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pubblicato il 2 ottobre 2013

IVA al 22%: il prezzo di benzina, diesel e GPL sale

Gli automobilisti pagano fino a 1,5 centesimi di euro in più al litro, ma se ci fossero state nuove accise sarebbe stato peggio

IVA al 22%: il prezzo di benzina, diesel e GPL sale

Fra due mali, bisogna scegliere il minore. Quante volte lo abbiamo sentito dire? Tante, ed anche stavolta è il caso di ripeterlo parlando di carburanti. Eh sì, perché con l'IVA che è salita al 22% la benzina adesso costa 1,5 centesimi di euro in più al litro ed il diesel 1,4 centesimi in più (GPL +0,7 centesimi). Piccole cifre, si potrebbe obiettare, ma gli italiani già pagano il prezzo dei carburanti più alto d'Europa per via delle accise che sono tantissime e che, se non ci fosse stato questo aumento dell'IVA, si sarebbero ancora multiplicate. Il governo infatti stava ipotizzando l'introduzione di una nuova accisa che avrebbe generato rincari di 2,5 cententesimi al litro.

PERICOLO SCAMPATO?
Ecco quindi che tra "i due mali" (l'IVA al 22% o la nuova accisa) l'IVA al 22% è la "minore", anche perché, come sappiamo bene, in Italia le accise sono "per sempre". Facciamo un esempio: quando nel 2011 il governo introdusse l'accisa per l'immigrazione ci dissero che sarebbe stata "temporanea", ad emergenza risolta sarebbe stata tolta. Dopo due anni invece noi automobilisti paghiamo ancora (forse perché l'immigrazione in Italia continua?). La fiducia dei consumatori è al minimo, visto che ancora paghiamo per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935; per la crisi di Suez del 1956; per il disastro del Vajont del 1963; per l'alluvione di Firenze del 1966; per il terremoto del Belice del 1968, per quello del Friuli del 1976 e per quello dell'Irpinia del 1980. Chi compra oggi benzina, diesel o altro carburante per l'auto paga anche per il finanziamento della guerra del Libano del 1983 e per la missione UNMIBH in Bosnia Erzegovina del 1996. Senza dimenticare il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004. Tra le accise che continuiamo a pagare ogni volta che facciamo rifornimento c'è anche quella per aiutare il cinema e per il terremoto in Emilia (che speriamo serva a migliorare la drammatica situazione).

IL PREZZO DEI CARBURANTI OGGI
Intanto, mentre gli italiani pagano l'IVA al 22%, le quotazioni internazionali del petrolio scendono. Il prezzo dell'oro nero risente della situazione politico-sociale in cui si trovano gli Stati Uniti (non c'è accordo tra Repubblicani e Democratici sul budget statale), ma in Italia si espande l'onda del rincaro voluto dallo Stato. La benzina costa oggi (in media) 1,809 euro al litro, il diesel 1,734 euro al litro ed il GPL 0,821. Stando ai numeri pubblicati da Check-Up Prezzi QE il prezzo medio praticato della benzina che va oggi dall'1,787 euro al litro di Eni all'1,809 di Tamoil (no-logo a 1,644); per il diesel si passa dall'1,724 euro al litro di Eni all'1,734 sempre di Tamoil (no-logo a 1,575); il GPL invece viaggia tra lo 0,809 euro al litro ancora di Eni e lo 0,821 di Q8 (no-logo a 0,756).

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Tag: Attualità , carburanti alternativi , tasse , carburanti


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