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pubblicato il 15 ottobre 2013

La Germania frena sulle emissioni di CO2

L’industria tedesca dell’auto ottiene dalla Ue una rinegoziazione del limite di 95 g/km fissato per il 2020

La Germania frena sulle emissioni di CO2

La forza politica ed industriale della Germania ha infine avuto la meglio sul fronte europeo della riduzione delle emissioni di anidride carbonica delle automobili. L’obiettivo europeo per il 2020 dei 95 g/km di CO2 medi in gamma è messo in discussione dall’industria tedesca dell’auto che proprio ieri, nel corso del consiglio Ambiente in Lussemburgo, ha ottenuto la sua prima importante vittoria in ambito Ue. I 28 ministri dell’ambiente europei hanno infatti deciso di annullare i precedenti accordi e di riaprire le trattative per modificare i limiti o spostarne in avanti la data di applicabilità. Ricordiamo che ad il limite medio fissato per la CO2 delle auto nuove è oggi di 130 g/km e che la scelta di abbassarla a 95 g/km nell’arco dei prossimi 7 anni era stata presa di comune accordo dal Parlamento europeo e dagli stati membri.

GERMANIA IN TESTA AL FRONTE DEL NO
Come riportato da Reuters e Bloomberg, i principali costruttori tedeschi di auto si oppongono all’introduzione del limite dei 95 g/km (pari a circa 4 l/100 km di consumo), ritenuto troppo stringente e difficile da raggiungere per un’industria dell’auto teutonica storicamente orientata verso modelli più grandi e meno efficienti. In pratica i colossi tedeschi dell’auto avrebbero svolto negli ultimi mesi un’intensa azione di lobby per portare dalla propria parte altri paesi europei: i primi a schierarsi con la Germania sono stati la Spagna, il Portogallo, l’Ungheria, la Slovacchia, la Polonia e il Regno Unito, tutte concordi sulla necessità di rinegoziare limiti e tempi imposti dalla Ue. La proposta portata avanti dal Governo della Merkel, improntata ad una “maggiore flessibilità” di applicazione, è quella di far slittare al 2024 la data di introduzione dei nuovi limiti. Per contro, Belgio, Francia e Italia restano invece concordi nel mantenere al 2020 e a quota 95 g/km i nuovi limiti europei. il ministro dell’ambiente Andrea Orlando ha detto: "Dopo 4 mesi dall'accordo, caratterizzato da realismo e ambizione, e' arrivato il momento di dare seguito a quanto deciso, mantenendo un elevato livello di ambizione".

L’EUROPA CHE VUOLE LIMITI SEVERI
A dare voce ai costruttori tedeschi e alle preoccupazioni legate alla ricaduta che simili limiti potrebbero avere sull’intera industria dell’auto è Peter Altmaier, ministro dell'ambiente tedesco che dice: “Molti paesi europei, e non solo la Germania, hanno nell'industria automobilista un settore che contribuisce alla creazione di Pil e di benessere. Vogliamo certezza giuridica e certezze di mercato per l'industria''. Sul fronte opposto c’è invece la delusione dal commissario europeo per l'azione per il clima, Connie Hedegaard, che si è detta delusa nel vedere bloccati degli obiettivi prefissati nel corso degli ultimi cinque anni, ma che parla di “margini di modifica molto limitati”. Dalla stessa parte della Hedegaard si schierano le associazioni ambientaliste e alcuni economisti che accusano la Germania di voler azzerare un processo virtuoso che porterebbe alla riduzione delle emissioni inquinanti, delle importazioni di petrolio e dell’effetto serra. Lo stesso ministro dell’ambiente svedese, Lena Ek, ha fatto notare che ulteriori rinvii in merito a queste importanti decisioni potrebbero portare ad un “nulla di fatto” fino al 2015, causa elezione europee e insediamento di nuovi commissari.

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Tag: Attualità , unione europea , inquinamento


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