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Mercato

pubblicato il 9 ottobre 2013

Mercato auto, si riparte ad una condizione

L'automobile non deve essere più demonizzata con provvedimenti che ne scoraggiano l'uso o il possesso

Mercato auto, si riparte ad una condizione

L'auto non è il Diavolo. Per uscire dalla crisi, come è emerso ieri a Roma dal Convegno CSP, occorre anche porre termine a questa continua vessazione delle quattro ruote. Nuove accise, superbollo, rincaro dei pedaggi... da anni vediamo gli automobilisti pagare per riempiere le casse dello Stato. Intanto il settore, uno di quelli trainanti in Italia, sta affondando. Al convegno "Il mercato dell'auto oltre la metà del guado" organizzato dal Centro Studi Promotor nessuno ha saputo dire con certezza se siamo in vista di una ripresa, l'unica sicurezza è che per superare la situazione attuale occorre anche e soprattutto porre termine alla campagna di demonizzazione dell'auto, "che è e resta una soluzione fondamentale per la mobilità nel nostro Paese, tanto più se si considera la forte arretratezza italiana per ciò che riguarda la dotazione di infrastrutture necessarie per la mobilità alternativa - dice il CSP -. Infatti secondo Legambiente, fatta 100 la media Ue, la nostra dotazione di metropolitane è pari a 39,6, quella di treni pendolari è pari a 45,8 e quella di treni ad alta velocità è pari a 61,2". Questo però non significa che all'Italia non servano maggiori servizi pubblici. Anzi, il nostro Paese ha bisogno di più piste ciclabili, autobus, metropolitane, car sharing e altro che migliori la mobilità, senza però fare dell'automobile una sorta di "mostro" nemico dell'ambiente (visti anche i grandi progressi compiuti dalle case costruttrici nell'abbattimento delle emissioni di CO2).

UNA RIPARTENZA IN SALITA
L'andamento del mercato auto, che ogni mese subisce un calo delle immatricolazioni, è uno degli indicatori più importanti dello stato di salute dell'economia. "Anche per questo è importante capire se, dopo anni di flessioni, si può oggi dire che la ripresa sta per iniziare", come ha detto ieri Roberto Pippan, caporedattore economia RadioRai. "Per uscire da questo momento negativo è fondamentale l'azione del Governo per dare nuovamente ai consumatori le risorse perché continuino a consumare", ha detto Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, e Massimo Nordio, direttore generale e amministratore delegato di Volkswagen Group Italia, ha ribadito che "l'industria dell'auto è un asset strategico per il nostro Paese, non solo dal punto di vista della produzione, ma anche perché include settori importantissimi, come quello della componentistica e quello della distribuzione, che insieme occupano migliaia di addetti".

IL RUOLO DEI COSTRUTTORI
In questo quadro così preoccupante Domenico Chianese, presidente e amministratore delegato di Ford Italia, ha ricordato che i dati macroeconomici indicano che "il mercato dell'auto a livello globale è in salute; i problemi sono a livello europeo, ed italiano in particolare. Il parco circolante italiano deve però essere rinnovato - ha aggiunto - e quindi bisogna creare le condizioni perché avvenga questo rinnovamento, risolvendo da un lato i problemi strutturali dell'economia e riducendo dall'altro i forti costi di gestione che deprimono la domanda". "La crisi però - ha proseguito Bernard Chretien, direttore generale di Renault Italia - può anche rappresentare un'opportunità, perché ci può permettere di riorganizzarci per essere più efficienti e per ritrovare un migliore collegamento con i nostri clienti". "Sta a noi - ha poi detto Roland Schell, direttore generale di Mercedes-Benz Italia - trovare soluzioni per far ripartire il mercato, puntando sull'innovazione tecnologica, su cui stiamo investendo moltissimo. Bisogna poi trovare il modo per farsi ascoltare dal Governo, perché le case automobilistiche possono oggi rappresentare un partner efficace per creare nuovi posti di lavoro e contribuire alla crescita dell'economia". "La parola chiave - ha sostenuto Thanai Bernardini di Brembo - è innovazione tecnologica. Su questo noi puntiamo moltissimo, sperimentando soluzioni nelle competizioni sportive per poi proporle sui veicoli di serie". Infine, Santo Ficili, responsabile del mercato Italia di Fiat Automobiles, ha ricordato qual è oggi il rapporto tra giovani e auto: "I giovani continuano ad amare le auto. Questo anche perché i prodotti che sono oggi sul mercato sono di altissimo livello tecnologico, a tutto beneficio dei clienti".

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Tag: Mercato , immatricolazioni


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