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pubblicato il 25 settembre 2013

Rc auto: la privacy sotto attacco

Lo Sportello dei diritti ha deciso di denunciare quanto accaduto dopo le modifiche che hanno introdotto nuove banche dati in capo all’Ivass

Rc auto: la privacy sotto attacco

Truffe Rc auto: ecco uno dei fattori che più incidono sul caro-tariffe in Italia. Così si spiega la creazione, in seno all’Ivass (l’Istituto che vigila sulle Assicurazioni), di una banca dati che raccoglie il maggior numero di informazioni possibile sui sinistri, specie quelli in odore di frode: si vedano in proposito i falsi colpi di frusta. Ma Giovanni D’Agata (Sportello dei diritti) denuncia “l’ennesimo scandalo italiano perpetrato a danno dei cittadini, che continua da quando è stata ulteriormente implementata la banca dati sinistri dell’Ivass con le due banche dati denominate “anagrafe testimoni” e “anagrafe danneggiati”. In parole povere, qui confluiscono i dati di centinaia di migliaia di persone, inclusi quelli che con le truffe nulla hanno a che vedere: sono semplici testimoni, hanno solo assistito a un sinistro stradale. D’Agata parla di “schedatura senza alcuna preventiva comunicazione”.

”CON LA SCUSA DELLE FRODI”
Stando allo Sportello dei diritti, “per il solo fatto di aver rilasciato una dichiarazione testimoniale a seguito di un incidente stradale, si può venire schedati senza apparente motivo. Tale gravissima circostanza è passata nel più totale silenzio mascherata da lamentate e non giustificate esigenze antifrode che però vanno a ledere un diritto fondamentale dei cittadini, quello alla propria riservatezza”. Insomma, con la scusa delle frodi - è la teoria di D’Agata - oggi le Compagnie assicurative, di fatto, si ritrovano in possesso dei dati personali di centinaia di migliaia di cittadini senza che sino a oggi nessuno abbia battuto un colpo.

ADEMPIMENTI DA ESEGUIRE
D’Agata evidenzia che “la costituzione di una banca dati contenente dati personali di soggetti necessita di una serie di cautele e adempimenti organizzativi finalizzati alla trasparenza, in primis, e alla rigida applicazione di misure di sicurezza”. Infatti, un principio cardine alla base dell’attuale normativa in materia di corretto trattamento dei dati personali prevede che qualunque trattamento di dati personali (e in questa definizione vi ricade certamente la raccolta, l’archiviazione, la conservazione e la condivisione di dati personali in banche dati gestite da privati quali le Compagnie di assicurazioni) deve essere preceduto da un’attenta politica di trasparenza nei confronti degli interessati. Quindi, è necessario fornire agli interessati una completa informativa contenente tutti gli elementi utili a spiegare le finalità e modalità del trattamento, l’origine del dato raccolto, le misure di sicurezza applicate e i soggetti ai quali rivolgersi per esercitare i diritti di accesso (principio irrinunciabile e costituzionalmente garantito).

PRONTA LA DENUNCIA
Come D’Agata ha spiegato a OmniAuto.it, lo Sportello dei diritti ha deciso di denunciare pubblicamente quanto è accaduto dopo le modifiche legislative che hanno introdotto le due nuove banche dati in capo all’Ivass: “Abbiamo appurato, con l’ausilio di nostri collaboratori esperti nel campo della privacy, che il sistema di raccolta, trattamento e conservazione dei dati sensibili non rispondeva ai dettami di legge”. Verrebbe violato il “principio sacrosanto della tutela alla riservatezza. In questo modo, oggi le Compagnie dispongono di un’infinità d’informazioni nella pressoché totale inconsapevolezza dei soggetti coinvolti. È per questo che abbiamo chiesto a gran voce un’istruttoria del garante per fare immediata chiarezza e risolvere tutte le anomalie del sistema”.

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , incidenti , assicurazioni


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