dalla Home

Home » Argomenti » Codice della Strada

pubblicato il 17 settembre 2013

Codice della strada: tutte le novità in arrivo

Revisione della disciplina sanzionatoria, inasprimento delle sanzioni e semplificazione bucocratica

Codice della strada: tutte le novità in arrivo

Codice della strada: dov’eravamo rimasti? Il 26 luglio 2013, su proposta del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi, il Consiglio dei ministri approvava un disegno di legge recante delega al Governo per la riforma del Codice della strada. E così, la “palla” passava al Parlamento, che doveva poi decidere il da farsi in autunno, dopo la pausa estiva. Eccoci allora al dunque, con Camera e Senato decisivi per il futuro delle norme della circolazione. I relatori del disegno di legge, infatti, giustamente evidenziavano che il vigente Codice della strada si sviluppa in 240 articoli, a cui si aggiungono i 408 del regolamento di esecuzione. Peraltro, dal 1992 a oggi, lo stesso è stato oggetto di più di 70 interventi legislativi, di cui alcuni particolarmente incisivi che ne hanno compromesso l’organicità e la chiarezza. Lo schema di disegno di legge si prefigge di intervenire sul Codice per razionalizzare i numerosi interventi legislativi sulla materia succedutisi nel tempo, ma anche per un intervento di “manutenzione normativa”.

COSA PUÒ CAMBIARE IN CONCRETO
I principali interventi riguardano la revisione della disciplina sanzionatoria, con previsione di specifiche misure di premialità in relazione a comportamenti virtuosi. Invece, gli sconti del 30% per le multe pagate al volo sono già realtà. È importante l’introduzione, anche con riferimento ai conducenti minori di età, dell’istituto della patente a punti, al fine di intervenire nell’educazione stradale dei giovani utenti della strada. Oggi, infatti, i minori non subiscono la sospensione della patente né il taglio dei punti per le patenti AM, A e B1, che consentono loro di condurre motorini e minicar.

MAGGIOR COORDINAMENTO
Nel disegno di legge, è anche accolta la richiesta (dell’Associazione vittime della strada) di un coordinamento tra procedimento amministrativo e procedimento penale, al fine di evitare che le misure amministrative cautelari di sospensione della patente di guida perdano efficacia prima della definizione del procedimento penale. Così, chi è colto alla guida di un’auto sotto l’influenza di sostanze stupefacenti o di alcol, non potrà riottenere la patente fino a quando non è definito il procedimento penale. Ci sarà anche l’inasprimento delle sanzioni per comportamenti ritenuti particolarmente pericolosi per la sicurezza stradale e nei confronti dei recidivi.

IL MISTERO DEI RICORSI
Resta invece misteriosa la volontà del Governo per la semplificazione burocratica nella presentazione dei ricorsi avverso le sanzioni amministrativi. L’obiettivo è rendere più omogenei i ricorsi amministrativi (dinanzi al Prefetto) e giurisdizionali (dinanzi al Giudice di pace); ma in che modo? Il timore (piuttosto fondato, visto il continuo peggioramento del diritto alla difesa da parte dell’automobilista) è anche la sconfitta davanti al Giudice di pace comporti il raddoppio dell’ammenda, come già oggi avviene per il Prefetto. Sarebbe una beffa per chi subisce una multa illegittima: si vivrebbe qualsiasi ricorso con la spada di Damocle del raddoppio della sanzione.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , codice della strada


Top