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pubblicato il 2 ottobre 2013

Patenti comprate: l’Unasca dice basta

L’associazione delle autoscuole chiede al ministero dei Trasporti un giro di vite contro i furbetti

Patenti comprate: l’Unasca dice basta

Crisi e truffe vanno a braccetto: più la recessione si fa sentire, e più ci sono i furbetti che cercano di aggirare le regole. È così anche per il conseguimento delle patenti. Infatti, dopo i recentissimi casi di esami per la patente truccati, tangenti e truffe nel Lazio e in Emilia-Romagna che hanno visto coinvolti autoscuole e funzionari della Motorizzazione, l’associazione delle autoscuole Unasca esprime il proprio dissenso verso chi rovina il costante lavoro e la reputazione di un settore impegnato da tempo nella battaglia della legalità, della qualità della formazione e dei servizi nel mondo della patente. Di qui la richiesta al ministero dei Trasporti di rendere operative alcune misure già condivise e sperimentate di controlli e prevenzione di reati di questo tipo.

QUALI PROVVEDIMENTI
Emilio Patella, segretario nazionale Unasca si rivolge al Governo (sempreché questo Esecutivo regga ancora…): “Chiediamo che si mettano in atto procedure per garantire la trasparenza”. In particolare, l’Unasca pensa alla rotazione degli esaminatori, a forme di esame veramente pubbliche, alla pubblicazione sul sito della Motorizzazione provinciale dei corsi di recupero punti e di formazione iniziale e periodica della carta di qualificazione del conducente. In più, l’associazione delle autoscuole auspica l’arrivo della scatola nera, che registra le guide fatte dagli allievi e rende difficile certificare il falso. Insomma, un apparecchio che registri se, come e quando il candidato ha svolto certe manovre con la macchina. Da parte sua, l'Unasca ha lavorato alla stesura di un codice deontologico interno, che sarà approvato a breve, e che comprende anche vincoli penali e amministrativi per gli associati (nessuno dei quali è coinvolto negli scandali cui si accennava in apertura).

ATTREZZATURA DA AGENTE SEGRETO
Anche gli esami teorici sono sempre più oggetto di tentativi di truffa. Microtelecamere, auricolari in miniatura, ricetrasmittenti: c’è un kit da agente segreto nel materiale sequestrato spesso dagli investigatori della Polizia stradale in diverse regioni d’Italia. E sempre più spesso, tra gli indagati, c’è chi ha prodotto certificati medici e documenti di identità falsi per ingannare i funzionari della Motorizzazione e riuscire a conseguire la patente. E talvolta, gli inquirenti scoprono un sistema ben rodato, fatto di patenti comprate, collaudi facili e revisioni fantasma.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , patente a punti


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