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pubblicato il 30 settembre 2013

Superbollo: i numeri del fallimento

La filiera auto grida aiuto al governo chiedendo di eliminare questa sovrattassa sul bollo nata nel 2011

Superbollo: i numeri del fallimento

Superbollo, per abolirlo la firma ce l'hanno messa tutti: ANFIA (produttori italiani), ANIASA (autonoleggio), Assilea (leasing), Federauto (concessionari), UNASCA (agenzie) e UNRAE (costruttori esteri). E' la filiera dell'auto al completo ad esprimersi con un comunicato congiunto: la sovrattassa sul bollo auto, nata nel 2011, va abolita perché "ha prodotto una serie di effetti perversi che stanno penalizzando l’Erario, il mercato dell’auto e il suo indotto". Il fallimento del superbollo era già stato espresso in numeri prima dell'estate. L'obiettivo del Governo Monti era incassare 170 milioni di euro e invece a maggio 2013 non si eran toccati nemmeno i 60 milioni. Gli addetti ai lavori conoscono bene questi dati e adesso, nel cuore della crisi di Governo, lanciano un ultimo appello disperato. Anche perché di recente proprio l'esecutivo Letta aveva paventato l'ipotesi di abolire il superbollo.

CHE COS'E' IL SUPERBOLLO
Prima di spiegarvi in dettaglio perché il superbollo ha fallito è bene ricordare che cos'è. Il superbollo è un'addizionale erariale sul bollo auto, introdotta nel luglio 2011, che prevede il versamento di un importo pari a 10 euro per ogni kW di potenza del veicolo superiore ai 225 kW. Il provvedimento aveva effetto retroattivo su tutto il 2011 e su tutto il parco circolante. Successivamente, dal primo gennaio 2012, la sovrattassa è stata portata a 20 euro/kW ed estesa alle vetture con potenza superiore ai 185 kW (251 CV circa).

SUPERBOLLO, UN DANNO PER L'ERARIO
Il superbollo voluto dal Governo Monti si è rivelato dannoso e controproducente. Nella lettera congiunta che le principali associazioni della filiera auto hanno inviato oggi al Ministero dell’Economia e delle Finanze si evidenzia come questi 168 milioni di euro a cui mirava il governo Monti sono molto lontani. Nel 2012 lo Stato ha perso, tra minori entrate fiscali e mancato introito, circa 140 milioni di euro, così suddivisi: per lo Stato 93 milioni di euro di gettito IVA e 13 milioni di euro di superbollo; per le Regioni 19,8 milioni di euro di mancato pagamento del bollo; per le Province 5,2 milioni di euro di mancata IPT e circa 9 milioni di euro di addizionale su Rc auto.

LE CAUSE DEL FALLIMENTO
Il superbollo non ha funzionato per una serie di fenomeni non previsti e controproducenti, che però - stando alle associazioni auto - sono stati innescati dal provvedimento stesso. In particolare c'è stata una riduzione delle immatricolazioni di vetture con potenza eccedente i 185 kW (-35% nel 2012 contro il -19,8% del mercato auto nel suo complesso). Nel nord Italia si sono moltiplicati i casi di "falsi leasing" di auto con targa tedesca (o ceca) date in noleggio da soggetti commerciali e utilizzate da clienti italiani (con mancato versamento dell’IVA, del bollo, del superbollo, dell’IPT, delle multe, dell’addizionale provinciale sull’RCA, oltre all’impossibilità di porre sotto sequestro le automobili immatricolate all'estero, la possibilità di sfuggire al redditometro, le difficoltà di effettuare i controlli su strada e di individuare le responsabilità in caso di incidenti). Contemporaneamente si è diffusa la "esterovestizione" di veicoli, radiati per esportazione in paesi Ue, ma che continuano a circolare sul territorio nazionale con targa tedesca, austriaca, bulgara o romena. E poi ci sono il boom di radiazioni per esportazione ed il crollo dei passaggi di proprietà di auto sopra i 185 kW, ridotti del 37% nel 2012 rispetto ai volumi del 2011.

ABOLIRE IL SUPERBOLLO PRIMA CHE L'IVA AUMENTI
"In definitiva - scrivono le Associazioni - l'addizionale introdotta, oltre a condizionare negativamente sia il mercato del nuovo sia il mercato dell'usato, ha prodotto effetti negativi per l’Erario, non solo in termini di entrate fiscali previste, ma anche di mancato introito di IVA, IPT e bollo, conseguente alla riduzione delle immatricolazioni e del parco circolante. Appare, quindi, opportuna e urgente l’abolizione della sovrattassa, anche al fine di fornire al mercato dell’auto un primo segnale di rilancio, che possa invertire la rotta negativa degli ultimi anni e che vada nella direzione di un alleggerimento della pressione fiscale sul comparto. Nonostante le evidenti difficoltà attraversate dal settore a causa della crisi economica, infatti, dal 2009 a oggi il carico fiscale sulla motorizzazione ha continuato a crescere, fino a superare, nel 2012, i 72 miliardi di Euro, pari al 17% del totale delle entrate tributarie nazionali e addirittura è degli ultimi giorni l’ipotesi di un ennesimo rincaro delle accise sui carburanti per scongiurare l'aumento dell’IVA, quando la componente fiscale del prezzo è già al 59% per la benzina e al 54% per il diesel".

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Tag: Mercato , bollo auto , aci


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