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Retrospettive

pubblicato il 6 ottobre 2013

Ford Mondeo, una "visione mondiale"

Vent'anni fa debuttava uno dei modelli Ford destinati ad entrare nella storia grazie a sicurezza e tecnologie innovative

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“One world wide vision”, una visione per tutto il mondo, cantavano i Queen a metà degli anni Ottanta ispirandosi al celebre discorso di Martin Luther King a favore dell'uguaglianza dei diritti tenuto a Washinton nell'agosto 1963. Un pensiero “globale” che in quegli anni è nella mente pure della dirigenza della Ford Motor Company, desiderosa di creare una “World Car” da commercializzare nei principali mercati del Pianeta, in particolare Europa e Stati Uniti. Un'idea che porterà nel 1993, esattamente 20 anni fa, al debutto di un modello che si approssima a calcare le strade con la quarta generazione attesa per il 2014, la Mondeo.

L'IDEA DI UNA WORLD CAR
L'idea di creare un'unica vettura per i due mercati che si affacciato sull'Atlantico ha, in verità, origini lontane che si possono ricercare nel lontano 1908, quando Henry Ford concepisce la Model T. Tempi diversi che svaniscono con l'evoluzione tecnologica e la trasformazione dell'auto in un prodotto di massa. Tentativi più recenti per realizzare un auto globale si hanno negli anni Sessanta con la Ford Escort e la Cortina, negli USA denominata Crusader, e nel decennio successivo con la Granada. Si tratta, però di esperimenti parziali che, come ha ironizzato qualcuno all'epoca, in comune hanno soltanto l'Ovale Blu sulla calandra e poco altro. L'intento a metà degli anni Ottanta, invece, è proprio di progettare un unico modello per rimpiazzare la Sierra nel Vecchio Continente, la Tempo/Mercury Topaz nel USA e la Telstar in Asia.

IL PROGETTO CDW27
Lo sviluppo del progetto della nuova vettura inizia con grande anticipo rispetto alle previsioni di debutto, atteso per i primi anni della decade del 1990. A indurre i vertici a lavorare con calma sono la volontà di creare un'auto innovativa e il limitato successo ottenuto dalla Sierra. Vettura in commercio da appena due anni quando nel 1985, parte il progetto CDW27, dove le prime due lettere si riferiscono ai segmenti di mercato (C e D) e la terza a “World”. L'incarico dello sviluppo è affidato a John Oldfield, direttore esecutivo del team di ingegneri, che però non ha direttive precise. Le uniche certezze riguardano la trazione anteriore, impostazione che sta prendendo il sopravvento in quegli anni, e la rivale di riferimento, la Honda Accord, modello di pregio e in vendita su tutti i mercati che si vogliono conquistare. Una contendente al quale si aggiungono negli anni altre temibili modelli da tenere in considerazione, quali Opel Vectra, Peugeot 405, Toyota Camry e Volkswagen Passat. In compenso Oldfield può usufruire di un cospicuo badget che nel tempo giunge a 4,6 miliardi di dollari.

UN DESIGN GLOBALE
Un aspetto prioritario del progetto CDW27 è il design che deve essere attrattivo e, soprattutto, andare incontro a diversi gusti. Per la ricerca delle forme giuste Ford mette in competizione i suoi centri stile di California, Colonia, Deaborn e della torinese Ghia, carrozzeria che dal 1973 è nell'orbita Ford. Il bozzetto di base è creato da Manfred Lampe, che ha pure il compito di coordinare i lavori e valutare le proposte provenienti dalle quattro filiali dell'Ovale. A valutare le linee è coinvolta pure la clientela del Nord America e dei principali paesi europei che porterà alla scelta di uno stile ricavato da un mix delle diverse soluzioni concepite dai diversi centri stile. Una miscela che prende forma definitiva nel 1990, anche se piccole modifiche saranno apportate fino al al febbraio del 1992

CUORE ZETEC
Mentre si scelgono le linee della futura Ford gli ingegneri, diretti dal 1988 da David Price, sviluppano la meccanica. Il cuore del progetto sono i motori Zeta, poi denominati Zetec DOHC per ragioni di copyright, basati sulla tecnologia a 16 valvole che si sta imponendo sul mercato e che è già stata sperimentata da Ford con le Escort. Si tratta di unità in grado di fornire prestazioni di rilievo in combinazioni con consumi ed emissioni di CO2 contenute, questione, quest'ultima, che sta diventando sempre più di rilievo. Altro tema basilare è la sicurezza, dove gli ingegneri predispongono diversi componenti per prevenire gli impatti e per tutelare gli occupanti dopo l'eventuale urto. Tra le soluzioni previste ci sono gli airbag, quattro freni a disco con ABS, le cinture di sicurezza con pretensionatori, il sedile antiscivolamento e il controllo della trazione. Infine, i tecnici dell'Ovale puntano a comfort e piacere di guida con il piano NVH (Noise, Vibration, Harshness, ossia, rumore, vibrazioni, rigidità). Per farlo optano per una scocca rigida, sospensioni anteriori a ruote indipendenti e posteriori con schema McPherson abbinate, in qualche prototipo, ad ammortizzatori adattivi elettronici che consentono di scegliere più assetti, quali “Comfort” e “Sport”.

IL DEBUTTO A GINEVRA
Nel 1989 sono pronti i primi prototipi per i test su strada che proseguono per tre anni successivi con oltre 400 concept sulle strade di tutto il mondo. Nel frattempo si provvede a rinnovare lo stabilimento belga di Genk dove è previsto l'assemblaggio dei modelli per l'Europa. Una ristrutturazione che introduce l'automatizzazione dei processi e il concetto produttivo di “Just in time” concepito da Toyota negli anni Trenta e che sta divenendo uno standard per le case automobilistiche che vogliono rimanere competitive sul mercato. Nel 1992 tutto è pronto per l'avvio della produzione, anche se la presentazione ufficiale è prevista per il Salone di Ginevra del 1993 con il nome di Mondeo e con tre varianti di carrozzeria: berlina a 4 e 5 porte e Wagon.

AUTO DELL'ANNO 1994
Il timore della dirigenza per le reazioni della critica è alto. Ford, infatti, attraversa un periodo critico, soprattutto nel Vecchio Continente a causa dei modesti riscontri avuti dalla quarta generazione della Escort e della Orion, modelli con standard di qualità e di guidabilità inferiori alla tradizione Ford. L'accoglienza della nuova berlina dell'Ovale è controversa. Negli Stati Uniti l'auto denominata Ford Contour, e commercializzata anche come Mercury Mystique, ha diversi elementi distintivi rispetto alla Mondeo è riscuote poco clamore, tanto da rilevarsi negli anni un flop commerciale. Viceversa in Europa i commenti degli esperti sono entusiasti. Paul Horrell, giornalista di una rivista inglese, le conferisce la “lode” dopo un severo test tra Londra e la Scozia. Pareri simili arrivano da altri colleghi, assenso che sfocia nell'assegnazione del titolo Auto dell'Anno 1994 con 290 voti contro i 264 della Citroën Xantia e i 192 della Mercedes Classe C. A piacere è soprattutto l'attenzione alla sicurezza, anche se solo l'airbag conducente è di serie (per altro, prima vettura a proporlo nella sua categoria) e se l'ABS viene lasciato nel listino degli optional.

LA GAMMA MOTORI
Ad attrarre i clienti europei è pure la gamma motori, considerata parca e affidabile, costituita dai benzina 1.6 da 90 CV, 1.8 da 115 CV e 2.0 da 136 CV, al quale si affiancherà poco dopo il debutto il 1.8 TD da 88 CV. Nel 1994 arriva un'unità sportiva, il V6 benzina da 174 CV, inizialmente riservato all'americana Contour, che consente una velocità di 225 km/h e che muoverà la ST, nota anche per i buoni risultati ottenuti nei campionati turismo. Apprezzati pure gli interni, grazie all'ampio spazio a disposizione e alla cura nelle finiture e negli assemblaggi. Buona anche la dotazione di serie, in particolare con gli allestimenti superiori nel quale, tra l'altro, sono inclusi interni in pelle, tetto apribile elettricamente, hi-fi con CD e computer di bordo.

IL PRIMO RESTYLING
A mantenere alta la domanda della Mondeo sono i continui aggiornamenti. Nel 1995 la dotazione di sicurezza è potenziata con l'aggiunta dell'airbag passeggero e dell'ABS di serie sulle versioni top di gamma, alcune delle quali (V6 e 4WD) possono contare anche sul controllo della trazione. Il primo restyling arriva nel 1996 e porta consistenti modifiche estetiche che, di fatto, risparmiano solo porte e tetto. La novità più evidente è la calandra ovale che ridefinisce le linee del frontale. Più attenuati gli aggiornamenti all'abitacolo (dove, a richiesta, si possono avere gli airbag laterali) e alla gamma motori con il 2 litri depotenziato a 131 CV, ma reso più guidabile ai bassi regimi, e il 1.8 TD che raggiunge i 90 CV. Altre interventi alle unità sono del 1999, quando il 1.6 arriva a 95 CV e il 2.5 viene montato sulla nuova ST200 che sprigiona 202 CV, quanto basta per viaggiare a 228 km/h e scattare da 0 a 100 km/h in 7,9”.

LA SECONDA GENERAZIONE
La seconda generazione della Ford Mondeo è presentata nel 2000 ed è una rivoluzione. Le linee abbandonano le forme rotonde per i tratti tesi del New Edge design inaugurato poco prima con la Focus e che conferiscono alla Mondeo un aspetto più moderno, europeo e tecnologico. Apparenza confermata dai contenuti evoluti come il Intelligent Protection System, sistema “intelligente” di sensori che ottimizza la protezione degli occupanti in caso di urto. A livello di sicurezza si aggiungono i cuscini salvavita laterali e a tendina e la disponibilità dell'ESP come optional. A migliorare sono pure la qualità costruttiva e la dotazione dedica al comfort che, tra l'altro, prevede sedili riscaldati, fari automatici e tergicristalli con sensori di pioggia. I motori benzina Zetec sono sostituiti dai Duratec nelle varianti da 1.8 di 125 CV e 2.0 di 145 CV, mentre il 2.5 V6 rimane in gamma fino al 2002 quando sulla ST220 debutta il 6 cilindri 3.0 da 223 CV che consente di raggiungere i 243 km/h. Una versione sportiva che, come le precedenti, si distingue a livello estetico per la griglia cromata a nido d'ape, le minigonne, lo spoiler posteriore e altri dettagli estetici esterni e interni. Rinnovata pure l'unità a gasolio, ora costituita da un moderno TDCi con iniezione diretta a geometria variabile di 2 litri che eroga 90 CV e assicura maggiori prestazioni e consumi più contenuti. Altra novità di rilievo è il cambio Durashift a 5 velocità azionabile in modo manuale o automatico.

I FACELIFT DEL 2003 E 2005
Le vendite della seconda serie superano le aspettative, ma come di consueto, in Ford prevedono costanti aggiornamenti che sfociano nei restyling del 2003 e del 2005. Nel primo, riconoscibile per la mascherina a nido d'ape, a migliorare è soprattutto l'abitacolo, ora realizzato con materiali di qualità superiore e con dispositivi più evoluti, quali il climatizzatore automatico o il navigatore satellitare. Sul fronte motore il benzina 1.8 diviene a iniezione diretta raggiungendo 131 CV e nei diesel arrivano le unità common rail da 2 litri con potenze da 115 e 131 CV. Più marcato l'aggiornamento di due anni dopo, con l'estetica resa più sportiva e gli interni ridisegnatiA per conferire maggiore ergonomia e comfort. Tra i motori le novità sono il 2.0 TDCi depotenziato a 90 CV e il 2.2 TDCi da 155 CV con 228 km/h di velocità di punta.

IN ATTESA DELLA QUARTA SERIE
La terza generazione della Mondeo è storia recente, quella che inizia con la presentazione al Salone di Parigi del 2006 e che prosegue tuttora in attesa dell'avvento della quarta serie prevista nel 2014. Un'auto, la “3G”, divenuta celebre per l'apparizione nel film “Casino Royale”, pellicola del 2006 della saga di James Bond, e per avere completato la rincorsa alla massima sicurezza ottenendo le 5 stelle nei crash test EuroNcap, contro le 2,5 raggiunte dalla prima Mondeo e le 4 della seconda serie. Ma a migliorare sono pure lo stile conferito dal Kinetic Design, la dotazione di serie, la tecnologia impiegata e, dal restyling del 2010, la meccanica con l'introduzione dei motori benzina Ecoboost. Una serie di novità che consentono alla Mondeo di superare il traguardo delle 4,5 milioni di unità vendute in 20 anni, numero destinato a crescere con la quarta serie che, tra l'altro, segnerà il debutto in Ford della tecnologia ibrida.

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Autore: Stefano Panzeri

Tag: Retrospettive , Ford , auto americane , auto storiche


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