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pubblicato il 21 settembre 2013

Alfa Romeo 4C, la prova su strada e in pista [VIDEO]

Il ritorno alla trazione posteriore dell'Alfa è un inno al piacere di guidare, su un'auto che è praticamente una macchina da corsa con la targa

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Ne abbiamo parlato tanto, forse troppo e allora vengo subito al dunque: quant’è bella da guidare l’Alfa Romeo 4C? Per rispondere sono venuto al Centro prove di Balocco - il proving ground del Gruppo Fiat - e in particolare sulla pista chiamata “Misto Alfa Romeo” per realizzare una video-prova proprio qui, dov'è nata l'auto forse più attesa degli ultimi anni dagli appassionati italiani e non solo. Gli uomini del Biscione lo sanno e hanno fatto le cose in grande, organizzando una presentazione stampa molto suggestiva. Con la 4C l'Alfa torna finalmente alla trazione posteriore con una sportiva da sogno, ad un prezzo di 53.000 euro (54.300 euro chiavi in mano) e apertura degli ordini ad ottobre.

SEMBRA UNA FERRARI
Tutte di colore rosso (ovviamente) le Alfa 4C preparate per la prova su strada, più un esemplare grigio ("basalto"), destinato a farsi strapazzare in pista. Prima di guidare mi soffermo su un elemento che ha diviso: i fari anteriori. La forma non mi fa impazzire anche se di notte, devo dire, rendono di più. Continuo sulla fiancata, soffermandomi sul tetto in alluminio (stesso materiale di cui sono fatti i telaietti anteriore e posteriore delle sospensioni) e accarezzando la carrozzeria in composito di vetroresina e i parafanghi e paraurti in poliuretano: l'Alfa Romeo 4C è una macchina molto bella da toccare, direi quasi morbida al tatto!

UN COCKPIT DA MONOPOSTO
Parola d'ordine: risparmiare peso. A cominciare dai vetri, più sottili del solito. E che la 4C non sia una macchina normale lo si capisce ancora meglio entrando nell'abitacolo. La fibra di carbonio che rende cosi leggero il telaio - che pesa solo 65 kg - è a vista e dal posto guida sembra davvero di stare su una vettura da corsa. Il piccolo display centrale raccoglie tutta la strumentazione davanti al pilota,basta un colpo d'occhio e non ci sono praticamente comandi secondari che possano togliere concentrazione a chi guida o distrarre dalla strada. Un altro dettaglio da piloti è il pedale del freno, incernierato in basso come sulle monoposto. Il climatizzatore ricorda molto quello della Fiat Punto prima serie o della Fiat Seicento ma queste origini (umili, in un certo senso) non mi danno fastidio. Anzi. Per me, rendono più simpatica un'auto così tecnologica, così fuori dal comune. Per il resto, quello che conta davvero una volta seduti qui è: iniziare a guidare.

CORPO E MENTE SOLO PER GUIDARE
A rendere l'Alfa 4C una sportiva non è solo la trazione posteriore, ovviamente. È soprattutto la leggerezza a regalarle un comportamento da sogno: pesa solo 895 kg a secco, per un tempo di 4,5 secondi nello 0-100 km/h e una decelerazione in frenata di 1,25 g. Un cambio manuale esalterebbe al massimo l'esperienza di guida, ma la scelta di offrire solo il doppia-frizione a 6 marce TCT, più leggero, è quella più in linea con una macchina progettata con l'obiettivo appunto della massima leggerezza. Al 100% di carico motore, con la farfalla tutta aperta e il pedale acceleratore completamente premuto, i cambi marcia avvengono in 0,13 secondi. Ma è venuto il momento di fare sul serio: spingo il selettore di guida "Alfa DNA" nella posizione più sportiva, chiamata Race e la macchina è completamente nelle mie mani, con tutti i controlli disattivati, se non il differenziale elettronico Q2. Da dietro, il motore urla come un matto. È un quattro cilindri 1.750 di cilindrata, turbo, tutto in alluminio con 240 CV e 350 Nm. La 4C, comunque è prima di tutto un'auto leggera più che potente: ogni CV del motore deve spingere meno di 4 kg peso ed è questo il parametro che conta di più per un'auto sportiva. Questa ossessione per la leggerezza si traduce in una agilità che definirei esaltante. Sospensioni a triangoli sovrapposti davanti, McPherson dietro, baricentro basso e uno sterzo che non fa rimpiangere il mitico comando dell'Alfa 156 e 147: prontissimo ad ogni richiesta, omogeneo nel carico anche se meno diretto (il rapporto è di 1:16,2 contro circa 1:13) perché non ha il servosterzo. Il volante a due razze, poi, mi fa venire in mente le macchine da rally e quel marchio lì, al centro, mi fa pensare a quanto tempo abbiamo dovuto aspettare un'Alfa sportiva a trazione posteriore... . C'è chi dice infatti che anche le Alfa a trazione anteriore sono sportive. Vero. Ma per chi ama davvero guidare c'è solo un modo per divertirsi: di traverso! Quello che mi impressiona della 4C è il bilanciamento dell'assetto fra avantreno e retrotreno, sembra che tra le ruote e l'asfalto ci sia della colla. Non ci sono ritardi tra la rotazione del volante e l'inserimento in curva. Niente sottosterzo - modulare il freno in entrata di curva è facile -, occhio però ai trasferimenti di carico perché la macchina è piatta, c'è poco rollio e lo sterzo è rapido nei riallineamenti: senza l'elettronica si è a rischio testacoda. I sovrasterzi sono comunque progressivi considerando il passo così corto. Quest'Alfa, tuttavia, non è una macchina estrema, da guidare solo in pista, al limite. Anche su strada è gran bel guidare, disegnando una traiettoria dietro l'altra. L'importante è non farsi prendere la mano, tant'è la confidenza che la 4C infonde e la facilità con cui la velocità sale. Non c'è quasi preavviso prima del superamento del limite delle gomme e l'errore è dietro l'angolo. Va approcciata con uno stile di guida omogeneo, mai nervoso. E chi ama guidare sporco, di traverso, sappia che ci vuole un po' per entrare in confidenza con la nuova icona Alfa Romeo. Inoltre, non posso certo dire che sia una macchina comoda: salire e scendere è faticoso, il bagagliaio va bene per un borsone, uno zaino e poco più e la visibilità posteriore è limitata.

CHE PREZZO HA L'EMOZIONE?
La realizzazione del progetto 4C è costata all'Alfa Romeo circa 100 milioni euro. Non mi sembrano molti, considerando l'impostazione tecnica raffinata e l'ampio utilizzo di materiali leggeri e innovativi. Ma veniamo al prezzo (per scoprire gli equipaggiamenti e le personalizzazioni cliccate qui), si parte da un listino di 53.000 euro e la domanda è: con la 4C finalmente si può tornare a comprare un'Alfa a trazione posteriore, ma non sarà troppo cara? Una Porsche Cayman, tanto per cominciare, costa proprio intorno ai 53.000 euro. Ha prestazioni inferiori e un'impostazione più tradizionale dell'Alfa, ma una qualità costruttiva da riferimento e un marchio blasonato. Sarebbe quindi forse più corretto paragonarla ad una versione Maserati della 4C... chissà se arriverà sul mercato una seconda coupé sportiva italiana, ancora più premium. E poi tra le rivali dell'Alfa ci sono ovviamente le Lotus Elise ed Exige, molto simili per filosofia progettuale e vicine nel prezzo. Con 53.000 euro ci si porta anche a casa una BMW Z4, una Mercedes SLK una Nissan 370Z e "quasi" una Jaguar F-Type. Insomma, nessuna è paragonabile come caratteristiche alla 4C, però la cifra in ballo non è tra le più basse e secondo me qualche dubbio resta. Io, prima che nascesse, sognavo un'Alfa a trazione posteriore con la stessa impostazione di una Toyota GT-86 o di una Subaru BRZ: più semplice, meno costosa, divertente da guidare senza essere impegnativa. La 4C invece è di un altro livello. Mi ha spiazzato e al tempo stesso conquistato, emozionato. Dopo averla guidata penso che sia davvero una supercar in miniatura. E allora forse le considerazioni sul prezzo cambiano, si ribalta tutto. Un bel dilemma, eh?! Voi, che ne pensate?

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Scheda Versione

Alfa Romeo 4C
Nome
4C
Anno
2013
Tipo
Premium
Segmento
sportive
Carrozzeria
coupé
Porte
2 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Alfa Romeo , auto italiane , guida sportiva


Listino Alfa Romeo 4C

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.750 TBi Coupé posteriore benzina 240 1.7 2 € 65.500

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