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pubblicato il 23 settembre 2013

Redditometro, sciagura per l’auto

Per il fisco devi dimostrare di poter mantenere l'auto: così supercar ed auto di lusso volano all'estero

Redditometro, sciagura per l’auto

Il fisco controlla gli esborsi già conosciuti dall’amministrazione finanziaria, calcola risparmi e investimenti, e osserva le spese certe sulla base delle quali sono selezionati i 35.000 soggetti da controllare: è il redditometro. Questo mette nel mirino tutte le voci di uscita che, a vario titolo, danno diritto a deduzioni dall’imponibile o detrazioni dall’imposta. Nel mirino, una miriade di prodotti e spese (per esempio, quelle sanitarie), la deduzione per l’abitazione principale. Ma quando si accende la spia rossa? Semplice: se dalla somma delle spese per detrazioni con le altre risultanti dall’Anagrafe tributaria, emerge che le uscite dell’anno sforano il tetto del 20% di tolleranza rispetto ai redditi. Ecco allora che l’Agenzia ha diritto a convocare i soggetti intercettati e chiedere chiarimenti. Il cittadino dovrà dimostrare di essere in regola, esibendo documentazione.

CHE C’ENTRA L’AUTO?
C’entra eccome. Sia quella comprata ben prima dell’entrata in vigore del redditometro, sia quella acquistata dopo. Se il fisco vuol vederci chiaro, e reputa che quella macchina non te la puoi permettere, ti devi difendere: da solo (gratuitamente) o con un commercialista (pagando). Anche nel caso di finanziamenti o prestiti da amici o parenti saranno indispensabili assegni o bonifici: i contanti non sono rintracciabili. Occorrerà dimostrare da dove arriva il denaro necessario alle spese di mantenimento della vettura, dal bollo (tassa di proprietà) al superbollo (per le auto più potenti) alla costosissima Rca (la polizza assicurativa obbligatoria ) alle assicurazioni accessorie come quella sul Furto e incendio.

IL LEASING TEDESCO
Proprio per questo, visto cioè che il redditometro viene alimentato anche dal possesso delle auto, il noleggio o il leasing su vetture con targhe estere, specialmente tedesche, è cresciuto notevolmente. Si tratta di furbetti? Dipende dai punti di vista: magari, per qualcuno, è semplice legittima difesa contro un fisco ingordo. D’altronde, con la creazione dell’Unione europea, lo Stato italiano non s’è dato regole certe per scovare e tassare chi effettua il leasing estero, e ora c’è moltissimo denaro che sfugge al fisco. E per scappare da una tassa di proprietà pesantissima, nonché da un’assicurazione che - come prezzi - non ha pari in Europa.

UNA SONORA MAZZATA
In generale, il redditometro è l’ennesima mazzata sul settore auto, spaventando chi ha già una vettura, e dissuadendo dal comprarne una nuova. Inducendo a liberarsi di una macchina per timore che il fisco possa fare accertamenti: pur se si è in buona fede e illibati, comunque si tratta di una pesantissima noia. Ci si deve difendere di fronte all’erario, dimostrando che si può mantenere la macchina senza evadere il fisco. Che si può avere un veicolo costoso e potente senza quindi essere delinquenti. Siamo andati a sentire un esperto di lunga data del settore, Paolo Poli: legale rappresentante della Poli-Auto Service Srl, società che opera dal 1983, socio fondatore e consigliere dell’Aida (Associazione italiana distributori autoveicoli): “Di recente, c'è stato un aumento di vendita all'estero da parte dei concessionari di vetture nuove di media e grossa cilindrata. Il motivo? La difficoltà di vendita in Italia. Gli usati sono ancora più difficili da piazzare. Anche i privati vendono Porsche, Ferrari, Maserati, BMW, Mercedes, per i costi esorbitanti di mantenimento, tassa proprietà, assicurazione ma anche per liberarsene ed evitare eventuali verifiche fiscali”. Insomma, un fuggi-fuggi dalla macchina.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , bollo auto , assicurazioni , tasse


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