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pubblicato il 31 gennaio 2007

Neopatentati... LIMITATI?

Neopatentati... LIMITATI?

Il Ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi propone di reintrodurre, dopo l'ultima abolizione del 1993 de-facto intervenuta con la riforma del Codice della Strada, limiti di potenza per i neo patentati.
Giusto o ingiusto? Chi può effettivamente dirlo con coscienza e cognizione di causa, in altre parole con giusta autorevolezza, proprio non riusciamo a immaginarlo.

Secondo buon senso e in linea teorica, la misura sembrerebbe ineccepibile... SE... non esistessero limiti di velocità che, se rispettati, renderebbero a 130 o 90 o 50 km/h molto più sicura una supercar o comunque una vettura di prestazioni elevate al cui volante comunque è statisticamente più difficile trovare un neo-patentato piuttosto che un quaranta o cinquantenne. SE i ragazzi del sabato sera (fortunatamente una minoranza, tuttavia sempre troppo numerosa quando si parla di vite perse o rovinate) evitassero di mettersi al volante in situazioni non conformi a quanto prescritto dal Codice della Strada, ma ancor prima dal buon senso. SE tra il rilascio del foglio rosa e l'esame di guida corresse un lasso tempo assai più lungo di quello minimo oggi previsto, dando così il modo di maturare maggior esperienza al volante. SE gli esami per il rilascio della patente non fossero all'acqua di rose come invece molto spesso sono (e non lo sarebbero se, per Legge, la parte pratica dei corsi fosse più corposa ed articolata di quanto normalmente non sia). SE l'educazione stradale fosse insegnata sin dalle scuole elementari ma, soprattutto in famiglia (non dimentichiamo che il bimbo, prima, e l'adolescente, poi, fanno proprio il comportamento dei genitori a casa come al volante). SE al di là di tutti i "se" precedenti non ci fosse la consapevolezza di farla quasi sempre franca. SE , di conseguenza, alle forze dell'ordine fosse data la possibilità (e i mezzi adeguati) di svolgere adeguatamente il proprio lavoro ed infine SE, alla luce di tutti i precedenti "se", la proposta non assumesse un sapore di demagogia d'antan (questa limitazione venne per la prima volta introdotta nel 1974!)

Aggiungiamo a quanto sinora espresso tre ulteriori considerazioni:
1) questa reintroduzione si aggiungerebbe, come misura restrittiva, alle tante già esistenti che evidentemente non sono sufficienti, se si sente come impellente questa necessità nonostante un comportamento progressivamente sempre più prudente degli automobilisti italiani (basta ricordare che i punti patente tolti nel 2004 sono quasi il doppio di quelli tolti nel 2006) rendendo sempre più barocco l'edificio nelle norme di comportamento relative alla circolazione.

2) Ci si chiede se sia stata fatta una statistica - su enne anni - degli incidenti che vedono coinvolti conducenti con anzianità di patente che vada, ad esempio, da zero a enne anni - 2, 3, 4 o più lo stabilisca chi deve studiare e varare la norma - per verificare quanti guidavano auto di una certa cilindrata, o di un certo rapporto peso-potenza, o di una certa velocità massima omologata?

3) e, a questo proposito, come determinare i criteri che faranno da spartiacque tra auto accessibili ai neopatentati e mezzi guidabili solo successivamente?

Vediamo il rapporto peso/potenza: premesso che un basso rapporto peso potenza garantisce ottime accelerazioni e può trasformarsi, se intelligentemente applicato, in un fattore di sicurezza nei sorpassi, quale può essere il rapporto giusto per il neo patentato? 3kg/cv 4? 5? 6? Noi non ci sentiamo di individuarne uno teoricamente corretto anche perché quelli da 3 a 5 individuano supercars (poche da un punto di vista statistico: chi non ricorda quel padre che prestò una supercar al figlio al primo giorno di patente e con prevedibile tragico epilogo? L'imprudente genitore finì su tutti i giornali proprio per l'unicità, per fortuna, dell'episodio!)

Vogliamo parlare di velocità massima? Muniamoci di un listino di qualsiasi Casa automobilistica e prendiamo come parametro ragionevole, il limite di 130 km/h (che nessuno potrebbe per legge superare dove consentito). Scopriremo, non senza divertito sgomento, che nessuna vettura compresa, in ordine alfabetico, fra Alfa Romeo e Volvo potrebbe essere guidata da un neo-patentato.

E' ovvio come quella appena illustrata sia una provocazione, ma i risultati cambiano di poco se aumentiamo la velocità dell'auto a 150 km/h: con questo parametro il neo patentato potrà guidare pochissimi modelli fra quelli commercializzati da: Chevrolet, Citroen, Daihatsu , FIAT, Hyundai, Kia, Opel, Peugeot, Renault e Smart; naturalmente entro il limite dei 150 km/h sono comprese anche, Lada (Niva), Land Rover (Defender tutti), Mitsubishi (Papero Sport), Tata (Safari 4x4) ed infine l'Hummer (H3 ed H2 non superano i 150 km e pesano solo da 2,1 a 2,9 ton quindi, da un punto di vista di puri numeri - limitata velocità massima e alto rapporto peso potenza - potrebbe essere tranquillamente guidata da un neo patentato...)

Forse prima di pensare a limiti di questa specie, occorrerebbe reimpostare serie campagne di informazione o meglio ancora programmi di educazione civica e stradale a lungo termine iniziando dalle scuole inferiori e, parallelamente, convertire l'operato delle forze dell'ordine da repressivo - spesso con prevalenti fini di cassa - a preventivo.

Autore: Giovanno Notaro

Tag: Attualità , codice della strada , patente a punti , sicurezza stradale


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