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pubblicato il 11 ottobre 2013

Jaguar XF 2.2D MY 2014: il diesel (depotenziato) che mancava

Con 163 CV compete con Audi A6 2.0 TDI, BMW 518d e Mercedes E220 CDI

Jaguar XF 2.2D MY 2014: il diesel (depotenziato) che mancava
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Quando viene mostrata per la prima volta, nel 2007, lascia tutti senza parole. Jaguar è a una svolta di quelle che “o la va, o la spacca”: la XF non ha nemmeno un gene del DNA del giaguaro, esternamente come nell'abitacolo. Rispetto alla tradizionalissima XJ (quella vecchia in commercio nel 2007) e all'altrettanto classica S-Type che va a sostituire, la nuova arma nel segmento E si presenta con uno stile di rottura, che dice addio ai volumi ben definiti e sposa un'impostazione simil-coupé, in grado di dissimulare abilmente i quasi 5 metri di lunghezza della vettura e di comunicare un dinamismo insolito per un'auto di Coventry. Ma la risposta del pubblico è positiva, la triade composta da Audi A6, BMW Serie 5 e Mercedes Classe E deve guardarsi da una nuova, temibile rivale: in Italia, dal debutto commerciale del 2008 a oggi, ne sono state consegnate circa 7.000. Tuttavia, il tempo passa anche per le “belle”; ecco dunque il facelift dell'autunno del 2011 e, ora, il lancio del Model Year 2014, con il 2.2 biturbo diesel depotenziato da 200 a 163 CV, pensato espressamente per dare un'aura più “verde” ormai irrinunciabile.

NUOVE COLORAZIONI MA POCHI CAMBIAMENTI
Auto che piace non si cambia. Esternamente, le modifiche interessano solo la gamma colori - le tinte Osmium e Dark Sapphire sostituiscono Crystal Blue e Indigo Blue – e i coprimozzi dallo sfondo rosso: differenze da giochi enigmistici. Più di sostanza gli interventi nell'abitacolo: il navigatore è stato aggiornato e può ora contare su nuove mappe, mentre un'inedita tastiera virtuale facilita l'immissione degli indirizzi. Per il resto, lo stile minimalista continua a contraddistinguere l'arredo della XF, ma qualche segno di invecchiamento è evidente: sto parlando dello schermo del navigatore, piccolo e infossato; della posizione di guida, che gode di regolazioni meno ampie rispetto a quella delle rivali; dei comandi del climatizzatore, il cui look non è più attualissimo e va a inficiare anche la leggibilità.

PAROLA D'ORDINE: DEPOTENZIARE
La vera novità è racchiusa sotto il cofano: come le rivali tedesche, anche la XF sposa la linea del depotenziamento. Da un lato si riducono consumi ed emissioni, dall'altro si dà un piccolo taglio al listino (ancora non si sa di quanto, dato che i prezzi devono essere resi noti) e ai costi di gestione (si risparmiano oltre 100 euro all'anno di tassa di circolazione). Nello specifico, secondo i dati dichiarati, la richiesta di gasolio cala da 5,1 l/100 km a 4,9 l/100 km, mentre le emissioni di CO2 scendono da 135 a 129 g/km. Al termine del percorso di prova, svolto soprattutto su strade extraurbane, sul computer di bordo ho letto 6,6 l/100 km: come al solito siamo lontani dalle promesse delle Case, ma il risultato è più che buono, considerata la stazza della berlina britannica. Buone notizie arrivano anche dalla risposta del propulsore: i 37 CV che separano questa unità dal 2.2 più potente sono tanti, ma non si sentono come temevo. Certo, la spinta è meno decisa, soprattutto al di sopra dei 2.500 giri, però è difficile che ci si trovi a corto di “fiato”. Anzi, la coppia garantita dalla doppia turbina regala riprese rapide, per sorpassi di tutta sicurezza. Non è migliorata, purtroppo, la ruvidità di questo propulsore: vibrazioni strettamente connesse all'architettura a quattro cilindri, ma che alcuni rivali (vedi VW-Audi e Volvo, per esempio) sono riusciti ad ammorbidire in modo più efficace. Non ci sono sorprese al capitolo cambio: si tratta dell'automatico a 8 rapporti della ZF, esemplare per rapidità di esecuzione e fluidità nei passaggi di marcia. Rispetto ad altre applicazioni – vedi BMW – in questo caso è però più lento a eseguire gli input impartiti manualmente (tramite le levette dietro al volante, di serie). Poco male: la XF non è berlina per la guida estrema e non lo vuole essere. Lo dimostra lo sterzo, abbastanza pronto e preciso, ma morbido e non molto comunicativo; lo conferma l'assetto, che è un ottimo compromesso fra assorbimento e precisione di guida. Risultato: la tre volumi inglese “coccola” gli occupanti su ogni tipo di fondo, sa essere appagante quando si guida in modo brillante, ma non ama essere strapazzata.

40.850 EURO PER LA LIMITED EDITION
I prezzi non sono ancora stati comunicati, visto che il recentissimo aumento dell'IVA ha rallentato la pubblicazione dei listini. Jaguar Italia ha però slegato dall'aumento dell'imposta il prezzo della versione di lancio, la Limited Edition: costa 40.850 euro e di serie offre, tra gli altri, vivavoce Bluetooth, cerchi da 18” e sensori di parcheggio. Per esaltare la britishness – parola intraducibile il cui significato si potrebbe rendere con “britannicità” - della vettura esiste poi il pacchetto British Pack. Che di brittanico, in verità, ha solo i tappi delle valvole delle gomme con la Union Jack disegnata, replicata in piccolo sulla fiancata. Per il resto, alla dotazione della Limited Edition aggiunge il keyless system e il navigatore.

Scheda Versione

Jaguar XF
Nome
XF
Anno
2008 (restyling del 2013) - F.C.
Tipo
Premium
Segmento
superiore
Carrozzeria
3 volumi
Porte
4 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore: Adriano Tosi

Tag: Test , Jaguar , auto europee


Listino Jaguar XF

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
2.0 posteriore benzina 240 2.0 5 € 47.850

LISTINO

2.2D posteriore diesel 200 2.2 5 € 47.850

LISTINO

2.0 Luxury posteriore benzina 240 2.0 5 € 48.960

LISTINO

2.2D Luxury posteriore diesel 200 2.2 5 € 48.960

LISTINO

2.0 Premium Luxury posteriore benzina 240 2.0 5 € 50.980

LISTINO

2.2D Premium Luxury posteriore diesel 200 2.2 5 € 50.980

LISTINO

3.0D V6 posteriore diesel 240 3.0 5 € 51.900

LISTINO

2.0 Business Edition posteriore benzina 240 2.0 5 € 52.294

LISTINO

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