bollente è la cessione di credito sottoscritta dal danneggiato a favore del carrozziere di fiducia: oggi, si consente al riparatore, dopo che questo ha anticipato i costi di riparazione (rappresentati per oltre il 70% da ricambi e materiale di consumo), di assumersi ogni incombenza burocratico-amministrativa attinente alla liquidazione del danno nei confronti della impresa di assicurazione. Che provvederà poi a corrispondere il risarcimento in forza della intervenuta cessione di credito direttamente al carrozziere. Ma il ministero dello Sviluppo economico vuole abolirlo. Anche questa è una vecchia richiesta dell’Ania. E Galli (Federcarrozzieri) commenta: “Si tratta di uno strumento di favore per il consumatore danneggiato da sinistro stradale che non è più costretto ad anticipare le spese di riparazione del proprio veicolo al riparatore. In questo modo, l’interlocutore della impresa di assicurazione non è più il danneggiato, ma il carrozziere. Al quale la cessione di credito fornisce ogni potere e facoltà, compresa quella di agire giudizialmente se la impresa non onora il debito risarcitorio o di indennizzo o se, più semplicemente, non intende risarcire il danno quantificato secondo gli standard riparativi di una corretta riparazione eseguita a regola d’arte. Ecco perché l’assicuratore preferisce avere come controparte il danneggiato piuttosto che il riparatore”.

INCONTRO FRA LE PARTI
Per via delle polemiche, s’è appena tenuto un incontro a Firenze tra Davide Galli, a capo di Federcarrozzieri, e il presidente della commissione Trasporti del Senato Altero Matteoli (Pdl). Che ha preannunciato un intervento diretto con la sottosegretaria Simona Vicari, promotrice dei provvedimenti. La senatrice, con un comunicato, accusa i carrozzieri di “corporativismo”. Ma ecco la replica di Galli: “Dal ministero, sono solo usciti comunicati e bozze di provvedimenti che avrebbero l’effetto diretto di consentire all’assicuratore di determinare, ovviamente al ribasso, il valore della prestazione del carrozziere: un terzo in meno. Imponendogli l’uso di materiali, di tempi e modalità lavorative”. L’affondo dell’organizzazione artigiana è a tutto campo: “Al ministero, dicono di volere aprire un dibattito, ma fino ad ora si sono visti solo interventi di un’Antitrust che tre anni fa difendeva gli artigiani dall’abuso di posizione dominante delle Assicurazioni mentre oggi sposa il programma anticoncorrenziale dell’Ania. Quanto all’altro attore del settore, certo non dimentichiamo le traversie giudiziarie dei vertici Isvap [vigilava sulle Assicurazioni] che non ne aumentano l’autorevolezza e, quanto all’attuale Ivass [l’attuale vigilante], prendiamo atto che nel suo consiglio vi siede un ex consulente Unipol e un ex presidente di organismo associativo delle imprese assicurative”.

DUE MILIARDI DI EURO
Galli è un fiume in piena: “È ora di finirla con una politica, di cui il ministero dello Sviluppo economico si porta enormi responsabilità, che negli ultimi 13 anni ha solo puntualmente risposto agli appetiti delle compagnie. Noi ci domandiamo cosa farà il sistema assicurativo con i due miliardi di utili conseguiti l’anno scorso. Per ora non vi è stato alcun ritorno positivo sui premi che gli automobilisti corrispondono”. Ma che cosa chiede in concreto Federcarrozzieri? “Si aiuti il mercato Rca - dice Galli a OmniAuto.it - a uscire dal giogo di un oligopolio assicurativo anomalo, anticoncorrenziale e non competitivo e si faccia una seria riforma delle autorità di controllo e, non ultimo, si rottami l’inutile e dirigista Consiglio nazionale consumatori e utenti. Un mercato senza concorrenza nel settore assicurativo non è più tollerabile”.

ATTENZIONE ALLA QUALITÀ
Va detto, infine, che se le Compagnie imporrano scontistiche e costi orari difficilmente sostenibili dai carrozzieri (se non ricorrendo a metodiche riparative che prevedono uso di materiali di non primaria qualità, ricambi non originali), la qualità delle riparazioni sarebbe a rischio. In termini di sicurezza della riparazione, il risultato potrebbe non essere sempre gradito al danneggiato. Che oggi, legittimamente, può optare per fare eseguire le riparazioni dal proprio carrozziere di fiducia, mediante la miglior tecnica riparativa, con l’utilizzo delle migliori vernici e di ricambi originali.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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